20 gennaio 2019

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19.03.2011

Amarcord Mandorlini, che ricordi con lo Spezia

Andrea Mandorlini ha guidato per tre stagioni lo Spezia FOTO EXPRESS
Andrea Mandorlini ha guidato per tre stagioni lo Spezia FOTO EXPRESS

Va fiero del suo Spezia. Tre anni trascorsi fra vittorie e rimpianti, gioie e ingiustizie. Andrea Mandorlini ne parla come se fosse ieri. Roberto Bordin, adesso suo vice, allora era il suo capitano. L'unico punto di contatto, ricordi a parte, fra oggi e quei tempi andati. Domani dovrà battere un suo vecchio amore. Lo pretende la classifica, lo esige quell'inconscio desiderio di vendetta che non potrà comunque cancellare la terrificante delusione di quella B persa fra le mura di casa. «Capisco il Verona, capisco i suoi tifosi. So che tutti ci tengono molto, qualcuno me l'ha fatto capire chiaramente. In campo daremo qualcosa in più, ma soprattutto perché ci servono molto i tre punti. Se siamo una squadra di un certo livello lo Spezia è l'occasione giusta per dimostrarlo».
ROBA DA RECORD. Di sicuro il suo Spezia di stoffa ne aveva. Da incorniciare la stagione 1999 - 2000 in serie C2, conclusa senza mai perdere e con quindici punti di vantaggio sull'Alessandria. «Non so quante possono vantare un simile record, oltre al Milan del '91 non me ne vengono in mente tante altre. Dopo aver vinto quel campionato una società di B mi mise davanti un contratto di quattro anni in bianco. Proposta interessante, ma rifiutai». Stava nascendo qualcosa di importante, compresa la crescita di giovani in rampa di lancio come Zaccardo, Budel e Mingazzini. Lo Spezia si fermò due volte sulla soglia della B, eliminato in semifinale play off dal Como prima e dalla Triestina quando Mandorlini finì secondo appena dietro al Livorno. «Era già un calcio malato, era già tutto molto chiaro. Pagammo duramente, eravamo nettamente i più forti ed in condizioni normali saremmo passati noi. Lo Spezia ha subito torti clamorosi, una delle società più penalizzate in assoluto. In ogni caso nulla può toglierci quanto riuscimmo a costruire. Perdemmo solo 14 volte in tre campionati, appena due nel terzo. Non posso dimenticare quei momenti, l'entusiasmo della gente, le cinquemila persone alla presentazione della squadra e i mille ad ogni allenamento».
SCENARI DIVERSI. Domani Mandorlini troverà uno Spezia sulla carta pallido, per una classifica mediocre e assenze in serie. Mai una vittoria in trasferta, un treno per i playoff che sembra ormai perso, il cambio di allenatore e la rivoluzione in società, un taglia e cuci generale che ha prodotto pochi frutti. «Non ci faccio caso io, conosco quell'ambiente. So che saranno pronti, al di là delle difficoltà. Lo Spezia è la squadra che ha speso più di tutti, anche nel mercato di gennaio. All'inizio veniva considerata la più forte del girone, evidentemente dei valori importanti deve pur averli. Non dobbiamo pensare assolutamente di avere di fronte un avversario dimesso. Non sarà così».
EMIL E MANUEL. Bel problema l'abbondanza. Tornano tutti, compresi Maietta e Hallfredsson dopo la squalifica. Sbuffava ieri pomeriggio Emil. Troppo caldo per i suoi gusti. Meteo a parte una maglia da titolare con lo Spezia l'avrà di certo «perché lui ha qualità che altri non hanno». Firmato Mandorlini. E Mancini? Bel dilemma. «Sapete come la penso, Manuel è un giocatore importante. Deve giocare meglio, un po' come tutti gli altri del resto. Da tutti c'è bisogno ora di avere qualcosa in più». Di sicuro non ci sarà Scaglia, che a sinistra ha giocato da titolare 13 delle 14 partite di Mandorlini. Quella maglia è rimasta a lungo proprietà privata. Solo a Ferrara da quella parte si spostò Cangi, favorito su Anderson per sostituire Massimiliano.
SEGNALE FORTE. L'Alessandria l'ha digerita a fatica e probabilmente ancora non del tutto, «nonostante quel che ha detto quel gufo di Sarri». Mandorlini arde dal desiderio di dimenticare in fretta l'incidente di percorso e di riprendere il cammino. «Il Verona ha voglia, è pronto. Giochiamo in casa, dobbiamo vincerla. Abbiamo raggiunto un buon equilibrio, domenica qualcosa non ha funzionato ma per la prestazione dovevamo comunque ottenere molto di più. Il campionato è ancora lungo, ci sono tanti punti in palio. Chiaro che da ora in avanti dovremo sbagliare meno possibile, ma adesso in questa squadra ho grande fiducia. Avanti così. E il campo ci darà ragione».

Alessandro De Pietro
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