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14 dicembre 2018

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11.05.2012

È l'ora di Frattali: «Emozione forte, sono già pronto»

Pierluigi Frattali sorride durante l’allenamento a Sandrà, con l’Albinoleffe ci sarà lui in porta FOTO EXPRESS
Pierluigi Frattali sorride durante l’allenamento a Sandrà, con l’Albinoleffe ci sarà lui in porta FOTO EXPRESS

Una strana regia ha disegnato il futuro prossimo di Pierluigi Frattali. Strana e cruda. Non sarà solo una partita di calcio quella con l'Albinoleffe, almeno per lui. Vicino avrà il ricordo di Piermario Morosini, del suo miglior amico che in quello stadio è ovunque. Il primo pensiero, doveroso, è corso in quella direzione quando ha saputo di Rafael e dato un'occhiata al calendario. Il resto è altro, soprattutto un'occasione da cogliere al meglio. Un ragazzo d'oro, dicono tutti di lui. Dai compagni al suo agente, Davide Torchia, che una bella mattinata di metà gennaio lo svegliò di buon'ora per dirgli che alle due del pomeriggio del giorno dopo il Verona lo aspettava per il primo allenamento di prova. Era disoccupato Pierluigi, a spasso dopo il Vicenza. Fino a quella chiamata. E all'Albinoleffe. Frattali, è pronto? «Prontissimo, non vedo l'ora. Ho sempre lottato solo per la salvezza, adesso invece gioco per qualcosa di molto più importante. Gli stimoli sono tantissimi, anche perchè il destino ha voluto che la mia prima partita col Verona fosse proprio a Bergamo». Giocherà sotto la Curva Morosini… «Sarà un'emozione forte, di sicuro. Una giornata che non dimenticherò. A Vicenza eravamo sempre insieme, come due fratelli. Un mese prima che morisse è venuto a trovarmi. E dopo la partita col Livorno, lo scorso fine settimana, si sarebbe fermato a Verona. Eravamo già d'accordo. Per questo trovarmi in quello stadio mi darà ancora più carica». Non va in campo dall'ultima giornata della scorsa serie B, Vicenza contro Crotone. Sarà un problema? «Oddio, quando non giochi qualcosa ti manca sempre. So però quel che posso dare, mi conosco. Per questo sono molto tranquillo». Il Verona si gioca tanto da qui alla fine. Non sente neanche un po' di tensione? «Magari la avvertirò soprattutto prima della partita, ma quando l'arbitro fischierà l'inizio non penserò più a nulla. Sono fatto così, non sento la pressione del pubblico. Sono solito estraniarmi in casi come questi, anche se sulle tribune ci sono centomila persone. Questo non vuol dire che sono perfetto, ci mancherebbe». Frattali è un po' pazzo, come molti altri portieri? «Diciamo che normale non sono, altrimenti non sarei diventato un portiere. Scherzo, il mio è un ruolo di responsabilità. Se sbaglia un attaccante è un conto, se sbaglia un portiere è più grave». Il suo modello di riferimento? «Da piccolo Buffon, l'ho sempre ammirato molto. Negli ultimi anni ha apprezzato parecchio Marchetti, così come Abbiati. Ci sono molti portieri giovani e bravi in Italia». E all'estero? «Soprattutto Iker Casillas del Real Madrid».  Se le ricorda le prime parate, da piccolo? «Ero nel Tor Tre Teste, una piccola società di Roma di cui faceva parte anche Alberto De Rossi, il papà di Daniele. Allenava lì e le giovanili della Roma. Fu proprio lui a notarmi, a darmi la possibilità di misurarmi con un altro livello di calcio. De Rossi è stato importante per me». Tifoso della Roma quindi? «Tutta la vita. Nella Roma ho giocato sei anni nel settore giovanile, fino agli Allievi. Sono cresciuto con Galloppa, anche Curci è stato un mio compagno di squadra. Bei momenti, ma io guardo avanti. Anche se il calcio a volte è strano». Perché? «Sono rimasto sei mesi senza squadra, dopo cinque anni di serie B in cui qualcosa comunque credevo di aver dimostrato. Sono giovane, ho appena 26 anni. Lavoro per migliorarmi, giorno dopo giorno. Nel calcio però evidentemente conta pure altro, non solo le tue qualità. Strafelice per la chiamata del Verona, ho dato tutto fin dal primo giorno. L'ambiente è perfetto e lo spogliatoio molto unito». Hobby particolari? «Niente di che, gioco molto alla playstation. Come tutti. Ma non prendo mai la Roma. La playstation, non so perchè, l'ha resa troppo debole…». Ci pensa alla serie A? «Spero con tutto il cuore di poterci arrivare con il Verona, sarebbe bellissimo per tutti. Stiamo lottando per conquistarla direttamente, per finire il camponato fra le prime due. Ce lo meritiamo».

Alessandro De Pietro
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