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13 dicembre 2018

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04.02.2012

«Freddo qui? Dovreste

Matthias Lepiller al Cafè Mozart FOTOEXPRESS
Matthias Lepiller al Cafè Mozart FOTOEXPRESS

Ve lo immaginate? Stivaloni di gomma, cappellino parasole in testa e una canna in mano. Matthias Lepiller fa il pescatore a tempo perso. «Carpe e trote», dice il francese. «Appena posso mi butto in acqua. Così mi diverto». Così si svela l'attaccante gialloblù. Dentro L'Arena diventa occasione per parlare di lui, di Verona, del Verona. Del presente e di un futuro neanche troppo lontano. Cafè Mozart, angolo intimo, a due passi dall'Arena. Mezz'ora insieme per conoscersi meglio. Lepiller, l'ha vista l'intervista realizzata dal nostro giornale con Gibellini? Parla molto bene di lei. «Devo tanto al direttore. Mi è sempre stato vicino. Quando non giocava mi sussurrava parole di incoraggiamento. Le cose giuste dette al momento giusto». Prima de L'Arena parliamo di Verona. Qual è stata la prima cosa che ha fatto quando è arrivato qui da noi? «La mia fidanzata Cecilia mi ha portato al balcone di Giulietta. Io non sono un romantico, ma con lei ho trovato un grande feeling». Ha deciso di sposarla? «Quando giochi fai fatica a pianificare. Sposarsi a Verona sarebbe bello. Ma come fanno a venire tutti i miei amici? Credo proprio che dovrò tornare in Francia quando sarà il momento giusto». Lepiller in una frase? «Non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te». D'accordo, sfogliamo il giornale. C'è pure Verona nella morsa del gelo. Lei scappa dall'inverno? «Questo è inverno? Dovete venire in Belgio. La neve alta due metri. Non riuscivi nemmeno a respirare». Dagli «Esteri»: si parla del conflitto senza fine in Afghanistan. Riflessioni? «Non entro nel merito. Dico solo che se una guerra è giusta va combattuta. E io sono pronto a diventare soldato». Il bello e il brutto della sua vita? «Il massimo è stato la nascita di mia figlia Stella sei mesi fa e la promozione in serie A con l'Eupen in Belgio». Il minimo? «Retrocedere in B l'anno dopo, sempre con l'Eupen». Cosa non ama della sua terra? «A volte riusciamo a renderci davvero troppo antipatici». A chi visita la Francia consiglia un giro a... «Paris. Naturalmente. Salite sulla Torre Eiffel e guardatevi intorno». Sta sfogliando le pagine di politica. S'interessa? «Mi piace un politico del passato. Il nostro ex presidente Giscard d'Estaing. Un uomo davvero di grande spessore». Titolo: piano per il made in Italy nel settore alimentare. Spunti? «Alimentare? Alimentare. Cibo, cucina italiana. Siete i migliori. Quando ero a Firenze andavo pazzo per la fiorentina. Qui a Verona mi sto dando al pesce». Usciamo ancora dal giornale. Amici veri? «Benjamin Laurant. Io e lui siamo cresciuti insieme a Le Havre». Un ricordo che la fa tornare bambino? «Conoscete "le petit pont massacreur"? Funziona così: devi evitare assolutamente che qualcuno del gruppo ti faccia passare la palla in mezzo alle gambe». Altrimenti? «Tutti gli altri ti picchiano. Senza esagerare (ride)». Articolo interessante: pneumatici termici, guida morbida e prudenza. Come se la cava in auto? «Eh, insomma. Multe ne prendo. Velocità, parcheggi proibiti. Qui a Verona mi ci è voluto un po' per capire che in corso Cavour non potevo parcheggiare a caso. E intanto sono fioccate le multe». Una brutta storia davvero: a 14 anni ubriacano e violentano coetanea. «Mi incazzo. E molto. Penso alla mia bambina. Tra dieci, dodici anni avrà la stessa età. Non posso accettare che certe cose accadano. Non so proprio come reagirei». Pensa di essere un bravo papà? «Chiedete a mamma». La fede? «Non credo. Mi sforzo di credere a ciò che non credo. Quando arriva il tuo momento finisce lì». La prima parola in dialetto veronese che ha imparato? «Zugadore. L'ho sento dire mille volte tutti i giorni». Tempo di Carnevale: El Fornar alza lo scettro. Che emozione... «Non conosco il carnevale veronese. La mia fidanzata mi parla sempre di quello di Venezia. Penso che ce la porterò». Lepiller da cosa si traveste? «Mi piace lo stile anni settanta. Parruccone nero, occhialoni, abiti sgargianti. Mi travesto spesso con gli amici. Stile afro». Il tempo passa. Tra dieci come si vede? «Spero ancora in campo. Spero ancora in carriera». Spunti, sogni, classifiche... «Sogno di giocare nel Barcellona. E quanto alle classifiche vi do quella dei migliori calciatori francesi di sempre: Zidane, Platini, Benzema». Il migliore con il quale ha giocato lei? «Mutu alla Fiorentina». La tv? «Per me potrebbe restare pure spenta. Ma se volete un film, vi dico “Una notte da leoni”. E da piccolo, lo confesso, guardavo Holly e Benji e i Pokemon». Lei si considera ricco? «Non ancora. Nel senso: sto cercando di migliorare la mia vita. Mi ero regalato un Cayenne. Ma poi mi sono detto: serve altro. E adesso lavoro sugli appartamenti. Tanto che quando smetterò di giocare vorrei lavorare nel ramo immobiliare». Cosa la infastidisce? «La gente che va troppo lenta in macchina o non mette la freccia. E qui tutto il mondo è paese». Pagine dello sport: Chievo sbanca Novara, l'Hellas si prepara al derby. Conosce qualcuno dei cugini? «Dramè, ci siamo allenati insieme in estate. E poi Sammarco, che mi ha... rubato l'appartamento che avevo scelto per me è la mia fidanzata. È arrivato prima. Meglio per lui». Mi dica tutta la verità sul finale di stagione del Verona. «Ce la giochiamo fino in fondo con Toro e Pescara. Il Sassuolo non mi ha impressionato». Parliamo di voi. «Chi mi impressiona è Maietta. Il nostro guerriero. In ogni caso meglio salire subito ed evitare i playoff». Lepiller, per chiudere: lei che musica è? «Rap francese. Ascolto Booba e La Fouine. Qui da voi mi piace Fabri Fibra». Lei è la storia? «Vorrei essere Colombo. Ha scoperto per primo qualcosa di grande».

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