20 gennaio 2019

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26.08.2009

Esposito metterà il turbo per il Pozzo


 Vincenzo Esposito in azione con la maglia del Verona
Vincenzo Esposito in azione con la maglia del Verona

Da Portici a Pozzo, passando per Parma e Verona, Cagliari e Monza. Una vita per il pallone. Vincenzo Esposito è nato a Napoli il 6 gennaio 1971, è nel mondo del calcio da quando ha cominciato a muovere i suoi primi passi nel Portici e, a 38 anni compiuti, calpesta ancora la fascia sinistra del campo con la voglia, la grinta e la determinazione di un ventenne. Tanto per sottolineare la sua grande passione per il calcio che non è intenzionato ad abbandonare. Almeno finché si diverte si diletta ad allenarsi e il fisico regge. L'ingaggio dell'ex giocatore professionista è stato il colpo più clamoroso del mercato estivo del Pozzo perché Esposito ha alle spalle una carriera di tutto rispetto. Firma il suo primo contratto da professionista con il Valdiano nel 1985, successivamente per tre anni gioca in B con il Parma e un campionato in C con il Catania e con l'Avellino, ritorna in B con il Taranto e nei campionati 1993-1995 indossa la maglia gialloblù del Verona con Bortolo Mutti in panchina. Gioca poi nell'Ancona e nel Cesena e debutta in A il 20 dicembre 98 con il Cagliari. Da professionista disputa gli ultimi due campionati nel Monza e nel San Marino. Ma non attacca le scarpe al chiodo perché prosegue nell'Alense e nella Benacense, solo per citarne un paio. Ora è in Seconda categoria con la squadra allenata da Simone Ronconi.
Perché ha scelto il Pozzo?
Perché quest'inverno sono venuto ad allenarmi con i ragazzi del Pozzo e ho visto un grande gruppo, una società organizzata, un ottimo allenatore e una dirigenza con le idee chiare, che ci teneva a far bene ed in effetti ha vinto il campionato».
Il segreto per rimanere così a lungo nel calcio?
«Allenarsi bene, rimanere sempre umili e con i piedi per terra perché c'è sempre qualcosa da imparare».
Ha giocato due anni nel Verona, chi ricorda dei suoi compagni?
«Quasi tutti. Da Fattori a Caverzan, da Gregori a Ficcadenti, da Pessotto a Tommasi, da Inzaghi a Cefis. E tanti altri, sarebbe troppo lungo elencarli tutti».
Qualche scherzo particolare?
«Era all'ordine del giorno mettere la Vespa del fisioterapista Flangini o sotto la doccia o in tribuna».
Mutti che allenatore era?
«Un ottimo tecnico e una persona squisita».
I migliori giocatori che ricorda?
«Ficcadenti, Pessotto e Inzaghi che poi è esploso. Ma il Verona di quei tempi era comunque una buona squadra».
Il miglior tecnico che ha avuto?
«Ne ho avuto tanti. A parte Mutti, Ventura a Cagliari».
L'esperienza più bella?
«Gli anni passati con il Verona e non lo dico per piaggeria».
Con chi è rimasto amico?
«Con nessuno perché nel calcio l'amicizia è molto difficile. Di amici ne ho tanti, ma tutti al di fuori del calcio».
Franco Lerin

Franco Lerin
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Serie A

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31
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16
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10
Chievoverona
8
Cagliari - Empoli
Fiorentina - Sampdoria
Frosinone - Atalanta
Genoa - Milan
Inter - Sassuolo
0-0
Juventus - Chievoverona
Napoli - Lazio
Roma - Torino
3-2
Spal - Bologna
Udinese - Parma
1-2