20 gennaio 2019

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23.09.2009

E Gregori andò sul dischetto «Lo calcio io !»


 Attilio Gregori rigorista sfortunato contro il VeneziaFOTOEXPRESS
Attilio Gregori rigorista sfortunato contro il VeneziaFOTOEXPRESS

Un po' matto, un portiere lo deve pur essere. Una volta, ma forse vale anche per il calcio di oggi, si diceva che portieri e ali sinistre dovevano avere un bel po' di sana follia. Rafael è perfetto, ma nella lunga e gloriosa storia dell'Hellas, non è certamente il primo portiere a inventarsi numeri fuori ordinanza.
La lista è lunga, facciamo un nome a caso? Ma sì, Attilio Gregori, ricordate? Grande portiere, capace di esaltarsi (ad esempio) a San Siro contro l'Inter, stagione di serie A, di Genio Fascetti. Pezzella di Frattamaggiore fischia addirittura tre (3, avete letto bene...) rigori contro il Verona, vedi mai se l'Inter riesce a vincere...Uno lo sbagliano, l'altro glielo para l'intrepido Attilio, ma sulla ribattuta fanno gol. Il terzo glielo segnano, ma ormai non ci vedeva più dalla stanchezza...L'Attilio era un fenomeno, uno che in allenamento, nelle partitelle di metà settimana, pregava sempre gli allenatori: "Mister, mi faccia giocare fuori, almeno un po'...".
Genio Fascetti brontolava, Edy Reja lo accontentava spesso. Lui li sistemò così. Messina, 27 gennaio '91, il Verona di Fascetti (annus horribilis del fallimento, ma anche del ritorno in A) è sotto a Messina. Due a uno, partita quasi finita. Non c'è tempo da perdere e infatti l'Attilio non ne perde proprio. Prende palla, un po' come Rafael lunedì sera, la mette giù e comincia a saltare avversari come birilli. "Perchè di piede - diceva sempre - qua dentro non ce ne sono molti più bravi di me...". L'Attilio va, ne salta uno, poi un altro, è già fuori area di un bel po', dalla panchina gli urlano "dalla via, Attilio". Macchè. Preso dal raptus, è quasi a metà campo, "vado a segnare il 2-2" pensa tra sè. Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Si allunga troppo la palla, gliela rubano, lui si mette a correre all'indietro, ma quando arriva, il Messina fa festa. Cambiaghi ha già messo dentro il 3-1, immaginatevi i...complimenti del Genio, che pure, per quel portiere, stravedeva.
Un salto in avanti, son passati due anni. Il Verona è di Reja, costruito per tornare in A, ma ormai rassegnato a restare in B. E' il 30 maggio del '93, in un Bentegodi semisedeserto (neanche mille spettatori) si gioca Verona-Venezia. Del Vecchio (poi diventò grande alla Roma) firma l'1-0, il Verona è sotto. E non ci sta. Sarà anche di fine stagione, ma un derby è sempre un derby. L'arbitro, il padovano Bettin, concede al Verona un rigore. Attimi di sconcerto. Prytz, il rigorista, è già negli spogliatoi, sotto la doccia. Reja pensa a Lunini, ma il Caio, non ha il piglio del bomber. E' indeciso. E sente, da dietro, un vocione che conosce bene. "Lo calcio io". E' Gregori. Reja non ha la forza di proibirglielo, i compagni lo lasciano fare, "in allenamento non ne sbaglia uno" pensano tutti. L'Attilio va. Prende la palla, la sistema sul dischetto. Fa tre passi all'indietro. Aspetta il fischio, parte, "tiro la botta", chiude gli occhi, sgancia il siluro, li riapre, segue la traiettoria, vede la palla volare oltre la traversa, finisce quasi in curva. "Una schifezza" dirà negli spogliatoi Eros Mazzi. "Doveva tirarlo Lunini". Proprio Lunini pareggiò poco dopo con uno splendido gol. "Meno male" si scusò Gregori, che non sapeva di essere già passato alla storia.
Come Ciceri, che giocò più di una volta all'ala sinistra, infortunato. Non c'erano i cambi, se ti facevi male, in porta un compagno, tu andavi all'ala a far numero. Il Ciceri no. Quella volta, con la Sambenedettese, diventò decisivo. In porta c'era Zavaglio, il centrattacco. Fallo su Ciceri, punizione, gol di Zerlin, 2-1 per l'Hellas, in 9 e mezzo contro 11. Non male neanche la storia di Liberalato, preso dal Milan per sostituire Bissoli. Liberalato va in porta contro la Spal in cui gioca un certo Bagnoli. Sta in campo mezz'ora, uscita acrobatica, cade male, spalla lussata, fuori. In porta finisce così il vecchio Eros Fassetta. Uno che non c'entrava niente con portieri e ali sinistre, ma quanto a sana follia, dava la paga a tanti. Uno di quelli che adesso è impossibile dimenticare. R.T.

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