20 gennaio 2019

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13.11.2009

Due squadre, un ricordo: Giacomi


 Mario Giacomi
Mario Giacomi

C'è un filo sottile che lega Pescara e Verona, unite da sempre nel ricordo di Mario Giacomi. Portiere, veronese di Chievo, cresciuto a pane e calcio nel Verona, dov'era tornato, titolare, dopo essersi "fatto le ossa" con Cerea e Legnago. Biondo, gran fisico, grandi qualità la personalità del giocatore di razza. Capace, anche, di reagire a qualche inevitabile "uscita a vuoto". Mario Giacomi divenne titolare della maglia gialloblù, il sogno della sua vita. Poi, Giancarlo Cadè lo chiamò al Pescara. E anche là, in maglia biancazzurra, Giacomi si fece apprezzare. Anzi, forse il fatto di essere lontano da casa, dov'è sempre molto più difficile diventare "profeti" lo aveva aiutato a maturare. A completare il suo bagaglio tecnico, sotto gli occhi paterni di cadè, che prima di essere un allenatore, era quasi un altro papà.
Così, quel giorno, quando lo vide arrivare, Cadè capì al volo che era successo qualcosa di grave. "Mister, posso tornare a Verona? E' successa una disgrazia, è morto mio fratello, il più giovane...". Cadè lo accarezzò, non ebbe bisogno di dirgli niente, nè di pensare la risposta. "Vai, Mario, a Verona hanno bisogno di te". E Mario risalì, col cuore a pezzi, ripensando alla famiglia, agli affetti piùcari, a un destino atroce. Il giorno dopo, ci sarebbero stati i funerali, in questi casi si deve essere forti, ancora di più. Lui ce l'avrebbe fatta. Arrivò a casa, trovò disperazione. Si fece forza. Consolò tutti, abbracciò tutti. La sera, stanchissimo, andò a riposare. Lui, in stanza con l'altro fratello. Uniti nel dolore, indivisibili nella tragedia. La mattina, era il 10 marzo del '77, li trovarono riversi nel letto, senza vita. Un difetto nella stufa era stato fatale. Passarono dal sonno alla morte senza neanche rendersene conto. La tragedia scosse un'intera città e il mondo del calcio. Una famiglia perse in pochi giorni tre figli. E due squadre, Pescara e Verona, si ritrovarono unite per sempre da un destino crudele. Son passati 32 anni, ma il ricordo di Giacomi, del suo sorriso, delle sue parate, delle sue speranze, continua ad animare la vigilia di una sfida che lui guarda dall'alto.

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