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14 dicembre 2018

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06.04.2013

Dal braccio di Gervasoni alla «magia» firmata Vriz

Diego Farias esulta dopo il gol alla Ternana FOTOSERVIZIO EXPRESS
Diego Farias esulta dopo il gol alla Ternana FOTOSERVIZIO EXPRESS

Come una matrjoska. Apri e trovi. Apri di nuovo e la sorpresa continua. È la storia di Verona-Ternana. Sfida non certo da mille e una notte. Ma ricca di precedenti gustosi. Le ultime tre partite, infatti, regalano spunti e ricordi. Mai banali. Da recuperare. In attesa che la storia faccia il suo corso. In attesa che il Verona di Mandorlini confermi anche sabato il suo secondo posto. Piazza che vale un passaggio per il Paradiso. IL COLPO DEL DESTINO. Incominciamo, dunque, il viaggio a ritroso nella sfida tra Verona e Ternana. Prima tappa: il 9 ottobre 2005 l'Hellas di Ficcadenti, impegnata nel campionato di B, non riesce a sbloccare il risultato. Partita ferma sul pari. Sull'altra sponda i veronesi Fattori e Corrent. A dieci minuti dalla fine l'Hellas usufruisce di un calcio di punizione. Siamo nei pressi dell'area umbra. Sulla palla va Martins Adailton. Il brasiliano, in questi casi, sa sempre piazzare palloni taglienti. Va proprio così. Si crea un mischione. Arrivano in mille. La tocca Biasi. Ma l'ultima deviazione é di Gervasoni. Gol alla fine. E proteste infinite da parte dei giocatori della Ternana. Il motivo? Pare che Gervasoni l'abbia buttata dentro con un braccio. Nella mischia la palla gli é rimbalzata proprio lì. L'arbitro non vede. Ci pensa, in compenso, il giudice sportivo, che esaminate le immagini decide di squalificare per due turni il giocatore gialloblù. Comprensibile il rammarico. Restano, tuttavia, i tre punti e una vittoria conquistata quasi all'ultimo respiro. VRIZ D'AUTORE. E siamo al 14 ottobre 2007. Verona nell'Inferno della C1. Servono sussulti positivi. La carica di energia arriva ancora una volta negli istanti finali. Brivido gialloblù con tanto di storia del cuore. Con lieto fine che porta sorrisi e abbracci al Bentegodi. Dunque, in panchina va Davide Pellegrini. La settimana prima c'era Franco Colomba sulla panchina del Verona. Ma la sconfitta di Legnano consiglia la società di via Torricelli di cambiare nocchiero. La 'prima' di Davide porta bene. C'è da soffrire. Ma così è ancora più bello. Al minuto settanta il tecnico gialloblù manda in pista Giovanni Vriz. Ragazzino, figlio d'arte, l'Hellas sulla pelle. Lui non sa ancora che si sta per scrivere una pagina bella della storia del Verona. E della sua carriera. Al terzo minuto di recupero, infatti, su una palla rimasta incollata nell'area ternana, il giovane Vriz spara in porta un pallone sospinto dall'esuberanza giovanile. Traino perfetto per chi non conosce ancora il doloroso significato della resa. La conclusione è perfetta quanto beffarda per gli umbri che fin li avevano retto, respingendo ogni assalto dei veronesi. La rete a gonfia, il petto si gonfia, il Bentegodi si gonfia. Il giovane Vriz, figlio di Sergio, diventa protagonista. Non per caso. E la storia va. LA MAGIA DI RAFAEL. La carrellata di ricordi legati alle sfide tra Verona e Ternana si chiude con il ricordo più recente. Il 21 settembre 2009, Verona ancora in C, si gioca in notturna al Bentegodi. La partita non sembra chiudersi mai. Gialloblù avanti al novantesimo. Quasi finita, recupero. Rafael va a raccogliere palla in area. Pochi secondi al conto alla rovescia. Occasione unica per guadagnare secondi e mandare in naftalina la partita. Non per Rafael che si accende, scatta, butta palla fuori area. Sorprende tutti. Parte palla al piede. I giocatori della Ternana, ripresisi dalla sorpresa, lo rincorrono. Ma Rafael é imprendibile. Piazza l'assist per Farias che in solitaria va a infilare indisturbato la palla del 2-0. Diventa una sera di grande festa. Ravviviata dalla giocata estemporanea del portiere brasiliano. Con la Ternana, mai nulla é scontato.S.A.

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