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15 dicembre 2018

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25.05.2013

Da Busto a San Siro, Rafael è il numero 1

Ultimo allenamento per i gialloblù, Rafael si destreggia in mezzo al campo FOTOSERVIZIO EXPRESS
Ultimo allenamento per i gialloblù, Rafael si destreggia in mezzo al campo FOTOSERVIZIO EXPRESS

Piazza dei Signori era disperata. Verona anche. Qualcuno piangeva davanti al maxischermo, altri avevano persino preso la strada di casa. Troppo atroce la delusione per guardarla in faccia. Rafael c'era a Busto, a scorgere da lontano compagni in affanno dalle parti dell'area della Pro Patria. Impotente. Il Verona era quasi in C2 quel pomeriggio, poi arrivarono l'illogico lampo di Zeytulaev e tutto il resto. Venticinque maggio 2008, esattamente cinque anni fa. Non era un Verona leggendario, tante di quelle facce sono già finite negli angoli più bui di un archivio sconfinato e ben più nobile. Rafael c'era, unico superstite di quel Verona che probabilmente là in fondo non tornerà mai più. L'Hellas resuscitò a Busto Arsizio, non molto lontano da quella Varese che stava muovendo passi svelti. Sean Sogliano era già il diesse, in panchina c'era Roberto Lorenzini chiamato quest'estate all'Hellas per la Primavera, così come Paolo Grossi che quell'anno del Varese fu il miglior marcatore. Undicesimo posto in C2, partendo dalla lontanissima Eccellenza. L'anno dopo Sogliano avrebbe chiamato Beppe Sannino, arrivando fino alle porte della Serie A. Ma questa è un'altra storia. Forse. FEDELE FINO IN FONDO. Rafael giocava ma non capiva, gli avevano detto che il Verona sarebbe stato la Juventus della Serie C e invece quella nave continuava a perdere acqua. Con Franco Colomba e con Maurizio Sarri, tante partite e pochi punti. Addio sogni di gloria. Meno male che ci pensò Davide Pellegrini a metterci una pezza provvidenziale. Tanti suoi compagni si sono persi, altri ancora fermati dal Calcioscommesse. Alessio Stamilla era titolare a Busto Arsizio, maglia numero sette. Adesso gioca con l'Argentina Arma, Promozione ligure, ad appena trent'anni. Garzon, che ha fatto un'autentica scelta di vita, domani lotterà orgogliosamente per salvarsi dall'Eccellenza con il suo Cerea contro la Sanvitese. È andata meglio a Politti e Franzese, promossi dalla serie D in Lega Pro con Porto Tolle e Castel Rigone. Lele Morante ha segnato tre gol appena in C2 con ma maglia del Campobasso. Là vicino, a Lanciano, Zeytulaev il campo non l'ha praticamente mai visto. Se li è fatti tutti Rafael i quattro anni di C1 o Prima Divisione che fosse, a maturare e a farsi la gavetta vera. Sempre a Verona, con la maglia gialloblù sulla pelle, senza mai avere per un attimo l'idea di cambiare aria e di rifarsi un'altra vita calcistica. Magari il mercato non lo chiamava a gran voce, ma i procuratori ci sono soprattutto per questo. «Ho sempre creduto in questa società ed in questa maglia. Ho avuto ragione io», ha continuato a ripetere Rafael quando il quadro cominciava ad essere più sereno. Anche lunedì durante la diretta di RadioVerona ha detto le stesse cose, inappuntabile in giacca e cravatta nel dietro le quinte di un'Arena gremita che non vedeva l'ora di riabbracciare i suoi beniamini, sorridente quando un tifoso gli ha chiesto se preferirebbe parare una punizione di Pirlo o un rigore di Balotelli. Problemi lontani, anche troppo. Ci sarà tempo per pensarci. UN ALTRO PROFILO. Ha cambiato passo Rafael. Miglior portiere della Serie B, non solo perché è stato il meno battuto. Cresciuto a pane e lavoro sul campo, freddo in ogni momento, supportato da un carattere solido che l'ha aiutato tanto quando il Bentegodi qualche dubbio ce l'aveva e non faceva niente per nasconderlo. Acqua passata, Rafael si è preso Verona dall'inizio alla fine. Da Piazza Erbe ad uno stadio intero, passando per sofferenze e perplessità. Allenamento dopo allenamento ha alzato il suo livello di rendimento, eliminato certe amnesie, corretto altre lacune, preso coscienza fino in fondo di quanto vale davvero. È arrivato tardi in Serie A, il suo talento meritava un percorso più agevole. Ma per uno che cinque anni fa era sull'orlo della C2 può anche andar bene così.

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
43
Napoli
35
Inter
29
Milan
26
Lazio
25
Torino
22
Atalanta
21
Roma
21
Sassuolo
21
Parma
21
Sampdoria
20
Fiorentina
19
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Empoli
16
Genoa
16
Spal
15
Udinese
13
Bologna
11
Frosinone
8
Chievoverona
3
Cagliari - Roma
2-2
Empoli - Bologna
2-1
Genoa - Spal
1-1
Juventus - Inter
1-0
Lazio - Sampdoria
2-2
Milan - Torino
0-0
Napoli - Frosinone
4-0
Parma - Chievoverona
1-1
Sassuolo - Fiorentina
3-3
Udinese - Atalanta
1-3