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17 novembre 2018

Sport

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07.09.2018

«Vivo ancora dei miei sogni E voglio essere il migliore»

Stefano Sorrentino, classe 1979, è alla sua settima stagione al Chievo FOTOEXPRESS
Stefano Sorrentino, classe 1979, è alla sua settima stagione al Chievo FOTOEXPRESS

Fuochi e sogni. «Vivo di quelli io, lavorando sempre per essere il migliore», la molla di Stefano Sorrentino, il più bravo portiere della Serie A delle prime tre giornate. Miracoloso con la Juventus, provvidenziale con l’Empoli. Ma c’è dell’altro. La Nazionale, perché no? Mai vista quando l’avrebbe meritata. Soltanto annusata alla lontana. Quasi chiamata, senza mai ricever risposta. Rimpianto forte, ma è passata. O forse no. «Dovesse arrivare una convocazione ci andrei a piedi a Coverciano. Un paio di scarpe lo consumerei volentieri», scherza ma fino a un certo punto lui, numero uno in tutto e per tutto. Anche agli occhi di Lorenzo D’Anna che non più tardi di sabato l’ha definito «il nostro più marcato leader». Consegnandogli il Chievo. Chiedendogli ancor di più. ULTIMO PRODIGIO. Dolci miracoli e cruda realtà. «I quattro portieri che ci sono ora sono i più promettenti che abbiamo, giusto che con l’Italia ci siano loro. L’azzurro però è stato il mio sogno fin da bambino, quello di mezza età e quello anche da grande. Le sfide aiutano. E un giorno, sfogliando l’album dei ricordi, sarebbe bello trovare nel cassetto una maglietta dell’Italia», il nuovo e forse ultimo traguardo della carriera di Sorrentino, pur col massimo rispetto per i vari Cragno, Donnarumma, Perin e Sirigu. Sempre più in alto la sua asticella. A dispetto di tutto. Almeno finché i capelli bianchi saranno sovrastati dagli occhi della tigre. «Vuol dire che l’età conta fino a un certo punto», le sue parole che sanno tanto di continua rivincita. Il Chievo adesso è soprattutto lui. Nelle sue urla, nelle sue uscite, in una pacca sulla spalla ad un compagno e una ramanzina uscendo dall’area verso quello che ha perso l’uomo o sbagliato i tempi di una diagonale. Semplicemente un trascinatore. UNO PER TUTTI. Numero uno, in tutto e per tutto. Sempre. Insuperabile anche davanti a Cristiano Ronaldo, più forte anche di un naso fratturato e ammaccature varie dopo la Juventus. Senza neanche la maschera, senza neanche troppo voler incrociare la tabella di recupero. Questione di testa. E di mentalità. La vera benzina del suo motore. Più tanta fame, ancora oggi. Confini ancora sconosciuti i suoi, quelli che magari un giorno potrà intravedere Roberto Mancini. Anche solo per una volta. Basta una partita, poi potrà anche dire basta. Forse. Solito robot Sorrentino. Solito carisma. L’energia di sempre. Coraggioso, istintivo, elettrico. «D’accordo, ma poi alla fine quelli che valgono sono i punti. Molto più importanti dei miei meriti», lo sguardo si Sorrentino che si apre verso Veronello, verso una squadra ancora alla ricerca della sua identità. Ci vorrà tempo. Neanche troppo, secondo D’Anna. Ma adesso bisogna correre, dopo la partenza al rallentatore. Anche preventivabile, ma tante altre volte il Chievo aveva saputo battere anche le insidie del calendario. Bottino magro un punto fra Juve, Fiorentina ed Empoli, davanti ad un ciclo neanche così morbido fra Roma, Udinese, Genoa, Torino, Milan ed Atalanta. «Abbiamo ottenuto poco finora, ma sapevamo che il nostro sarebbe stato un campionato lungo e di sofferenza. Se saremo quelli visti con la Juve, con l’Empoli e in parte quelli di Firenze potremo battagliare fino alla fine contro tutto e tutti», la certezza di Sorrentino, quarant’anni il 28 marzo, con un contratto in scadenza ma anche un’opzione per il campionato successivo. Magari la sua storia col calcio e col Chievo non finirà a giugno. MARCIA IN SALITA. Il titolo è fatto. «Ogni partita, una finale», il facile riassunto di Sorrentino, uno di quelli che nello spogliatoio non avrebbe avuto neanche bisogno di ascoltare le parole della società e avere una volta di più l’assicurazione che il Chievo s’è affidato ai migliori professionisti in assoluto per il processo sulle presunte plusvalenze fittizie col Cesena. Di pensare tutti solo a giocare a pallone, non al resto. Messaggio chiaro, soprattutto per chi ormai è di famiglia. Il tarlo dell’estate. C’è anche quello scoglio da superare, al di là di un campionato a veder l’avvio più severo delle precedenti versioni. «Sarà dura, l’abbiamo sperimentato sulla nostra pelle l’anno scorso quando ci siamo salvati all’ultima giornata», passa e chiude Sorrentino, proteso verso altri record come c’è scritto nella sua vita ormai tutta al Chievo. Con finale ancora ignoto. •

A.D.P.
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
34
Napoli
28
Inter
25
Lazio
22
Milan
21
Roma
19
Sassuolo
19
Atalanta
18
Fiorentina
17
Torino
17
Parma
17
Sampdoria
15
Cagliari
14
Genoa
14
Spal
13
Bologna
10
Udinese
9
Empoli
9
Frosinone
7
Chievoverona
0
Atalanta - Inter
4-1
Chievoverona - Bologna
2-2
Empoli - Udinese
2-1
Frosinone - Fiorentina
1-1
Genoa - Napoli
1-2
Milan - Juventus
0-2
Roma - Sampdoria
4-1
Sassuolo - Lazio
1-1
Spal - Cagliari
2-2
Torino - Parma
1-2