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16 gennaio 2018

Sport

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31.12.2017

Un colpo di... Coda Benevento in festa e il Chievo affonda

Francesco Arioli BENEVENTO Male, malissimo. Anzi, peggio. Il Chievo perde per la terza volta di seguito. Lascia sul campo i punti e un altro pezzettino di se stesso. Delle proprie convinzioni, del proprio modo d’essere e di combattere, del proprio celebrato profilo di squadra esperta, solida, organizzata. Così, dopo aver regalato una profonda boccata d’ossigeno al Crotone e un successo imprevedibile - almeno nei modi - al Bologna, si rimette una mano sul cuore e offre anche al Benevento il dono più prezioso, quello della prima storica vittoria in Serie A. Adeguatamente celebrata dal popolo del Vigorito. Pare quasi uno scherzo a riavvolgere il nastro di soli venti giorni. I meritati riconoscimenti piovuti dopo il pareggio con la Roma a poco a poco sbriciolati, nel brevissimo lasso di tre puntate. Quelle nelle quali la squadra della Diga ha tradito fragilità anche imprevedibili. Tecniche, mentali e, all’apparenza, persino fisiche. D’accordo le assenze lungo la mediana, d’accordo qualche fisiologico calo di concentrazione, d’accordo pure la jella e lo sventurato concorso di alcuni episodi non proprio favorevoli. D’accordo tutto quanto però questo Chievo dà un’immagine troppo sbiadita, incompiuta, fasulla rispetto all’originale. Tenero in difesa, confuso nella costruzione della manovra, fisiologicamente poco efficace pure in attacco, quasi mai messo in condizioni di graffiare nonostante per l’ennesima volta Rolando Maran abbia provato, nel momento del bisogno, ad investire su tutto il suo potenziale per scuotere l’inerzia malevola. In fondo il ko di ieri ricalca, in tutto o in parte, gli altri due. Approccio morbido, ragionevole vantaggio avversario, generoso ma approssimativo tentativo di risalire la corrente. Vano anche stavolta. Perché pure ieri il copione a un certo punto è parso scritto. Pellissier, Pucciarelli, Stepinski e Garritano tutti assieme a cercare spazi utili con Birsa ad agitarsi sulla tre quarti per ricamare il suggerimento buono. La conseguenza? Manco un tiro in porta. Qualche guizzo, certo, la disperata ricerca dell’episodio, una presenza massiccia nella metà campo avversaria ma rarissime vere puntate contro Belec. E il tris nero agita un campanello d’allarme perfettamente registrato anche dal manipolo di tifosi gialloblù arrivati a Benevento, che dopo il triplice fischio hanno manifestato tutta la loro rabbia nei confronti dei giocatori, rispediti d’istinto lontano dalla curva. Non senza qualche parolaccia. E come spesso capita in questi casi un capitolo va dedicato ai rimpianti. Perché, al di là del risultato e dei problemi assortiti, il pomeriggio nel Sannio avrebbe potuto trasformarsi radicalmente se dopo 5’ di partita Hetemaj non avesse sprecato malamente la palla più comoda per il vantaggio. Errore grave a rileggere il seguito. Perché il Benevento, a dispetto dell’unico punto raccolto fino a ieri mattina, e nonostante il dirottamento in panchina del genietto Ciciretti (contestato dai suoi tifosi per il prossimo trasferimento al Napoli), è ben registrato. Il Chievo regge ma non convince, aggredito un po’ ovunque fatica a sviluppare il suo tema palla a terra. Palleggio sterile e lanci lunghi che non scuotono troppo la serenità di Belec. Sbaglia Hetemaj, certo. Ma è soprattutto il Benevento a costruirsi le sue opportunità con Coda e Brignola. Con lo sgusciante ex Parigini a seminare panico sul suo lato. La risposta del Chievo sembra materializzarsi all’inizio della ripresa ma è unA illusione. E infatti, dopo una bella deviazione di Sorrentino su Lucioni - già pericoloso nel primo tempo - è Coda a pescare il jolly a pochi metri dalla porta. Calano le prime ombre della sera sul Vigorito, si abbassa notevolmente anche la temperatura ma il pubblico campano è in ebollizione, quasi accompagnando i suoi eroi in un lungo, sospirato conto alla rovescia. Che si porta poco più di un paio di mischie nei paraggi di Belec. Sconfitte e interrogativi, disagi e malessere. Il 2017 chiude nel peggiore dei modi. Contro l’Udinese - all’Epifania - la sterzata diventa praticamente irrinunciabile. E questo Chievo dovrà per forza cambiar faccia. •

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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Napoli
51
Juventus
50
Inter
42
Lazio
40
Roma
39
Sampdoria
30
Atalanta
30
Fiorentina
28
Udinese
28
Torino
28
Milan
28
Bologna
24
Chievoverona
22
Genoa
21
Sassuolo
21
Cagliari
20
Spal
15
Crotone
15
Hellas Verona
13
Benevento
7
Benevento - Sampdoria
3-2
Cagliari - Juventus
0-1
Chievoverona - Udinese
1-1
Fiorentina - Inter
1-1
Genoa - Sassuolo
1-0
Milan - Crotone
1-0
Napoli - Hellas Verona
2-0
Roma - Atalanta
1-2
Spal - Lazio
2-5
Torino - Bologna
3-0