21 febbraio 2019

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07.10.2010

Tutto gira sempre intorno a Pellissier

Sergio Pellissier chiede aiuto. Il bomber aspetta una grossa mano dal partner d’attacco, anche per dividere i... colpi proibitiFOTOEXPRESS/UDALI
Sergio Pellissier chiede aiuto. Il bomber aspetta una grossa mano dal partner d’attacco, anche per dividere i... colpi proibitiFOTOEXPRESS/UDALI

Pellissierdipendenti? "Ma no" ribatte Stefano Pioli alla domanda. Ogni allenatore risponde così, sia chiaro. Chiedete ad Allegri, tanto per dire. "Noi Ibradipendenti? Macchè...". La realtà, poi, è un'altra storia. Non sarà Pellissierdipendente, il Chievo, però tutto gira sempre intorno a lui. Al bomber, al capitano, all'uomo simbolo, spesso anche "uomo-salvezza".
Il problema, in questi anni, è sempre stato quello di trovargli un partner all'altezza. Andava benissimo, con lui, Federico Cossato, tanto per dire. E' andato bene, con luci e ombre, anche Erjon Bogdani. Uno faceva a sportellate, l'altro ne sfruttava il lavoro "sporco". Io mi prendo le botte e tu fai gol, più o meno funziona anche così, nel calcio. L'anno scorso nel mondo Chievo è apparso anche Pablo Granoche. Inserimento difficile, intesa buona ma non entusiasmante. Questione di caratteristiche, mica di altro. Pellissier ha bisogno di una "prima punta" alta, forte fisicamente, che gli tolga pressione, che gli crei spazi in cui sfruttare le sue formidabili qualità.
Ecco perchè la scelta del partner è stata lunga e difficile, anche in estate. Un po' per i costi, molto per le caratteristiche. Via Bogdani, sono arrivati Moscardelli e Thereau e sono rimasti Granoche e De Paula. Sei giornate non sono bastate a risolvere il rebus.
SORPRESA MOSCARDELLI. Il Davide è stato la sorpresona dell'avvio. Due gol, bella presenza, movimento, spallate, idee da attaccante vero. A trent'anni in serie A, con la voglia matta di spaccare il mondo e di restarci il più a lungo possibile. Un paio di panchine e di "entrate in corso d'opera" non lo hanno esaltato, forse per questioni di caratteristiche fisiche. Uno come lui ci mette un po' a carburare, se entra a mezz'ora dalla fine, non sempre il motore arriva al massimo dei giri. Oggi come oggi, va detto, è lui la spalla migliore per Pellissier.
CONFERMA GRANOCHE. Giusto dargli altre chances, questo sia chiaro. Il Chievo l'ha scelto un anno fa, l'ha riconfermato nonostante una stagione non esaltante, ha investito su di lui. La sensazione è che faccia sempre meglio quando entra dalla panchina. Molto bravo a Genova, ad esempio. Bravo anche a Napoli, in campo dall'inizio. Più bravo, in ogni caso, come uomo di fatica, al servizio della causa, che non come cannoniere. "Vorrei dare di più, proprio per ripagare la fiducia della società" dice spesso El Diablo.
INCOGNITA THEREAU. Oggi, l'ex attaccante del Charleroi è ben più di una semplice curiosità. Per due motivi, almeno: uno, quando Pioli l'ha mandato in campo, ha lasciato capire qualità certe, da punta pura, esperta, matura; due, Sartori non regala mai parole al vento. "Ricorda molto Cossato" ha detto presentandolo. "L'abbiamo preso per questo". Potrebbe essere proprio Ciryl Thereau, l'asso nella manica di Pioli. Per ora, Thereau (infortunio alla mano a parte), ha "studiato" il calcio italiano e il Chievo, ha cercato di capirne i meccanismi. Ora è probabilmente pronto per il calcio italiano e per dare una mano a Pellissier. Prima o poi toccherà a lui.
ATTESA DE PAULA. Già, c'è anche il ragazzone brasiliano, magari un po' defilato ma non per questo fuori causa. De Paula è partito benissimo, come del resto aveva finito l'anno scorso. Quando, da quinta punta, s'era poi ritagliato spazio al fianco di Pellissier. Bloccato da un infortunio, oggi sta di nuovo benone. Sulla carta, per questione di esperienza, parte in... seconda fila e, tra l'altro, voci di mercato lo danno nel mirino di almeno tre o quattro formazioni di B, Padova in testa. Però lui non molla e proprio il finale dell'anno scorso lo induce a sperare. In corsa c'è anche lui. Con Moscardelli, Granoche e Thereau. Volata a quattro, per un ruolo chiave. Tutto gira, come sempre, intorno a Pellissier. Come volevasi dimostrare.

Raffaele Tomelleri
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