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19 dicembre 2018

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03.01.2018

Sorrentino, sfida a Bizzarri Attenti a quei... vecchietti

Rolando Maran FOTOEXPRESS
Rolando Maran FOTOEXPRESS

Alessandro De Pietro Stanno parando di tutto. Portieri in campo e fuori. Leader sempre. L’Udinese dei giovani è sempre di Albano Bizzarri, almeno quanto il Chievo è nelle mani di Stefano Sorrentino, rivali tra due giorni al Bentegodi. Più forti del tempo, sicuri come le loro mani. Non c’è età che tenga, non c’è confronto che regga. Passato, presente e futuro. Anche nel romanzo gialloblù. A dispetto degli altri. Delle giovani leve e di un ricambio che nessuno ritiene così urgente finché il loro rendimenti resterà così alto. Di Scuffet ad esempio, ormai ex prodigio friulano ridotto alla normalità dal saggio Albano, quarant’anni il 9 novembre, partito dalla panchina e diventato titolare come accadde al Chievo, quando il numero uno pareva dovesse essere per sempre Bardi. Almeno fino all’arrivo di Maran, dopo gli inizi con Corini. Quando Bizzarri fu perfetto e la sua carriera riprese vita dopo qualche annata di troppo da dodicesimo e il suo passato al Real di Raul, Sanchis, Redondo e Hierro. TESTA ALTA. Il Chievo gli chiese di far da guida verso un traguardo che all’epoca pareva distantissimo. Quasi impossibile da raggiungere. Fu facile per Maran dargli la numero uno. Semplice scelta tecnica. Allora come ora a Udine. Al Chievo i portieri segnano sempre la via. È scritto nella sua storia, rafforzata anche dalla parabola di Sorrentino. Una roccia in ogni momento, specie nei momenti più complicati. Quello che mandi sempre avanti quando le cose non funzionano, in uscita come davanti ad un avversario libero davanti alla porta. Trentanove anni il 28 marzo, ma la carta d’identità non conta. Almeno per lui. Sempre a voce alta Sorrentino, a costo di essere scomodo. Fa niente. Adesso serve scacciare i fantasmi, perché nell’area del Chievo ce ne sono tanti. Troppi. Alcuni difficili anche da individuare, ragionamenti che stanno monopolizzando in questi giorni le giornate di Veronello. Tutti alla ricerca del perché di numeri troppo aridi per essere lo specchio della vera realtà. Di chi non fa segnare Napoli e Roma salvo poi perdere a Crotone e Benevento. ANIME FORTI. Amato Bizzarri fra la gente del Chievo, prodigioso con Maran. Tanto da mettere in discussione, due anni fa, il ritorno di Sorrentino che a un certo punto se ne andò a Palermo senza però mai chiudere definitivamente la porta. Troppi equivoci nel suo parlar sincero, nel ragionare da professionista e non necessariamente da innamorato perso di questi o quei colori. Certa ipocrisia lui la lascia ad altri. Qualche blando coro avverso ed uno striscione davanti alla sede di via Galvani chiaro almeno quanto l’hashtag distribuito sui social durarono fino ai suoi primi miracoli. Quelli a cui Sorrentino aveva abituato tutti pure prima che arrivasse Bizzarri, il secondo giocatore più vecchio della Serie A ma ancora uno dei più affidabili. I VICE DI GIGI. Valgono ancora i migliori Sorrentino e Bizzarri. Gli unici con una maglia fra i primi undici alla domenica insieme a Buffon, in mezzo a tanti altri secondi portieri. Dal 41enne milanista Storari fino a Lobont e a Coppola in una top ten in cui c’è spazio anche per Pellissier, Dainelli e Gobbi. Altri ragazzi eterni. Testa dura Sorrentino, nel senso buono. Carattere forte Bizzarri, uno che in Argentina ha cominciato tardi a mettersi fra i pali ma che dopo il Racing è stato chiamato addirittura dal grande Real. Solido come nessuno Sorrentino, uno che controcorrente ci va spesso e volentieri semplicemente seguendo la logica. Come la voglia di chiudere la carriera al Chievo, come il desiderio di avvicinarsi a casa. Sempre facendo il fenomeno. Con parate addirittura senza senso, come molte di quelle che hanno inchiodato la Roma. PALLA AL CENTRO. Il Bentegodi è però anche casa di Bizzarri, uno di quelli che più di tutti a Udine ha provato a spegnere il fuoco dell’euforia generato da cinque vittorie di fila. «Andiamoci piano, conosco bene il Chievo. So quanto sarà difficile la partita, non facciamoci condizionare dal loro momento negativo. Vogliamo difendere questa classifica a denti stretti, senza per forza fare i fenomeni. Commetteremmo l’errore più grande di tutti se ragionassimo così. Questo è poco ma sicuro», il messaggio forte e chiaro di Bizzarri, che di gol ne ha presi appena due nelle ultime cinque gare. Tutte vinte, compresa quella di San Siro con l’Inter. Il peggior avversario possibile in questo momento. Uno squadrone ora l’Udinese, come lo erano agli occhi del Chievo il Napoli e la Roma. Bloccate da prestazioni perfette e da un grandioso Sorrentino. Lui e Bizzarri vanno avanti. Sempre più decisi. Questione di testa. Di meglio continua a esserci poco. Capitani dentro, campioni fuori. Ieri, oggi e domani. •

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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
46
Napoli
38
Inter
32
Milan
27
Lazio
25
Atalanta
24
Roma
24
Sassuolo
24
Sampdoria
23
Fiorentina
22
Torino
22
Parma
21
Cagliari
17
Empoli
16
Spal
16
Genoa
16
Udinese
13
Bologna
12
Frosinone
8
Chievoverona
4
Atalanta - Lazio
1-0
Bologna - Milan
0-0
Cagliari - Napoli
0-1
Fiorentina - Empoli
3-1
Frosinone - Sassuolo
0-2
Inter - Udinese
1-0
Roma - Genoa
3-2
Sampdoria - Parma
2-0
Spal - Chievoverona
0-0
Torino - Juventus
0-1