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21 settembre 2018

Sport

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26.02.2018

Sberla di Biraghi Il Chievo è ancora in convalescenza

Francesco Arioli FIRENZE Non c’è niente da fare, è vietato star tranquilli. Un sussulto al sabato per ridare ossigeno alla corsa salvezza, uno schiaffone alla domenica -otto giorni più avanti, però- per riaccendere dubbi e paure. Storie da Chievo, che cade a Firenze una giornata dopo aver battuto il Cagliari e scopre nel giro di un paio d’ore quanto la classifica, nelle zone basse della Serie A, si sia accorciata. E anche quanto, per converso, siano aumentati i rischi di farsi risucchiare nel marasma massimo. Al Franchi ci hanno pensato una sassata dell’ex Biraghi, oltre a un primo tempo giocato decisamente sotto standard dell’undici di Maran, per indirizzare la gara. Così la ripresa - affrontata con piglio e reattività ben differenti - rischia di alimentare soprattutto i rimpianti. Non esiste controprova, ovvio, però l’attacco della partita del Chievo lascia perplessi, con la Viola che carica a testa bassa, esercitando subito la massima pressione, e i gialloblù troppo compressi nella loro tre quarti, poco aggressivi e un tantino svagati. Maran, com’era prevedibile, rifatta la conta degli indisponibili, conta su Bastien per chiudere la linea mediana a destra mentre Castro si sposta avanti di qualche metro, promosso a vice-Birsa. Dietro Jaroszynski vince il ballottaggio con Gobbi mentre Pucciarelli è la spalla di Inglese, preferito a Meggiorini. Fatto sta che si gioca a lungo in una metà campo, il Chievo non riesce nè a limitare il nemico e neppure a ripartire. L’aggravante sta nelle falle che si aprono al limite: Biraghi, che già aveva avvicinato il bersaglio poco prima, ci si infila quasi a piacimento fino ad esaltare la potenza e la precisione del suo mancino. E Sorrentino è costretto ad assistere. L’andazzo non cambia per almeno un’altra decina di minuti. Questione psicologica, forse. Magari a sconvolgere i sottili equilibri strategici ci si mette anche l’inatteso 3-5-2 schierato da Pioli, che rinuncia a un terzino a destra per aggiungere un centrale. E incarica Chiesa di farsi tutta la fascia destra mentre le uniche punte di ruolo rimangono Simeone e Falcinelli.Ma anche quando i gialloblù riescono a riaggiustare distanze e atteggiamento, la palla verso Sportiello non arriva praticamente mai. Maran annota e decide di cambiare orientamento già all’intervallo: dentro Meggiorini e fuori Bastien con Pucciarelli - fino ad allora estraneo al match - impiegato nelle vesti di suggeritore. L’interpretazione tattica - e la probabile sveglia suonata tra un tempo e l’altro - restituiscono alla sfida un Chievo diverso. Stavolta anche il vento, oggettivamente fastidioso nonchè ostile nei primi 45’, spira dalla parte giusta, quasi ad accompagnare il tentativo di rimonta dei gialloblù. Che alzano decisamente il baricentro, accorciano spesso verso la porta di Sportiello, recuperano lucidità e passo, idee e il modo corretto di attaccare la difesa avversaria. E provano a pungere con Radovanovic - un paio di volte - e con Castro, creano un paio di elettrizzanti mischie nell’area rivale ma non ne cavano un ragno dal buco. La Fiorentina, costretta dietro la sua mediana, risponde con un paio di contropiede ad alto tasso di incisività e Sorrentino s’inventa un paio di prodigi prima su Simeone e poi su Veretout per tenere la sua squadra aggrappata al risultato. Maran nel frattempo ha provato a forzare ulteriormente il destino con un pieno di attaccanti inedito: a un certo punto in campo ci sono Inglese, Meggiorini, Pellissier e Pucciarelli, tutto assieme. Il messaggio è chiaro, lo sforzo altrettanto convinto, a tratti disperato ma inutile. C’è tempo anche per qualche scontro maschio che testimonia quanto i tre punti contino per gli uni e per gli altri. La Viola nei duelli di metà campo perde addirittura contemporaneamente i due attaccanti di ruolo - Chiesa e Falcinelli - nello stesso momento. Soffre, arretra ma regge. A Inglese e soci resta l’amaro in bocca per un paio di giocate da flipper nei paraggi di Sportiello. É che la sfera non vuole proprio saperne di superare la linea bianca. Insomma, la Fiorentina chiude con la fifa addosso ma i tre punti in tasca, al Chievo resta l’acido nello stomaco e quello sguardo alla graduatoria che rischia di riaprire lo scatolone delle ansie. •

Francesco Arioli
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
12
Spal
9
Napoli
9
Sampdoria
7
Fiorentina
7
Sassuolo
7
Genoa
6
Lazio
6
Roma
5
Torino
5
Udinese
5
Cagliari
5
Atalanta
4
Inter
4
Milan
4
Empoli
4
Parma
4
Bologna
1
Frosinone
1
Chievoverona
-1
Cagliari - Milan
1-1
Empoli - Lazio
0-1
Frosinone - Sampdoria
0-5
Genoa - Bologna
1-0
Inter - Parma
0-1
Juventus - Sassuolo
2-1
Napoli - Fiorentina
1-0
Roma - Chievoverona
2-2
Spal - Atalanta
2-0
Udinese - Torino
1-1