23 febbraio 2019

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05.02.2019

Romairone rilancia la sfida «Chievo, impresa possibile»

Piazón in allenamento a Veronello: il brasiliano è alla prima esperienza in Italia FOTOEXPRESSDioussè e Piazón sorridono col diesse gialloblù Giancarlo Romairone
Piazón in allenamento a Veronello: il brasiliano è alla prima esperienza in Italia FOTOEXPRESSDioussè e Piazón sorridono col diesse gialloblù Giancarlo Romairone

Il messaggio è forte e chiaro. E decisamente orientato alla positività: «Gli obiettivi di mercato sono stati centrati, sia sugli ingressi che sulle mancate uscite: questo Chievo ha tutto per giocarsi la salvezza fino alla fine»: la firma in calce la mette il direttore sportivo gialloblù Giancarlo Romairone nel giorno della presentazione ufficiale di Assane Dioussè e Lucas Piazón, ragazzi di talento e prospettiva, due delle facce nuove sbarcate pochi giorni fa sul pianeta Veronello. Lui, Romairone, lo chiarisce in premessa: «Spero che anche Assane e Lucas riescano a darci un grande contributo tecnico e umano, al di là del profilo internazionale che hanno», dice. «Dobbiamo alimentare un sogno che ci auguriamo di realizzare». Quanto a un bilancio sommario della sessione invernale, «dovevamo guardare assolutamente a tenere competitiva la squadra e l’abbiamo fatto, senza trascurare il bilancio, altro aspetto da rispettare con grande attenzione». Più nel dettaglio: «Abbiamo visto partire ragazzi che avevano dato tanto in passato, probabilmente meno quest’anno. Quando abbiamo sentito che le loro motivazioni potevano essere inferiori alle nostre attese siamo andati a cercare sostituti all’altezza e pensiamo di avere inserito calciatori dalle grandi capacità tecniche e dai grandi valori umani. Riteniamo che sia dal punto di vista economico che tecnico il Chievo possa ripartire di slancio». PROMESSE MANTENUTE. Romairone insiste: «Un grande segnale è stato quello di non far partire giocatori importanti, mantenendo quel che avevamo promesso. Non era prevista la cessione di Radovanovic», specifica poi, «ma abbiamo dovuto tenere conto di interessamenti importanti e del fatto che lui non era insensibile a certe lusinghe. Così ho cercato chi poteva sostituirlo nel ruolo e quel giocatore ce l’ho di fianco», precisa indicando Dioussè. Quanto a Piazòn, «è stata un’opportunità di mercato: l’abbiamo valutato una tutela nel ruolo ma anche l’aggiunta qualitativa. Lucas è giocatore tecnico di grandi capacità balistiche e pensiamo che il suo possa essere davvero un tocco di qualità all’interno del gruppo. Qui può essere messo nelle condizioni migliori perché sia utile alla squadra». LE CONFERME. Si può dunque considerare mantenuto anche l’impegno di non smembrare l’organico, nonostante gli assalti a giocatori come Stepinski, Depaoli, Giaccherini: «Gli ultimi sono stati due mesi difficilissimi, intensi», ricorda il diesse gialloblù. «Devo ringraziare il presidente che mi ha sostenuto sempre e ha sempre assecondato il mio lavoro con l’obiettivo principale di mantenere una rosa adeguata, attrezzata per giocarsi la Serie A. Fino alla fine». E «i colpi più importanti - al di là degli ingressi di qualità - sono stati proprio quelli che ci hanno permesso di mantenere giocatori che avevano un mercato importante e avrebbero portato in termini economici numeri importanti. Ne riparleremo tra tre, quattro mesi perché a oggi le nostre carte ce le vogliamo giocare fino in fondo. Ci auguriamo di rivedere la squadra che abbiamo apprezzato nelle ultime settimane. Resto convinto che il Chievo finora abbia raccolto meno di quel che vale». FAME DI CAMPO. Microfono quindi ad Assane Dioussè: «Sabato a Empoli stavo bene, ero tranquillo malgrado un’accoglienza così così», racconta l’ex azzurro, senegalese di 21 anni. «Dico che salvarsi non è impossibile: abbiamo fatto vedere che possiamo giocarcela con tutti e che cerchiamo di vincere sempre». Nessun problema sulla posizione in campo («ho giocato tanti anni mediano basso ma faccio anche la mezzala, decide il mister») prima di un accenno all’andata e ritorno dalla Francia, dove giocava fino a una decina di giorni fa: «È stata comunque un’esperienza positiva. Però quando ho avuto la possibilità di venire qua - e ringrazio il direttore e la società per la fiducia - l’ho presa subito. Ho una gran voglia di ripartire, di ritrovare il campo e tornare al mio miglior livello di gioco». Quanto al suo possibile valore aggiunto, «io posso portare un po’ di gioco, verticalizzazioni. Il mio modello? Ho sempre detto di guardare a Thiago Motta». Anche Lucas Piazón pare avere una gran fretta di riprendersi il tempo perduto e, soprattutto, le luci della ribalta: «Ho grandi aspettative, naturalmente. L’obiettivo di squadra è quello di restare in A, personalmente ho pure una gran voglia di conoscere bene questo campionato». La scelta di Verona si spiega in maniera facilissima: «Ho visto prima di tutto la possibilità di lottare per qualcosa e di poter frequentare il campo più spesso di quanto non facessi al Chelsea». Il brasiliano otto anni fa si era costruito l’identikit del predestinato. Talento cristallino, colpi importanti. E il corteggiamento serrato delle principali big europee, assottigliatesi poi a Juve e Chelsea. «Tutto vero. Avevo 17 anni e ho preferito Londra», dice. «Pentito? Domanda difficile... Io non rimpiango nulla. E non posso sapere cosa sarebbe successo se avessi scelto subito la Serie A». Un campionato seguito comunque parecchio alla tv: «Quando ero giovane guardavo tante partite di A in tv e ho visto tanti brasiliani fare bene in Italia. Sarebbe bello imitarli. Un nome? Ronaldo». Anche se «il giocatore che più ho ammirato al Chelsea rimane Hazard, anche per il ruolo, simile al mio. Un grande modello da seguire». •

Francesco Arioli
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