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23 giugno 2018

Sport

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02.03.2018

Provinciali di lusso in ansia Chievo, c’è aria di battaglia

Beppe Iachini, passato gialloblùPerparim Hetemaj affronta Chiesa durante l’ultima, sfortunata trasferta a Firenze FOTOEXPRESS
Beppe Iachini, passato gialloblùPerparim Hetemaj affronta Chiesa durante l’ultima, sfortunata trasferta a Firenze FOTOEXPRESS

Nessuna festa di quartiere, nessun ritrovo per sbandierare l’orgoglio e le virtù del calcio di provincia. Stavolta è tutto molto più asciutto e meno romantico. Chievo contro Sassuolo sarà un normale scontro diretto per non retrocedere, etichetta anomala per chi in Serie A ha saputo far miracoli e prendersi anche una porzione di Europa. Ora la storia è un’altra. Il Chievo nel ritorno di partite ne ha vinta una su sette perdendone cinque, il Sassuolo neanche una pareggiandone due e con l’attacco più anemico d’Europa. Quindici gol appena, peggio anche di Swansea, Amburgo e Caen. Anche il bel calcio è pronto per un pomeriggio a farsi da parte. Più facile che vada a finire come ha previsto mercoledì Radovanovic. Una battaglia, terreno in cui il Chievo sulla carta sa destreggiarsi meglio del Sassuolo. UNO CONTRO L’ALTRO. La contesa è anche sulle panchine. Di Rolando Maran e di Beppe Iachini. Di chi al Chievo ha fatto scalare un paio di gradini negli ultimi quattro anni e di chi il Chievo l’aveva preso per i capelli nel 2008, quando il paracadute non era così chiacchierato e generoso com’è oggi ma come oggi non ammetteva alternativa alla risalita immediata. Iachini fece il suo alla grande, grazie anche al patto fra i senatori che in Serie A sarebbero potuti rimanere semplicemente cambiando maglia e che invece quell’estate chiamarono i rispettivi agenti più che altro perché non fossero troppo esposti sul mercato. Meglio restar defilati perché, come disse Giovanni Sartori presentando Iachini, «se il Chievo è soprattutto una società di valori allora mi aspetto che molti restino con noi». E così fu. L’allenatore del Sassuolo, all’epoca, era Max Allegri. Anche lui promosso vincendo la C1. La scalata partì da lì. Iachini adesso sta soffrendo, irriconoscibile il suo Sassuolo rispetto all’avvio della sua gestione dopo l’esonero di Bucchi scelto per quella vocazione al tridente diventata un marchio grazie alla mano di Di Francesco. Magia pura, cancellata da una media di 0,78 punti a partita fino alla sconfitta col Verona e al ricorso alla mano dura dell’eclettico Iachini. Morale? Dieci punti nelle prime cinque, poi appena due nelle successive sette. Dura senza Vrsaljko, Pellegrini, Defrel e compagnia, più quel Berardi caduto in disgrazia dopo aver mosso primi passi da potenziale campione. Squalificato col Chievo, dopo mesi senza mai un acuto. Maran dalla sua ha cinque punti in più e il fattore campo ma anche il pensiero di dover restituire a Veronello facce più serene perché musi così lunghi al Chievo non si vedevano da tempo. DUBBI SU DUBBI. Neve e nubi a Veronello. Porte chiuse soprattutto, ormai un’abitudine. Dove il direttore d’orchestra sa che i suoi tenori non possono dargli tutti quegli acuti che ora servirebbero come il pane. Al di là di Inglese e Giaccherini, sempre in sospeso, costretti spesso a guardare gli altri allenarsi ad alta velocità proprio in una delle settimane cruciali dell’anno. Proprio loro, decisivi col Cagliari. Gli altri rimangono freni meno visibili, ma ci sono. Dura pensare che Castro possa essere davvero al top, così come Meggiorini ma anche Birsa che nell’ultima settimana è stato spesso a casa con l’influenza. E pure Cacciatore in questi giorni non è stato il treno di sempre sulla destra. Proprio loro, proprio i più bravi. Non se la passa tanto meglio Iachini, che ha avuto finora tre gol appena da Politano ed altrettanti da Matri. Bloccato all’ultimo giorno di mercato perché il Sassuolo, quello che sapeva far la voce grossa anche sul mercato, ad agosto non è riuscito a colmare la lacuna. Nemmeno un terzino sinistro, tanto da doversi tenere Peluso che aveva già detto sì al Chievo. LE DUE STELLE. Anche il mercato è stato motivo di frizione. A gennaio, sia a Veronello che a Sassuolo. Quando il Napoli ha prima tempestato di chiamate Campedelli e Romairone per avere Inglese e poi s’è messo ad inseguire disperatamente Politano. Giorni non facili da gestire, anche se l’infortunio di Inglese ha aiutato ben presto De Laurentiis a guardare altrove. Proprio loro due saranno gli aghi della bilancia della contesa. Di sicuro Inglese, che nonostante il ginocchio destro non sia quello dei tempi migliori dovrebbe stringere i denti e giocare. I suoi gol hanno garantito al Chievo 12 punti su 25. Quasi la metà. Non decisivo ai fini del risultato solo col Bologna. Analoga l’incidenza di Politano, «Mister ventotto milioni» il 31 gennaio. Lui voleva andare, il Sassuolo non era dello stesso avviso. A ragione, vista la classifica. Anche perché Babacar, preso in tutta fretta dalla Fiorentina scambiandolo con Falcinelli, finora di gol ne ha segnato uno solo ma pure l’unico del Sassuolo nelle ultime cinque domeniche. Numeri aridi, da perfetta battaglia per la salvezza. Come ha profetizzato Radovanovic. Per i ricami meglio rimandare. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
95
Napoli
91
Roma
77
Lazio
72
Inter
72
Milan
64
Atalanta
60
Fiorentina
57
Torino
54
Sampdoria
54
Sassuolo
43
Genoa
41
Udinese
40
Chievoverona
40
Bologna
39
Cagliari
39
Spal
38
Crotone
35
Hellas Verona
25
Benevento
21
Cagliari - Atalanta
1-0
Chievoverona - Benevento
1-0
Genoa - Torino
1-2
Juventus - Hellas Verona
2-1
Lazio - Inter
2-3
Milan - Fiorentina
5-1
Napoli - Crotone
2-1
Sassuolo - Roma
0-1
Spal - Sampdoria
3-1
Udinese - Bologna
1-0