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13 dicembre 2018

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12.02.2014

Paredes «Il Boca? Esperienza bellissima»

Leandro Paredes si presenta con la maglia gialloblù. Acquistato dalla Roma è stato girato in prestito al Chievo FOTOSERVIZIO EXPRESS
Leandro Paredes si presenta con la maglia gialloblù. Acquistato dalla Roma è stato girato in prestito al Chievo FOTOSERVIZIO EXPRESS

Lui dice di no, ma da qualche parte lo hanno ribattezzato «El Mago». Per via dello stile, delle capacità tecniche, dell'ars pedatoria che fa di Leandro Paredes uno dei giovani talenti d'Argentina più seguiti del momento. Lo ha preso la Roma dal Boca Juniors in prestito con diritto di riscatto fissato a 4,5 milioni di euro. Essendo extracomunitario, però, Paredes non poteva rientrare nella «rosa» giallorossa. E così è finito al Chievo. Per qualche mese. Poi il rientro nella Capitale dovrebbe essere cosa scontata. Ieri, intanto, il ragazzo si è presentato con addosso la sua nuova casacca. Maglia numero 19, poche parole, proferite sotto voce. Ad accompagnarlo la fama di possibile fenomeno del futuro, ma anche l'accostamento con un grande d'Argentina: Juan Roman Riquelme. Un mito al Boca, dove anche Leo ha vestito la maglia gialloblù.
Nato 20 anni fa a San Justo, cittadina ad ovest di Buenos Aires, già a otto anni Leandro era nella «cantera» del Boca grazie a Ramon Maddoni, grande scopritore di talenti argentino. L'ascesa di Leo non ha conosciuto ostacoli, fino al debutto in prima squadra, avvenuto a 16 anni, grazie al tecnico Claudio Borghi che lo ha mandato in vetrina nei minuti finali della sfida tra Boca e Argentinos. Il ritorno alla «Bombonera» - lo stadio del Boca - dell'allenatore Carlos Bianchi e proprio del mito Riquelme non hanno permesso a Paredes di trovare il giusto spazio. Il numero dieci è finito sulle spalle del consumato campione e Leo ha collezionato nove presenze e tanta panchina. A peggiorare le cose, pure gli infortuni. Leandro si procura a luglio la rottura dei legamenti della caviglia, infortunio che lo tiene lontano dai campi fino a novembre. A dicembre poi l'ennesimo stop: frattura da stress al quinto metatarso del piede destro, prognosi di due mesi. Giovane, ma già padre di una bimba di due mesi, Paredes si sta preparando al recupero. Ci vorrà del tempo, e non è da escludere che al Chievo si possa vedere all'opera solo per qualche stralcio di partita. Dipenderà molto dallo stato della sua condizione fisica.
Intanto, ieri sono arrivate le prime parole. Leo può fare la mezzapunta, l'esterno di sinistra, pure il regista. Se Corini avrà voglia e opportunità di farlo giocare, molto probabilmente andrà a piazzarsi dietro le punte. «A tre anni avevo già un pallone tra i piedi» racconta Leandro «poi è arrivato il Boca e un'esperienza bellissima. Riquelme? Ho avuto la fortuna di conoscerlo, è un grandissimo giocatore. In Argentina credo di avere buon credito. Ma spero si possa dire la stessa cosa dopo la mia esperienza qui in Italia. Oggi sono al Chievo, devo recuperare dall'infortunio. Spero di farlo il prima possibile. A fine stagione poi rientrerò alla Roma».
Così almeno dovrebbe essere. Verona diventa così vetrina. Verona è anche la casa del derby. E la sfida sudamericana potrebbe esaltare Leandro. Sempre che possa trovare una maglia da protagonista. «Oggi» ammette «penso soprattutto ad apprendere. Chievo è una buona società. Cercherò di allenarmi nel miglior modo possibile per farmi trovare pronto quanto prima». Poi, si sa, diventare protagonisti in mezzo a tanti campioni non è facile. E giusto per restare in tema d'argentini, come si fa ad oscurare la stella del grande Carlito Tevez? Leandro non si scompone. «Qui da voi arrivano i migliori, naturale sia così. Ma sono contento di avere accettato questa sfida. Devo concentrarmi soprattutto sulla preparazione fisica e pensare esclusivamente a me stesso. Al Boca ho vissuto anni intensi e molto belli, anche se magari non ho avuto modo di giocare con continuità». Risposta di rito anche sul ruolo da occupare in campo. «Meglio lo dicano gli altri. Deciderà l'allenatore». E si torna all'inizio. «Io il Mago? Non in Argentina, forse hanno iniziato a chiamarmi così a Roma». Forse. Ma lui può fare magie vere. Magari qualcuna la terrà per il Chievo. Il tempo corre. Paredes potrebbe essere la scommessa dell'ultimissimo minuto.

Simone Antolini
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