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19 dicembre 2018

Sport

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25.02.2018

Operazione risalita: è l’ora delle conferme Chievo, non fermarti

Lanciata ufficialmente l’operazione risalita, il seguito va in un’unica direzione. Che fa rima col verbo insistere. Così il Chievo - rivitalizzato otto giorni fa dall’anelata, benedetta, importantissima vittoria sul Cagliari - scavalca l’Appennino e oggi chiede ulteriormente strada alla Fiorentina dell’ex Pioli, rivale sicuramente qualificata ma almeno altrettanto discontinua. Capace di toccare picchi notevolissimi - soprattutto quando si esaltano i gioiellini in carriera Chiesa e Simeone - eppure vittima di frequenti, pericolosi cali di tensione. Peccati di gioventù, probabilmente. Il rovescio della medaglia di talenti acerbi, predestinati ma non completamente svezzati. L’ostacolo per i gialloblù si presenta quindi scivoloso ma non insuperabile. O, meglio, più superabile rispetto ad altre recenti edizioni della Viola. DENTRO E FUORI. Maran, prima di raggiungere la Toscana, fa il solito appello. Tirando una riga sui cognomi di Giaccherini e Birsa, l’uno ancora disturbato dal colpo ricevuto contro i sardi e l’altro vittima di un’influenza che in settimana non gli ha mai permesso di allenarsi. Per fortuna ha fatto progressi significativi Lucas Castro, il promesso valore aggiunto del finale di stagione: «Ho detto a più riprese che col passare del tempo per noi andrà sempre meglio, al di là degli inconvenienti dell’ultima settimana», recita Rolly da Veronello. «Inconvenienti che non hanno dato continuità di lavoro a Giaccherini, al di là dell’influenza che ci ha tolto Birsa. Le prossime settimane però saranno importanti per ritrovare la condizione persa a causa degli infortuni». La migliore medicina per il gruppo restano naturalmente i tre punti: «Quello di sabato è dato un bel segnale che però non è sufficiente», rimarca il tecnico gialloblù. «Dobbiamo continuare e ribadire quello che abbiamo già visto. Il nostro segnale è stato un segnale forte», ripete ancora Maran. «Un segnale che rivela idee chiare, grande spirito, la volontà di tornare ad essere un certo tipo di squadra con un determinato tipo di dna. Ora lo dobbiamo confermare di partita in partita. Già con la Fiorentina: anche se sarà un test molto difficile abbiamo l’obbligo di rimettere in campo quella caparbietà e quella determinazione nel fare le cose già espresse sabato scorso». Gamberini in settimana aveva sottolineato l’importanza del gruppo e di quella capacità - punto di forza al Chievo - di soffrire tutti insieme: «Noi dobbiamo essere bravi a trarre beneficio da tutti questi aspetti mentali. La vittoria sul Cagliari non deve appagarci, piuttosto deve darci quel quid in più da cavalcare ancora in campo». L’AMBIENTE. L’efficacia della terapia è stata sicuramente alimentata dall’aria di Veronello: «Certo», continua Maran. «Io posso essere uno di quelli, dopo il presidente, che può certificare che tipo di ambiente sia questo. Non c’era bisogno di vivere questo periodo per rendersi conto dei vantaggi che può dare nei periodi difficili. Sono ben conscio del posto in cui sto lavorando». Massima tensione, in ogni caso, e occhi aperti contro la Fiorentina: «Intanto andiamo ad incontrare una squadra che sta bene», ricorda ancora Maran. «Al di là della sconfitta - immeritata - con la Juve, viene da risultati utili a Bergamo e Bologna. Squadra dunque che sta bene e che ha qualità». Le statistiche solleciterebbero anche un ritorno al colpaccio esterno. I tre punti fuori mancano infatti dal viaggio a Cagliari del 24 settembre dell’annoi scorso: «Tante volte siamo usciti male dalle trasferte per demerito nostro, altre volte meritavamo di più ma - per merito degli avversari o per questioni dettate dal momento - non siamo usciti dal campo col risultato positivo. Abbiamo voglia di tornare da Firenze col risultato positivo, questo lo ribadisco a voce alta. Vogliamo farlo ma la prestazione che dev’essere massimale da parte di tutti», insiste l’allenatore della Diga. «L’andata? Di quella gara ci portiamo dietro solo i tre punti perché poi, arrivati alla fine, si deve scordare tutto e guardare avanti. Ogni partita fa storia a se. Avevamo fatto una buona gara contro una buona Fiorentina, adesso bisogna riuscire a fare una grandissima gara». ORGOGLIO. Ultime annotazioni sulla nuova chiamata in azzurro di Roberto Inglese: «Tutto il Chievo ne è orgoglioso. Ora da lui mi aspetto - e me lo aspetto perché lo conosco bene - che continui a lavorare in questo modo perché so che vuole migliorarsi e lui ha l’approccio e l’atteggiamento giusto per farlo». •

Francesco Arioli
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
46
Napoli
38
Inter
32
Milan
27
Lazio
25
Atalanta
24
Roma
24
Sassuolo
24
Sampdoria
23
Fiorentina
22
Torino
22
Parma
21
Cagliari
17
Empoli
16
Spal
16
Genoa
16
Udinese
13
Bologna
12
Frosinone
8
Chievoverona
4
Atalanta - Lazio
1-0
Bologna - Milan
0-0
Cagliari - Napoli
0-1
Fiorentina - Empoli
3-1
Frosinone - Sassuolo
0-2
Inter - Udinese
1-0
Roma - Genoa
3-2
Sampdoria - Parma
2-0
Spal - Chievoverona
0-0
Torino - Juventus
0-1