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19 settembre 2018

Sport

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05.09.2018

Modulo, ruoli, nuovi equilibri «Meggio» e gli altri in attesa

Cambio tra Djordjevic e Pucciarelli in amichevole: nessuna sentenza
Cambio tra Djordjevic e Pucciarelli in amichevole: nessuna sentenza

Loro aspettano silenziosi. Risorse in attesa. Alcune anche parecchio preziose, guardando al passato. Meggiorini ha messo piede in campo solo a Firenze. Pucciarelli e Pellissier dalla panchina non si sono mai alzati. Questioni varie. Di ruolo, di anagrafe, di equilibri, anche di modulo. Due pezzi consistenti e una leggenda, parcheggio piuttosto affollato a cui finora D’Anna ha guardato pochissimo. Niente tre giornate di campionato ma l’onda è ancora più lunga. Nelle ultime tre dell’altra stagione la musica non era tanto diversa. Tutti sempre rimasti a guardare con Crotone, Bologna e Benevento. Meggiorini anche perché reduce da un fastidio muscolare, gli altri due no. Storie anche diverse, ma Pucciarelli del Chievo è stato l’estate passata l’investimento più consistente. Cinque milioni all’Empoli, compreso il cartellino di un promettente portiere come Provedel. E Pellissier è sempre il capitano, anche se gli anni sono 39 e lo smalto non è più quello di una volta. LE PRIME GERARCHIE. D’Anna non poteva che partire da Giaccherini per disegnare il suo attacco. Decisivo nella sua breve gestione così come dal giorno in cui è arrivato. Intoccabile, semplicemente di altra fascia. E non poteva non scuotere Birsa, dopo mesi così così ma con lui subito determinante. In mezzo Inglese, anche se Stepinski ai suoi occhi non era poi così distante. Tanto che col Crotone il dubbio D’Anna l’ha avuto per quasi tutta la settimana. A salvezza conquistata era naturale ripartire da lì. Con tutto il tempo per inserire Djordjevic, perché Stepinski non era e non è certo l’ultima delle alternative. Anzi. Qualcuno però doveva pur essere sacrificato. LEONE IN GABBIA. Meggiorini, 33 anni ieri, viene da un’annata strana. Soprattutto sfortunata. Rallentato da sei mesi fuori dopo il crociato saltato a Cagliari prima dell’infortunio di Crotone, più altri piccoli campanelli d’allarme che hanno minato i meccanismi di una macchina di solito perfetta. Di un mostro autentico per corsa e spirito collettivo. Le prove del ritiro, da esterno di destra per sfruttarne il mancino proprio come Birsa, ne hanno promosso l’abnegazione senza però toglierlo da quel recinto invisibile che spinge chi si sente anche solo leggermente fuori ruolo. Quindi molti appoggi e poche incursioni nel campo a dialogar con gli altri. Paletti d’estate, già tolti con l’Empoli dove le punte sono due e lui da seconda ci starebbe bene. Senza trascurare la versione del ritiro col tridente. Uno come Meggiorini si abitua, basta dargli tempo e spazi. DI RINCORSA. Quello che più sospira è Pucciarelli. Sorriso anche amaro. Minuti zero. Neanche in Coppa Italia. Con un osso piuttosto duro davanti, perché lui nel 4-3-3 per il teorema dei piedi invertiti non può che andare dalla parte mancina. Scalzare Giaccherini però è impresa quasi impossibile, così come è dura tornare a girare attorno a un centravanti di ruolo perché fra Meggiorini e lo stesso Stepinski la concorrenza è parecchio forte. Alla prima con la Juve non è stato convocato, tanto che il Palermo non vedendolo nella lista ha pensato di aver pescato un giocatore in esubero facendogli una mezza proposta. Negata, perché Pucciarelli non è mai stato sul mercato. Componente attiva del progetto, al di là di quel che è stato finora. SEMPLICEMENTE LUI. Anche Pellissier è lì. A fissare l’area di rigore dove saprebbe ancora fare il suo dovere. Ma dietro a Stepinski e Djordjevic, con la voglia di andare contro la logica del tempo e l’orgoglio di chi non vuole essere solo un pezzo di storia. «Sarà importante anche lui», la garanzia di D’Anna, suo compagno di mille battaglie che ha tutta l’intenzione di rispettare in pieno il capitano di sempre. Pellissier ha un ruolo non solo dentro al campo, ne ha uno strategico anche fuori. A ricordare le leggi del Chievo, a dettare certi tempi anche soltanto con un’occhiata o con una semplice parola. L’attacco è abbondante, ricco di uomini e di soluzioni. A patto di osare di più, di metterci quel coraggio che il Chievo ha sempre avuto. Quando andare oltre l’ostacolo veniva anche naturale. Al di là di moduli e interpreti. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
12
Spal
9
Napoli
9
Sassuolo
7
Sampdoria
6
Fiorentina
6
Genoa
6
Lazio
6
Roma
5
Torino
5
Udinese
5
Cagliari
5
Atalanta
4
Inter
4
Milan
4
Empoli
4
Parma
4
Bologna
1
Frosinone
1
Chievoverona
-1
Cagliari - Milan
1-1
Empoli - Lazio
0-1
Frosinone - Sampdoria
0-5
Genoa - Bologna
1-0
Inter - Parma
0-1
Juventus - Sassuolo
2-1
Napoli - Fiorentina
1-0
Roma - Chievoverona
2-2
Spal - Atalanta
2-0
Udinese - Torino
1-1