Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
21 settembre 2018

Sport

Chiudi

23.02.2018

«Il ritiro? Non ho deciso nulla Penso soltanto al presente»

Sergio Pellissier, 39 anni ad aprile, spinge il Chievo a insistere dopo il successo sul Cagliari
Sergio Pellissier, 39 anni ad aprile, spinge il Chievo a insistere dopo il successo sul Cagliari

Di stoccate ne ha piantate tante Sergio Pellissier. Di spada, di fioretto, di sciabola. «La numero uno? Il primo gol in Serie A al Parma, i tre alla Juve, ovviamente quello in Nazionale», il suo breve viaggio nel tempo, ieri, perfetto testimonial dei prossimi Mondiali di scherma Cadetti e Giovani di scena a Verona. Al Bottagisio passano i suoi vecchi compagni. C’è Moro, c’è Luciano, arriva Sardo. Li ha messi tutti in fila Pellissier. Sempre al suo posto, quindi in campo. «Un onore poter vestire questa maglia e poter ospitare questo evento straordinario. In questa disciplina l’Italia grazie ai suoi campioni ha vinto così tanto, dobbiamo cercare nel nostro piccolo di ripagare il movimento», l’assist che Pellissier manda direttamente sulla pedana, accarezzando la maglietta ad hoc che il Chievo indosserà nella partita del 4 marzo col Sassuolo. Aria distesa al Bottagisio, ottima medicina i tre punti col Cagliari. «Da fuori ho sofferto molto di più di chi giocava, perché da fuori il tuo contributo è relativo». svela. «Noi siamo calciatori. E vorremmo giocare. Chi per fare un gol, chi per un salvataggio sulla linea, chi per una parata. Siamo un gruppo forte, poco ma sicuro. Chi sta a guardare è sempre d’aiuto per gli altri e chi va in campo ha rispetto per chi non gioca. Attenzione però perché non è ancora finita. Mancano ancora tantissime partite, ma vincere è la miglior cura anche per continuare a fare bene». Qual è stata la forza del Chievo in quel periodo buio? «Rinchiuderci dentro noi stessi è servito a ritrovarsi. Ad un certo punto non ci riusciva niente. Abbiamo perso partite all’ultimo minuto che erano già finite. Col Cagliari abbiamo fatto un bel passo in avanti ma ce ne servono ancora tanti altri». Giaccherini che valore è? «L’ha fatto vedere col Cagliari, come capita ai campioni ci ha fatto vincere con quella punizione. Non è facile trovare la condizione giusta per chi come lui viene da un anno e mezzo con poche partite nelle gambe. Ha bisogno di tempo, ma ci sta mettendo tanto impegno. Al Chievo è arrivato con la giusta volontà». Si aspettava un Inglese così? «Inglese non lo scopro certo io. Aiutato anche dal mister che gli sta dando fiducia, sta capendo realmente le sue potenzialità. E può migliorare tanto, sono sicuro che ci farà vedere ancora dell’altro». Quanto complicata è la partita con la Fiorentina? «Dipende anche da noi. Non sempre si può vincere ma se giocheremo nel modo giusto sarà più difficile perdere. A patto di metterci la giusta cattiveria e il desiderio di portare a casa il risultato. Per il resto è sempre emozionante trovare la Fiorentina, coi suoi tifosi straordinari e in uno stadio straordinario». Il ritratto dello Stefano Pioli allenatore al Chievo? «Una persona onesta, gentile, eccezionale. Ascoltava molto i giocatori, specialmente i più vecchi. Spesso li seguiva quando qualcuno proponeva dei cambiamenti. Sapeva mettersi in discussione, sinonimo di intelligenza». Un aggettivo per la sua stagione? «Particolare. Quest’estate stavo benissimo, poi mi sono fatto male col Lugano e tutto è cambiato. Fa parte del calcio. Mentre io provavo a ripartire sono esplosi altri giocatori, così giustamente ho dovuto aspettare il mio turno. E quando è arrivato non ero in condizione perché mi ero fatto male e non ho potuto quindi rendere al meglio. Ora sono di nuovo lì a giocarmi il posto fino alla fine. Ho ancora tre mesi davanti, mi auguro di chiudere al meglio questo campionato». Continuerà fino a quarant’anni? «Non so se smetterò quest’anno, l’anno prossimo o fra dieci. Spero il più lontano possibile. Non mi piace rubare i soldi, dovessi capire di non riuscire più a competere coi ragazzini di adesso e di non essere più il Pellissier di una volta sarò il primo a decidere di appendere le scarpe al chiodo. Ho sempre però voluto pensare il più lontano possibile a cosa succederà in futuro, se fai così rischi di concentrarti meno su quel che stai facendo. E sarebbe l’inizio della fine». Come sta ora Pellissier? «Sarei un cretino se ritenessi di essere quello di dieci o quindici anni fa. So però di avere tanta esperienza, di poter dare ancora il mio contributo e di poter segnare qualche gol. Finché avrò questa voglia di dimostrare che non sono finito continuerò, quando sarà arrivata la fine lo saprò prima di tanti altri». •

Alessandro De Pietro
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
12
Spal
9
Napoli
9
Sampdoria
7
Fiorentina
7
Sassuolo
7
Genoa
6
Lazio
6
Roma
5
Torino
5
Udinese
5
Cagliari
5
Atalanta
4
Inter
4
Milan
4
Empoli
4
Parma
4
Bologna
1
Frosinone
1
Chievoverona
-1
Cagliari - Milan
1-1
Empoli - Lazio
0-1
Frosinone - Sampdoria
0-5
Genoa - Bologna
1-0
Inter - Parma
0-1
Juventus - Sassuolo
2-1
Napoli - Fiorentina
1-0
Roma - Chievoverona
2-2
Spal - Atalanta
2-0
Udinese - Torino
1-1