23 marzo 2019

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01.03.2019

«Ho amato il Chievo torinista Ora per le piccole è difficile»

Gianpaolo Ormezzano stima molto Sergio PellissierGiampaolo Ormezzano
Gianpaolo Ormezzano stima molto Sergio PellissierGiampaolo Ormezzano

Torinista come nessuno. Gianpaolo Ormezzano ha trasferito l’infinita fede granata ogni giorno nella sua geniale penna. Da direttore di «Tuttosport», da editorialista de «La Stampa», da semplice cronista di una storia fantastica. Dal Grande Torino a tutto il resto. Con quei colori sempre molto accesi, seppur scalfiti dal tempo. Ottantatré anni di passione. E di un calcio in cui non si ritrova più. «Ho amato profondamente il Chievo. Ad un certo punto aveva sette giocatori nostri, in certi momenti è stato molto granata. Poi si sono rarefatti, ma la sua anima è rimasta intatta. Col suo presidente Campedelli che assomiglia tanto ad Harry Potter», il viaggio di Ormezzano, «con quel modo di interpretare il calcio che mi è sempre piaciuto. Ho sentito il Chievo come il Torino di Verona». Il suo ritratto di Pellissier? Uno vero, uno cresciuto nel Torino d’altronde. Ho un’enorme simpatia per lui. Con Pellissier hai l’impressione che la partita possa risolverla sempre. Anche entrando ad un minuto dalla fine. E pure Semioli è stato uno di grande talento, un altro che al Chievo ha dato tanto. Nostalgia di qualcuno in particolare? Di Sorrentino soprattutto, specie quando navigavamo alla ricerca di un buon portiere senza mai davvero riuscire a trovarne uno all’altezza. Anche lui è sempre stato uno da Torino, anche se è passato dalla Juventus…. E Meggiorini? A me piaceva molto, un po’ meno ai miei fratelli granata. Lo chiamavano “Peggiorini”, ma per quel che mi riguarda era un giocatore molto utile al Toro. Bella storia il Chievo. Mi rincresce vederlo andare in Serie B, dopo quel che ha dato e il gioco che ha sempre saputo esprimere. Nessuna speranza ormai? Temo nessuna, società come il Chievo avranno poco a che fare col calcio di oggi. Condannate a finire ai margini, non c’è niente da fare. E poi basta guardarsi attorno, basta guardare le altre. Dovesse recuperare terreno il Chievo finirebbe per inguaiare il Bologna. Più facile a quel punto che fra le ultime cada l’Udinese, perché il Bologna verrà salvato. Resta la Spal, ma loro giocano bene. La partita come se la immagina? Il Torino dovrà attaccare, ma Mazzarri un problema ce l’avrà. Semplicemente perché il Torino non ha attacco. Ma a che ora si gioca? Alle 12.30, le va bene? Macché, le odio tutte le partite di mezzogiorno e quelle messe in certi orari. Il calendario come è stato concepito negli ultimi anni altro non è che una pacchia per gli scommettitori. Io sono per le partite tutte alla stessa ora. Invece non sarà così. E io già ho dovuto sopportare il tramonto di Novantesimo minuto…. Mazzarri è allenatore da Toro? Io agli allenatori non credo. Neanche a Ventura al Chievo. Non so neanche se esista la tattica, arrivo a pensare anzi che sia solo un’invenzione di noi giornalisti a cui giocatori e tifosi provano a credere. Dalla tribuna io e Gianni Brera facevamo fatica anche a capire chi fosse il libero e se addirittura ce ne fosse uno. La sua Verona? Quella dei ristoranti, dell’hotel “Due Torri”, della mia amicizia granata con Teofilo Sanson. Ricordando quando girava per Torino a vender gelati col suo carretto ambulante. Ho amato anche l’Hellas, a cui la Juve tolse la qualificazione in Coppa dei Campioni. Un furto. E adesso pare impossibile, con cinquanta milioni in ballo per un passaggio del turno, che non ci siano polemiche sugli arbitri e sospetti. Il futuro del Chievo? Il calcio prenderà il Chievo da parte un giorno. E gli dirà che il gioco è stato bello, ma è finito tutto. Difficile immaginarsi qualcosa di diverso, rischierebbe di essere solo shampoo per le coscienze. Per far vedere che in questo mondo esistono anche gli umili. Ma sarà una verità di plastica. Neanche Pellissier si diverte più, dice che tanto vince sempre la stessa… Lo scudetto vale relativamente ora. Se la Juventus non dovesse vincere la Champions League sarebbe un fallimento. Grande almeno quanto la goduria di un tifoso del Toro nel vederla perdere in finale. E chi lo dice è un grande amico di Gianpiero Boniperti, così come lo è stato di Sivori. L’ultima gara del Torino che ha visto? Quella con l’Atalanta, nel settore distinti coi miei due nipotini. Perché il calcio va visto allo stadio, in televisione è finto. E del suo calcio allora che le rimane? Non mi importa più nulla, questo non è più calcio. Soprattutto per chi come me ha avuto la fortuna di vedere tutte le partite del Grande Torino. Quelle vere. Per questo non ho bisogno d’altro. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
75
Napoli
60
Inter
53
Milan
51
Roma
47
Atalanta
45
Lazio
45
Torino
44
Sampdoria
42
Fiorentina
37
Genoa
33
Parma
33
Sassuolo
32
Cagliari
30
Spal
26
Udinese
25
Empoli
25
Bologna
24
Frosinone
17
Chievoverona
11
Atalanta - Chievoverona
1-1
Cagliari - Fiorentina
2-1
Empoli - Frosinone
2-1
Genoa - Juventus
2-0
Lazio - Parma
4-1
Milan - Inter
2-3
Napoli - Udinese
4-2
Sassuolo - Sampdoria
3-5
Spal - Roma
2-1
Torino - Bologna
2-3