22 gennaio 2019

Sport

Chiudi

30.12.2018

Giaccherini-show e Frosinone ko Chievo, ora ci sei

Sporchi, brutti, cattivi, determinati. E vincenti. Il Chievo c’è. Il Chievo è vivo. Il Chievo combatte, prevale nella durissima battaglia dei nervi - pallone, calci e cartellini - col Frosinone, rivede un po’ più da vicino la sagoma della salvezza, manda un messaggio chiaro al campionato, ai suoi tifosi, all’intero ambiente. Ci sono volute diciannove giornate di paziente attesa; c’è voluto un condottiero ritagliato a misura... di Ceo come Mimmo Di Carlo. E c’è voluto in particolare il colpo superlativo di Emanuele Giaccherini per mettere il punto esclamativo su una sfida complessa. Che i gialloblù si sono portati a casa rilanciando in maniera credibile la missione-sopravvivenza. Ardua, chiaro, ma non così irrealizzabile. Molto meno, comunque, di un mese fa. Diciannove giornate di calvario dunque per rivedere tutti insieme i tre punti. Che all’improvviso si fanno slogan per lanciare l’autocandidatura al quartultimo posto, da rincorrere nelle successive diciannove, quelle del girone di ritorno. Quello di ieri non è stato il Chievo più brillante dell’era Di Carlo. Tutt’altro. Né probabilmente avrebbe potuto esserlo non solo per la delicatezza del confronto - il primo che i gialloblù erano assolutamente obbligati a vincere - ma anche per l’atteggiamento degli avversari. I quali hanno scelto da subito una condotta prudente, accorta. Lasciando campo e iniziativa all’undici di Di Carlo, preoccupandosi però al tempo stesso di rallentare i ritmi e seminare ostacoli nella propria metà campo. Tanta densità, niente avventure. Il Chievo non si è sottratto al compito, ci ha messo impegno, applicazione faticando ad accelerare, trovando solo a momenti le necessarie alzate di creatività. Però non ha mai mollato, pescando il jolly con uno dei suoi artisti e regalandosi un brindisi finalmente sereno dopo tanti patimenti. Sabato tosto, come si diceva. E complicato dalle solite infelici contingenze. Perché Di Carlo, che a sinistra aveva già le soluzioni contate, sul finire del primo tempo perde per strada anche Barba, sconfitto da una grana a un ginocchio. E allora, mancando Jaroszynski (oltre a Cacciatore) campo a Tomovic, dentro dopo tre mesi di infermeria. Lui assieme a Depaoli, Bani e Rossettini lungo la linea difensiva a quattro. Lui costretto a dare gas lungo la fascia per provare a creare grattacapi al nemico. Più avanti Hetemaj, Radovanovic e Giaccherini, visto che Birsa è recuperato e può riprendersi la tre quarti campo alle spalle di Pellissier e Djordjevic. Poche scosse fino all’intervallo, al di là della capocciata di Pellissier che supera Sportiello e darebbe il vantaggio ai gialloblù. Vantaggio neutralizzato dal Var coi soliti tempi biblici per la posizione di offside di Radovanovic. E allora sotto con la ripresa. Il Chievo insiste ma non sfonda, bussa ma non segna. E dopo un quarto d’ora si ritrova con l’uomo in più quando Rocchi caccia Capuano, due gialli in pochi secondi. L’offensiva adesso è assalto, arrembaggio, assedio. Cui offre il suo fattivo contributo anche Stepinski, subentrato all’evanescente Djordjevic. E la mossa dà presto i suoi frutti perché è proprio un movimento di Stepinski, sull’invito di Birsa, a procurare al Chievo la punizione giusta. Bentegodi col fiato sospeso, «Giak» a disputarsi il pallone proprio con Birsa. Parte l’ex Juve, la traiettoria è magistrale, Sportiello a bocca aperta. Proprio come la gente del Bentegodi, che ci mette anche l’urlo e rivede la luce dopo tante giornate di buio. O di penombra. Il finale, come prevedibile, non è esattamente una passeggiata di salute. Perché il Frosinone è costretto a provarci, nonostante le oggettive difficoltà, aggravate dall’inferiorità numerica, e il Chievo moltiplica le energie. Tenendo a lungo lontano il nemico, smarrendo un paio di palloni giusto perché la paura di vincere fa novanta. Il resto lo fanno la solidità e il mestiere della difesa, le urla di Mimmo Di Carlo che sacramenta sull’ultima punizione dal limite concessa agli ospiti. Recupero infinito, l’ansia del count-down, il triplice fischio di Rocchi. «Giak» ci ha messo la firma, si ricomincia da 8. •

Francesco Arioli
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
56
Napoli
47
Inter
40
Milan
34
Roma
33
Lazio
32
Atalanta
31
Sampdoria
30
Parma
28
Fiorentina
27
Torino
27
Sassuolo
26
Cagliari
21
Genoa
20
Udinese
18
Spal
18
Empoli
17
Bologna
14
Frosinone
10
Chievoverona
8
Cagliari - Empoli
2-2
Fiorentina - Sampdoria
3-3
Frosinone - Atalanta
0-5
Genoa - Milan
0-2
Inter - Sassuolo
0-0
Juventus - Chievoverona
3-0
Napoli - Lazio
2-1
Roma - Torino
3-2
Spal - Bologna
1-1
Udinese - Parma
1-2