20 gennaio 2019

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28.09.2016

Frey sarà gialloblù a vita
C’è l’accordo fino al 2020
per il difensore francese

Sergio Pellissier e Nicolas Frey, professione bandiere
Sergio Pellissier e Nicolas Frey, professione bandiere

Una firma per la vita. Nicolas Frey ha messo l’ultima della sua carriera, fino al 2020 al Chievo dopo una vita a Veronello.

Ancora una volta la società ha guardato oltre il campo, ha premiato la fedeltà alla maglia e a certi valori che per il presidente Luca Campedelli vengono prima di tante altre qualità. Sta vivendo nell’ombra Frey, oscurato in questo avvio di stagione dalla straripante condizione di Cacciatore e da gerarchie inevitabilmente diverse da quelle del passato anche recente.

Sempre in panchina finora, ma comunque leader anche se silenzioso di una squadra che ha cominciato benissimo proprio perché cementata grazie alla mano di senatori come Frey, la cui importanza è indipendente dal rendimento sulla fascia.

Il suo contratto, in scadenza a giugno, è stato allungato di altri tre anni. Dodici in tutto, considerato che Frey arrivò per la prima volta a Verona nel 2008 dal Modena dopo un iter italiano molto particolare, partendo dalla C2 del Legnano prima di vedere la Serie B.

Frey al Chievo è stato l’erede naturale di Fabio Moro, la prima colonna di destra del Chievo di A, diventando una figura sempre più affidabile ed un riferimento sempre più costante per tutti. Dopo Pellissier viene lui, capitano che certi gradi se li è conquistati stagione dopo stagione e partita dopo partita. Col Chievo sono già 196, vicino ad un traguardo storico e alla cifra netta dei 200 gettoni. Col cruccio di non aver mai segnato neanche un gol ma anche con la consapevolezza di aver fatto sempre il proprio dovere ed anche di più, partito dalla sua Nizza dopo le nazionali giovanili francesi per fermarsi a Verona dove resterà a vivere anche quando col calcio avrà chiuso. Il rinnovo a lunga gittata di Frey viene dopo un’estate in cui il Chievo ha sfornato contratti a vita per tanti altri suoi pilastri.

A partire da Meggiorini per finire a Gamberini, passando per Radovanovic e Inglese, fino ai ritocchi per Dainelli e Sardo.

Proprio loro due a giugno di un anno fa allungarono di un anno il loro matrimonio col Chievo contro i due proprio di Frey.

A Pescara, visto l’infortunio di Cacciatore, dovrebbe toccare a lui. Di nuovo a destra, dopo aver giocato in tutti i ruoli della difesa. Strategico per ogni allenatore.

Fresco di firma e di rinnovo fino al 2020, capitano silenzioso ed indispensabile per le dinamiche di uno spogliatoio che vive di concetti semplici ma sacri.

Dove i vecchi saggi indicano la via a quelli che verranno. Stavolta è toccato a Frey metterci una firma, al Chievo fino a 36 anni e forse anche oltre. Perché a Veronello - per le bandiere più autentiche - l’età è poco più che un dettaglio. A.D.P.

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