23 marzo 2019

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23.02.2019

Di Carlo misura i vice «Giak» Col Grifone Kiyine o Leris

Mimmo Di Carlo dà indicazioni dalla panchina FOTOEXPRESSEmanuele GiaccheriniSofian  KiyineMehdi Leris
Mimmo Di Carlo dà indicazioni dalla panchina FOTOEXPRESSEmanuele GiaccheriniSofian KiyineMehdi Leris

Due vie. Leris o Kiyine. Ci sta pensando Di Carlo, senza Giaccherini fuori per il quinto giallo a Udine. Perdita pesantissima. Proprio lui, l’uomo della provvidenza. Il più bravo, quello che le partite le risolve anche in un attimo solo. Come col Frosinone, come tante altre volte. Dal chiuso di Veronello ieri filtrava però aria sana. Fiducia, al di là delle assenze. Vedi Giaccherini, vedi Pellissier. Quelli che la porta la vedono meglio, fuori proprio nel periodo in cui per gli altri pare essersi sempre più rimpicciolita. Chi andrà al posto di Giaccherini avrà una responsabilità grande. Ventun anni Kiyine, venti Leris. Abbastanza per alzare la voce. Nelle loro mani il Chievo. Col Genoa non c’è alternativa. LAMPI INTERMITTENTI. Ragiona Di Carlo. Valuta tutto. Scorge ogni sfumatura. E tira le somme, almeno le prime. Qualcosa s’è intravisto. Kiyine ha colpi, la giocata potenzialmente vincente. Meno continuo nel lungo periodo di Leris ma più audace negli attimi. Nella ricerca del corridoio che nessuno nota, nel tiro dalla distanza che a volte si concede, nell’uscire dagli schemi proprio come si conviene ad una mezzapunta che non può non farsi guidare pure dall’istinto. Non esattamente un fulmine nelle ultime settimane, relegato a riserva dopo tanti applausi ma anche voci di mercato che magari non gli hanno fatto bene. Così come non hanno giovato a Depaoli, Tomovic ed Hetemaj. Uno tentato dalla Sampdoria, l’altro dal Bologna, l’altro ancora dal Parma. Tutto negli ultimi giorni, prima della Fiorentina. Capita ai trentenni di farsi distrarre, figurarsi a un ragazzino. Di Carlo l’ha guardato negli occhi, gli ha indicato la strada della panchina, gli ha fatto capire che nel calcio non viene tutto all’istante e che un paio di buone prestazioni non bastano per sentirsi campioni. In più, altro messaggio, il genio va mescolato con la disciplina. All’ordine e a movimenti funzionali al collettivo. Come gli interscambi proprio con Giaccherini quando aveva bisogno di rifiatare e quindi lasciare la mattonella di mezzala. Là dove andava Kiyine, uno a cui certo non manca il fiato. Se Di Carlo vorrà soprattutto estro vero allora col Genoa giocherà lui. RITORNO ALL’ANTICO. Più facile formare il Chievo con Kiyine trequartista. Meno pedine da muovere, meno meccanismi da aggiustare. Altro discorso invece se invece la scelta cadrà su Leris. Cresciuto a dismisura, diventato il perfetto prototipo del calciatore moderno. Prima punta e rifinitore alla Juventus, mezzala ma anche esterno di difesa al Chievo. Può tutto, uno che semplicemente sa giocare a calcio. Ovunque lo metti. Più riflessivi con lui, più adrenalinici con Kyine. Senza contare che Leris ormai è tassello di mezzo, uno dei tre del centrocampo. Dove i sincronismi vengono prima di tutto. Dove Rigoni è oramai lo schermo davanti alla difesa e l’altro posto è per forza di Hetemaj. Da lì non si scappa. Così se Di Carlo dovesse avanzare il raggio di Leris alle sue spalle andrebbe Dioussé. Da mezzala però, non da metodista. Altra mossa da studiare a fondo, perfettamente praticabile domani. Un ritorno all’antica per Leris, magari anche forzato perché tutti a Veronello ma anche alla Juve ne ammiravano i movimenti da punta, pur convinti però che avrebbe reso al meglio nel momento in cui avrebbe ragionato da centrocampista puro. Da illuminato incursore, in fin dei conti i veri finalizzatori oggi. TEMPO AL TEMPO. Ci ha messo un attimo Di Carlo a sgomberare il campo. Ad escludere intanto l’impiego di Piazon, in teoria perfetto per solleticare le punte ma in realtà ancora a corto di condizione. Limitato al Chelsea a due partite con la squadra delle riserve e a una panchina in Coppa di Lega coi campioni di Sarri. Troppo presto per gettarlo nella mischia, anche se alla fine del campionato non manca poi così tanto. Sempre meno il tempo, non solo per far punti ma anche per riattivare rinforzi per adesso solo virtuali. Messa da parte anche l’ipotesi di Hetemaj da falso trequartista, recuperatore di palloni solo qualche decina di metri più avanti rispetto al solito. Roba vecchia, lui è necessario nel cuore della mischia. Vecchie ricette non più di moda. Ora al Chievo servono anche tocchi di fino. Lampi e guizzi. Perché le partite si vincono soprattutto con le intuizioni. I muscoli non bastano, specie se sei ultimo. Quindi Kiyine per apparire più sfacciati. Quindi Leris per impadronirsi del gioco. Tutto è nella testa di Di Carlo. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
75
Napoli
60
Inter
53
Milan
51
Roma
47
Atalanta
45
Lazio
45
Torino
44
Sampdoria
42
Fiorentina
37
Genoa
33
Parma
33
Sassuolo
32
Cagliari
30
Spal
26
Udinese
25
Empoli
25
Bologna
24
Frosinone
17
Chievoverona
11
Atalanta - Chievoverona
1-1
Cagliari - Fiorentina
2-1
Empoli - Frosinone
2-1
Genoa - Juventus
2-0
Lazio - Parma
4-1
Milan - Inter
2-3
Napoli - Udinese
4-2
Sassuolo - Sampdoria
3-5
Spal - Roma
2-1
Torino - Bologna
2-3