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20 settembre 2018

Sport

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06.09.2018

Chievo, ritorno al passato L’ordine? Rigenerare talenti

D’Anna e Mandelli, timonieri del Chievo 2018-’19 FOTOEXPRESS
D’Anna e Mandelli, timonieri del Chievo 2018-’19 FOTOEXPRESS

Tempo di tornare all’antico. Al Chievo che faceva tanto con poco. Rastrellando il mercato a caccia di talenti nascosti e ragazzi da rigenerare. Vecchia ricetta già rispolverata quest’estate. Senza più certe follie, senza più certi contratti pesanti. Vedi quelli di Mpoku e Floro Flores, due per di più poco aderenti con la filosofia essenziale di Veronello, rimasti per di più a lungo sul groppone. La politica è tracciata. Operazioni a basso costo, sul letto di 21,5 milioni intascati dalle cessioni di Inglese, Castro e Bastien. Diciotto quasi di plusvalenza. A giugno toccherà ad un altro, la regola è sacra. Quella che il Chievo di una volta rispettava alla lettera. Verità già sperimentata nell’ultimo mercato, pur fra mille complicazioni. Lottando spesso controvento. LAVORO SILENZIOSO. Il direttore sportivo Giancarlo Romairone ha lavorato di precisione, ottimizzando le risorse. Due milioni in tutto, equamente divisi, spesi per assicurarsi per i prossimi tre anni più opzioni per il quarto prodotti sicuri come Tomovic e Obi. Cinque per incamerare i gol di Stepinski e la versatilità difensiva di Barba, con l’Empoli terzino ma preso per fare il centrale. Briciole per riscattare Giaccherini, un fuoriclasse per la zona salvezza. Al Napoli, dopo l’accordo di gennaio, andranno duecentomila euro per ogni volta che il Chievo rimarrà in Serie A da qui alla fine del suo accordo. Rischio da accettare quello di Djordjevic, parametro zero come le sue presenze dell’ultimo campionato ma tanta roba quando tornerà a regime. Potenzialmente un affare, soprattutto al netto delle quotazioni nel mondo degli attaccanti. Gratuito il prestito di Rossettini, mai sotto le 26 presenze negli ultimi sei campionati di Serie A a parte le 22 dell’ultimo al Genoa dove però con Juric, prima che arrivasse Ballardini, delle prime dodici non ne aveva saltata nemmeno una. Gente di nome e di prospettiva, presi dalla periferia del mercato ma con le giuste garanzie. Il futuro del Chievo ha una strada sola. Stretta, leggermente in salita, con qualche curva di troppo. Dove il senso dell’anticipo e l’ingegno devono valere più del peso del portafogli. AL GIUSTO PREZZO. Il Chievo ha dovuto scendere a patti necessari con certi ingaggi. Non proprio leggerissimo quello di Tomovic, settecentomila euro ereditati però dalle cime che ha toccato a Firenze ma pure compromesso digeribile per aver risparmiato un milione e mezzo rispetto all’originaria cifra per il riscatto. Altro taglio notevole. Il teorema include anche Obi così come Djordjevic, considerato che alla Lazio non è andato un solo euro, ma pure per Rossettini che al Genoa non guadagnava esattamente due lire. Tutti di un bel po’ oltre il mezzo milione, senza però avere più sulle spalle gli stipendi di Castro e soprattutto di Inglese ad un certo punto adeguato sensibilmente verso l’alto quand’è entrato nella sfera del Napoli. Il resto è nella norma, compresi ingaggi bassissimi per chi come Burruchaga è stato preso a zero così come il prestito annuale di un portiere già titolare nella Dinamo Zagabria come Semper, per il quale a fine stagione è stato fissato un riscatto ad un milione e mezzo. Esattamente di 20 milioni e settecentomila euro il monte stipendi, in cui non c’è solo quello dei calciatori. In Serie A si può continuare a restare anche stringendo la cinghia, soprattutto se il grosso del gruppo è altamente fidelizzato e davvero di casa a Veronello. EQUILIBRIO STABILE. I calcoli tecnici hanno prodotto una rosa più giovane dell’anno scorso ma comunque bilanciata. C’è più velocità ad esempio in difesa. Tutti rapidi fra i centrali e gli esterni a parte Rossettini che però, come sapeva fare il maestro Dainelli, per intelligenza sa arrivare prima degli altri. Il centrocampo, rinnovato Hetemaj con un faticoso biennale anziché i tre anni che pretendeva lui, dipende soprattutto da Obi in un reparto senza Bastien lasciato apposta leggermente più spoglio perché in mezzo possono andarci volendo Depaoli ma anche Giaccherini e Birsa, lasciando terreno fertile perché possano metter radici due di talento come Leris e Kiyine. Giovani di valore ai quali il Chievo guarda con motivata fiducia. Perché dopo Depaoli la catena di montaggio deve necessariamente produrre dell’altro ed anche piuttosto in fretta. Davanti c’è tanta proposta, di tutti i tipi. Partendo da Giaccherini, Stepinski e Birsa, tendendo la mano anche verso Meggiorini e Pucciarelli, rilucidando Djordjevic. Non manca nulla in attacco, là dove D’Anna è chiamato a trovare la giusta quadratura fra tridente secco, trequartista più due punte, varie ed eventuali. Il tocco finale dovrà mettercelo lui, uno che i vecchi principi del Chievo li conosce come nessuno. Anche quelli del mercato. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
12
Spal
9
Napoli
9
Sampdoria
7
Fiorentina
7
Sassuolo
7
Genoa
6
Lazio
6
Roma
5
Torino
5
Udinese
5
Cagliari
5
Atalanta
4
Inter
4
Milan
4
Empoli
4
Parma
4
Bologna
1
Frosinone
1
Chievoverona
-1
Cagliari - Milan
1-1
Empoli - Lazio
0-1
Frosinone - Sampdoria
0-5
Genoa - Bologna
1-0
Inter - Parma
0-1
Juventus - Sassuolo
2-1
Napoli - Fiorentina
1-0
Roma - Chievoverona
2-2
Spal - Atalanta
2-0
Udinese - Torino
1-1