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25 settembre 2018

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25.08.2018

Chievo, riscopri la... scimmia «Sognavamo lo scudetto»

Manfredini e Lanna festeggiano Marazzina in golGesto storico: Simone Perrotta segna il primo gol in A del ChievoFabio MoroEugenio Corini
Manfredini e Lanna festeggiano Marazzina in golGesto storico: Simone Perrotta segna il primo gol in A del ChievoFabio MoroEugenio Corini

Afa, tensione, scimmie e lettini. Ma soprattutto «nessuna sapeva». Nessuno poteva sapere. Diciassette anni dopo, tutti sanno. Era il 26 agosto 2001. Caldo infernale, la prima del Chievo in A a Firenze. Due a zero a sorpresa. Reti di Perrotta e Marazzina. «Nessuno sapeva». Nessuno poteva sapere. Domenica, sarà ancora 26 agosto a Firenze. Seconda di campionato stavolta. Diciassette anni dopo il Chievo è ancora lì. Assonanze da Favola. Lorenzo D'Anna non più in campo ma in panchina. Razza Chievo. E nella Fiorentina Enrico Chiesa ha consegnato la maglia Viola al figlio Federico. Il destino, vedi a volte, ti aiuta a ricordare. «Nessuno sapeva» è pensiero di Genio Corini. La mente di quel Chievo. L’architetto della Favola. «Faceva caldo, ma giocammo alla grande, vincemmo meritatamente. E da lì abbiamo iniziato a credere che il Chievo, in A, non c'era finito per caso». Il mito si rinnova. E coinvolge tutti gli uomini del Presidente. A partire «dalla scimmia talismano». Come? La scimmia? «Sì, la scimmia che avevo comprato qualche mese prima di quella sfida. Era il campionato di B, quello della promozione. Eravamo partiti bene. Entro in un negozio e mi viene l’idea di “inventare“ la scimmia. La compro, la porto nello spogliatoio. Vinciamo una partita complicatissima contro il Treviso». Da lì a Firenze il passo è breve. Dentro al forno del Franchi ci finisce pure lei. «La scimmia veniva appesa e si toccava prima di uscire. Non aveva nome. Rappresentava la nostra grinta, il nostro carattere. A volte devi dare forma alle tue motivazioni. E dopo Firenze è diventata famosissima. Tutti ne parlavano. E ci ha sempre accompagnato. Fino a diventare una specie di reliquia. Pure lei fece un grande esordio in serie A». Alt, il finale sulla scimmia è solo rimandato. Avanti un altro. Massimo Marazzina oggi vive tra l'Italia e Miami. Quel giorno, a Firenze, fu protagonista tra i protagonisti. Autore del gol del 2-0 finale. «Sarebbe perfetto rigiocassero domenica con le stesse maglie azzurre». Porta bene, magari. Il Conte Max salta sulla DeLorean e torna indietro di 17 anni. «Ero arrabbiato. Arrabbiatissimo a fine primo tempo. Giocao bene ma sentivo che potevo fare pure meglio. Quando ho segnato, finalmente, mi sono liberato». C’era D'Anna in campo. Ci sarà D'Anna in panchina domenica al Franchi. «Evitiamo la retorica. Il vero miracolo l’ha fatto lìanno scorso infilando tre vittorie di fila e salvando il Chievo. Il ko contro la Juve all’esordio non cancella la buona prestazione. Anzi, per certi versi ho rivisto il “nostro“ 3-2 a Torino, quando perdemmo contro la Juve dopo essere stati avanti 2-0. Quel giorno capimmo che il Chievo poteva fare grandi cose. Un’altra cosa: mai visto un presidente che sente la partita come Campedelli. Gli si leggeva in faccia la tensione. Il primo anno quando veniva negli spogliatoi, si stendeva sul lettino e sentiva la partita in maniera esagerata. La giocava insieme a noi». Ricordo particolare per Fabio Moro. «A Firenze avevo esordito in serie A nel '95. Ero al Toro, e Sonetti mi fece giocare a centrocampo in marcatura su Rui Costa. Non me l’aspettavo. Prima della partita, mi prese da solo in una stanza e mi disse: ho qualcosa di speciale per te. Perdemmo 2-0 quel giorno. E quando sono tornato con il Chievo ero alla ricerca di una specie di rivincita. Dopo 5' stendo Robbiati. Era un segnale: c'eravamo anche noi». Il Chievo vince «in maniera allucinante, e ci troviamo a fare festa con i nostri tifosi». Sospiro. «Ricordi la partita di San Siro con il Milan?» Chi non la ricorda Fabio? Persa 3-2 dal Chievo con fischi arbitrali da far venire il mal di pancia. «Pensavamo di poter vincere lo scudetto quell’anno. Ma qualcuno la pensava diversamente da noi». La chiude Delneri. Telegrafico per santificare il 26 agosto fiorentino. «Le storie più belle sono quelle che si raccontano una volta sola. A noi capitò così». Fine? No, la scimmia che fine ha fatto? Corini dice di averla lasciata in eredità al club. «Venne pure riesumata più avanti». Magari a Firenze potrebbe tornare utile. •

Simone Antolini
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
15
Napoli
12
Fiorentina
10
Sassuolo
10
Lazio
9
Spal
9
Udinese
8
Sampdoria
7
Inter
7
Parma
7
Genoa
6
Atalanta
5
Milan
5
Roma
5
Torino
5
Cagliari
5
Empoli
4
Bologna
4
Frosinone
1
Chievoverona
-1
Bologna - Roma
2-0
Chievoverona - Udinese
0-2
Fiorentina - Spal
3-0
Frosinone - Juventus
0-2
Lazio - Genoa
4-1
Milan - Atalanta
2-2
Parma - Cagliari
2-0
Sampdoria - Inter
0-1
Sassuolo - Empoli
3-1
Torino - Napoli
1-3