23 marzo 2019

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02.03.2019

«Chievo, la testa è giusta E i giochi son sempre aperti»

Mimmo Di Carlo non si arrende: la corsa salvezza resta apertaEmanuele Giaccherini torna domani contro il Torino
Mimmo Di Carlo non si arrende: la corsa salvezza resta apertaEmanuele Giaccherini torna domani contro il Torino

Anche i miti granata dispensano speranze. Quelli del vecchio Filadelfia, quelli dell’ultimo scudetto del Toro. Leggende per sempre, per il tricolore con Gigi Radice del 1975 e per quella straordinaria maglia. «Il Chievo è determinato e coraggioso», il punto di Renato Zaccarelli, 413 partite col Torino lungo tredici anni, terzo di sempre dopo le 566 di Giorgio Ferrini e le 437 di Paolino Pulici. Guida in campo, poi anche allenatore. Rigoroso leader, splendido trascinatore. In mezzo al campo e in difesa. Ovunque. «Nel calcio può succedere di tutto. E il Chievo non ha la mentalità da squadra già retrocessa», gli fa eco Claudio Sala, che di presenze col Torino ne ha accumulate 360, quarto di sempre proprio alle spalle dell’amico Zaccarelli. Il poeta del gol Sala, fantasia assoluta diluita in una squadra magnifica. Più il vecchio spirito, quello dei pionieri di una volta. Quello che nel suo piccolo ha fatto grande pure il Chievo. Anche se stavolta è tutto molto diverso. POTERE «GIAK». Zaccarelli ha visto il Chievo col Genoa. Ha guardato il campo e ne ha proiettato le immagini sulla sua classifica. Dove qualcosa non gli torna. «I giocatori seguano Di Carlo, il gruppo mi è sembrato sano. Ho avuto sensazioni positive. Il Chievo ha giocato una buonissima gara, pur con tutti i suoi limiti. Chiaro, è mancata la giocata. L’impennata che la partita l’avrebbe risolta. Con Giaccherini magari sarebbe andata diversamente», l’istantanea di Zaccarelli, spesso al Bentegodi da voce di Sky. Senza gol il Chievo, nonostante la buona volontà. Senza Pellissier, senza l’acuto che toglierebbe tanti pensieri. «Il problema del gol», frena Zaccarelli, «ce l’hanno in tanti, non solo il Chievo. Il suo campionato piuttosto dice soprattutto che spesso il risultato gli è sfuggito di mano, senza riuscire a tenere i giusti equilibri. E lì non è una questione di attacco». DAVANTI A UN BUNKER. Il problema è che il Torino di oggi va che è un piacere. Tosto, intenso, blindato dietro ed effervescente davanti. «Ora c’è una gran difesa, c’è un gran portiere come Sirigu, c’è la miscela giusta. Ed anche spazio per sognare l’Europa. Neanche il quarto posto per la Champions è così distante. E il calendario adesso è favorevole», l’apertura di Sala, guardando il cammino del Toro che - dopo il Chievo - avrà altre pericolanti come il Frosinone e il Bologna, con tutte le premesse quindi per far bottino pieno e prendersi nove punti che aprirebbero parecchi orizzonti. Con la faccia dura ora il Toro. Quella di Walter Mazzarri. «Lui voleva pochi giocatori, ne ha chiesti quindici o sedici per allenare tutti al meglio. Qualche difficoltà è rimasta in attacco, ma la squadra è diventata solidissima», una delle chiavi di Sala, perché il Toro non prende gol da cinque partite, con la porta sigillata anche con Inter e Napoli, con la quarta miglior difesa del campionato dopo quelle di Juventus, Napoli e Inter. «Mazzarri», continua Sala, «ha scelto di avere solo Belotti come riferimento davanti, contornandolo di mezzepunte. Anche se la differenza è nella qualità del centrocampo. Adesso il Toro è avversario complicatissimo per tutti». CAMPO APERTO. Lascia tutto in sospeso Zaccarelli. «Una partita comincia sempre da 0-0 e non credo che il Chievo arrivi a Torino solo per veder la Mole. La squadra sta onorando il campionato, vorrà onorare la maglia e far risultato. Di Carlo», il punto di Zaccarelli, «fa bene ad alimentare certi propositi. Ha provato a battere il Genoa, se l’è giocata a viso aperto anche contro avversari più forti, sta facendo fino in fondo il proprio dovere. Anche se trovare il Torino in questo periodo non è un bell’affare. E poi gioca in casa, avvolto anche dall’entusiasmo della sua gente. È molto difficile adesso incrinare le certezze del Torino, dimostrato anche dalla brillantezza dell’ultimo periodo e di certe gare. Vedi quella con l’Atalanta soprattutto. Il Chievo dovrà metterci attenzione e concentrazione, pur sapendo che alla fine molto dipenderà dal Torino». ORGOGLIO E RISPETTO. Anche Sala allarga la scena. «Il Chievo è partito male ma adesso non è più quello dell’inizio di stagione. Anche se ha vinto una partita sola, anche se la classifica in questo momento è chiara. Io dico che nulla è ancora perduto. Doveroso continuare a far la lotta sulla quart’ultima», chiude Sala, «obbligatorio continuare a provarci. Anche se col Toro è veramente dura, anche se l’annata è cominciata subito col piede sbagliato, anche se i numeri non lasciano molti margini. Tutto vero, ma il Chievo merita il massimo del rispetto. Quello che il Torino dovrà avere dall’inizio alla fine, se vuole davvero vincere la partita». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
75
Napoli
60
Inter
53
Milan
51
Roma
47
Atalanta
45
Lazio
45
Torino
44
Sampdoria
42
Fiorentina
37
Genoa
33
Parma
33
Sassuolo
32
Cagliari
30
Spal
26
Udinese
25
Empoli
25
Bologna
24
Frosinone
17
Chievoverona
11
Atalanta - Chievoverona
1-1
Cagliari - Fiorentina
2-1
Empoli - Frosinone
2-1
Genoa - Juventus
2-0
Lazio - Parma
4-1
Milan - Inter
2-3
Napoli - Udinese
4-2
Sassuolo - Sampdoria
3-5
Spal - Roma
2-1
Torino - Bologna
2-3