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19 dicembre 2018

Sport

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04.03.2018

Chievo, fuori l’anima Anche il Bentegodi a caccia dei tre punti

La terra trema, l’urgenza si è fatta assoluta. Scontro pesante se non ancora vitale. Possibile punto di svolta comunque, sia per il Chievo che per il Sassuolo, ospite oggi pomeriggio al Bentegodi. Il cammino verso la salvezza, per gli uni e per gli altri, passa anche e soprattutto dal testa a testa tra i gialloblù e i neroverdi, consolidati habituè della mezza classifica trascinati nelle ultime settimane a ridosso delle zone burrascose della Serie A. Zone ulteriormente movimentate giusto ieri dal successo della Spal sul Bologna. Successo che ha permesso ai ferraresi di agganciare proprio il Sassuolo e di portarsi a due tacche da Rolando Maran e dai suoi ragazzi, chiamati a un portentoso colpo di reni per tornare a respirare aria meno intossicata. O, comunque, a conservare in tutti i modi un risultato utile per non vedere i fantasmi ancora più da vicino. FORMA PRECARIA. Al di là delle componenti psicologiche il Chievo non sta propriamente bene neppure sul piano fisico. Gli ultimi tempi - al di là dei malanni di lunga durata di Castro e Meggiorini, del colpo a Giaccherini, delle influenze patite da Birsa e Cesar, dello stop di Gamberini (comunque convocato) - ha portato in dote al tecnico della Diga anche le grane muscolari di Cacciatore che in settimana ha potuto allenarsi pochissimo con la squadra. Rolly ha approfittato della conferenza stampa del venerdì per un richiamo collettivo alla maglia, da parte dei calciatori e da parte dei tifosi. Il bisogno aguzza... l’impegno. E la necessità di ricominciare tutti assieme, dal campo e dagli spalti del Bentegodi, per dare dimostrazione di ritrovata compattezza, unità d’intenti. Con la testa, con il cuore, con le gambe e, magari, con la voce. Perché non è proprio il momento di sottilizzare ma di cercare il risultato prima di ogni altra cosa. Anche perché - questo Maran non l’ha detto ma è circostanza da tenere presente - tra sei giorni sarà ora di derby. Uno dei più scivolosi, drammatici che la storia del pallone scaligero ricordi. Ragione di più per stringersi tutti assieme, un corpo e un’anima - per raccogliere già oggi il più possibile. A dispetto di malann e sofferenze assortite. L’ORA DEI FATTI. Maran tocca oggi un traguardo storico, con le 134 panchine in Serie A che lo affiancano a Gigi Delneri, il primo della lista. Ragione di più per reclamare, con ancora maggiore forza e chiarezza del solito, sforzi straordinari: «Il nostro atteggiamento deve essere quello di una squadra che va in campo e fare fatti. Con la stessa forza, con lo stesso impeto», l’assist mandato in conferenza stampa. «Poche parole e tanti fatti. Stiamo lavorando per questo, vogliamo ribadire fortemente questo concetto». Alla faccia di infortuni e indisponibilità: «Di sicuro è stata un’altra settimana travagliata con tanti giocatori che non si sono allenati o si sono allenati in parte. Ma questo ci deve solo far alzare ancora di più l’attenzione e l’attaccamento alla maglia per questo momento che è importante per tutti. E tutti», la sottolineatura, «stanno cercando di lavorare per poter dare un contributo». Quindi «bisogna essere ancora più tosti del solito. Penso all’attenzione sulle seconde palle. le partite con grande equilibrio dipendono anche dalla capacità di vincere gli uno contro uno di arrivare prima sulle palla... E penso che dovremo essere bravi ad arrivare prima degli altri, ad attaccare ogni pallone come se fosse l’ultimo. Questo è il Chievo, da questo deve essere animato e da questo non deve prescindere. Su questo in settimana sono stato molto chiaro con i giocatori», l’ennesimo messaggio. L’ALLEANZA. Come anticipato, una parola è partita anche all’indirizzo del popolo della Diga. Che aveva manifestato una certa insofferenza dopo il ko interno con il Genoa ritrovandosi massiccio e solidale al fianco della squadra nel sabato del successo col Cagliari: «Ai tifosi mi piacerebbe chiedere la massima predisposizione a darci una mano», l’invito di Mister 134. «Da certe situazioni si esce meglio stando uniti, remando assieme dalla stessa parte. Al 90’ poi accetto tutto, applausi e fischi, ci mancherebbe. Ma sarebbe bello, all’inizio, ritrovarsi compatti rivolti al medesimo obiettivo». Ballottaggi in corso alla vigilia, coniugati all’esigenza di graduare con la bilancia di precisione i minuti degli uni e degli altri, soprattutto nei reparti (difesa e attacco) più maltrattati dal destino. Al novantesimo, appunto, le somme. Facciamo che tornino. •

Francesco Arioli
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
46
Napoli
38
Inter
32
Milan
27
Lazio
25
Atalanta
24
Roma
24
Sassuolo
24
Sampdoria
23
Fiorentina
22
Torino
22
Parma
21
Cagliari
17
Empoli
16
Spal
16
Genoa
16
Udinese
13
Bologna
12
Frosinone
8
Chievoverona
4
Atalanta - Lazio
1-0
Bologna - Milan
0-0
Cagliari - Napoli
0-1
Fiorentina - Empoli
3-1
Frosinone - Sassuolo
0-2
Inter - Udinese
1-0
Roma - Genoa
3-2
Sampdoria - Parma
2-0
Spal - Chievoverona
0-0
Torino - Juventus
0-1