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14 novembre 2018

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26.08.2018

Chievo, dolce Firenze «I valori non passano Pronti ad attaccare»

Il tecnico del Chievo, Lorenzo D’Anna
Il tecnico del Chievo, Lorenzo D’Anna

Ritorno al passato. Lorenzo D’Anna indossa una maglia celeste. Agita pensieri. Vede viola tutto intorno. Anche se in campo gli avversari indossano una maglia celebrativa bianco e rossa. Lorenzo è uno dei leoni del Franchi: 26 agosto 2001, il Chievo si presenta all’Italia vincendo due a zero a Firenze. Prima di A, storia che scivola nella Favola. Lì, però, l’immagine va in dissolvenza. E Lorenzo si fa risucchiare nel varco spazio temporale che conduce al presente. Oggi, Firenze, ancora il 26 agosto. D’Anna in panchina. E dentro alle coincidenze di questa sfida pure la presenza di Chiesa nella Fiorentina. Come quella volta. Non più Enrico, ma il figlio Federico. D’Anna, diciassette anni dopo si ritrova lì, lo stesso giorno, lo stesso posto. Lei più vecchio e Chiesa...più giovane «Speriamo di non trovare lo stesso caldo che trovammo quel giorno. Ci saranno stati 43 gradi alle tre del pomeriggio. I ricordi tornano alla mente. Ma sono cambiati i personaggi, la mentalità, le generazioni. Mi auguro di poter ritrovare lo spirito con il quale siamo andati a giocare a Firenze quell’anno. E magari anche il risultato. Giocammo una partita straordinaria dal punto di vista della mentalità, della corsa, della tecnica. Tutti riuscirono a dare il duecento per cento. E il risultato non fu casuale». Fuori dalla Favola e dentro alla nuova realtà Chievo. Che cosa si è tenuto e cosa pensa di poter trasferire alla sua squadra? «Mi tengo la realtà del Chievo. Sono cambiati allenatori e giocatori ma è rimasta la sostanza, la dimensione e lo spirito di questo club. Cerco di trasmettere certe valori che avevo all’epoca, perché non passano mai e servono al gruppo. Ma già contro la Juve ho capito che l’impatto che ho avuto con i ragazzi ha lasciato addosso a loro quello che volevo». Rispetto alla gara con la Juve, sarà più o meno lo stesso Chievo o sarà possibile assistere ad una variazione al tema tattico? «La variazione al tema ci sarà perché la Fiorentina è una squadra che gioca con un sistema dentro al sistema. Abbiamo provato a trovare degli accorgimenti. In realtà, qui tutti devono essere pronti perché si può cambiare idea anche all’ultimo momento. Non la strategia ma l’interpreta. Chi va in tribuna, sette giorni dopo può trovarsi titolare: E a oggi credono che tutti siano pronti». Birsa, in panchina con la Juve, potrebbe partire titolare? «Ma sì, la sua esclusione con la Juve è stata una scelta tattica. Valter è un giocatore che ha grandissima qualità. La settimana scorsa ho fatto una scelta diversa ma questo non lo penalizza. Anzi, rimane sempre un giocatore fondamentale e contro la Fiorentina potrebbe avere l’occasione per dimostrarlo. Ripeto: qui nessuno si deve offendere. Toccherà a tutti giocare. E quindi dovranno farsi trovare pronti». Obi cresce? «Sta bene, si è inserito bene nel contesto e dispone di caratteristiche che ci mancavano lì in mezzo al campo. Si sta inserendo. Poi, ha esperienza e alle spalle campionati giocati con club di rilievo. Può darci una grossa mano». Lei è stato anche giocatore della Fiorentina dal ’92 al ’94. La sua fotografia? «Un’esperienza importantissima. Sono arrivato a 18 anni con grandi attese sulla mia persona. In realtà, ero ancora acerbo per gestire le pressioni. La squadra andò male. Eravamo partiti per fare un campionato di vertice e ci siamo ritrovati a retrocedere. Firenze ti regala allo stesso tempo grandi calore ma anche grandi pressioni». E la Firenze di Pioli? «Non è cambiata tanto. Il fiorentino è un tifoso caldo ma molto critico che cambia spesso opinione. Se saremo bravi a mettere in difficoltà la Fiorentina potrebbero piovere critiche una dietro l’altra. Se, invece, li mettiamo a loro agio, hanno il valore aggiunto del pubblico che li spinge». Andrete a prenderli alti? «La strategia è quella di stare compatti con la linea corta, cercare di fare densità nelle zone dove va la palla. Poi starà a noi scegliere. La partita è fatta di momenti e letture rapide. L’idea è quella di non arretrare e non lasciare spazio. E di cominciare ad attaccare in avanti. Un aspetto sul quale stiamo lavorando ma che non è facile inserire. Si pensa sia più facile “scappare“ indietro per difendere meglio ma a volte è preferibile fare cinque metri in avanti che perderne venti e difendere vicino alla porta». •

Simone Antolini
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19
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9
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9
Frosinone
7
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0
Atalanta - Inter
4-1
Chievoverona - Bologna
2-2
Empoli - Udinese
2-1
Frosinone - Fiorentina
1-1
Genoa - Napoli
1-2
Milan - Juventus
0-2
Roma - Sampdoria
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