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25 settembre 2018

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28.02.2018

Chievo a rischio scottature La zona rossa ora inquieta

Rolando Maran - con Romairone - nel freddo gelido di  Firenze
Rolando Maran - con Romairone - nel freddo gelido di Firenze

Mai successo con Maran. Nemmeno il primo anno, quello dell’avvio stentato con Corini e del cambio di allenatore. Cinque punti dalla zona calda a dodici partite dalla fine del campionato è il divario più stretto mai vissuto da quattro anni a questa parte. In un terreno scomodo, accidentato, in cui per tanto tempo il Chievo non s’è dovuto mai imbattere. Alla prima parentesi di Maran i punti sull’allora terzultimo Cagliari erano sei, dopo i ventidue collezionati dall’ottava alla ventiseiesima dopo la gara pareggiata senza reti con la Roma. Qualcosa non quadra, nove sconfitte nelle ultime dodici hanno fatto scattare l’allarme e rimesso il Chievo in un’area che per status dovrebbe sempre essere la sua ma in cui s’è ritrovato per poche volte nella sua splendida storia. L’ultima reale sofferenza con la vittoria della liberazione a Cagliari e il colpo di testa di Dainelli che valse la salvezza alla penultima. Quel Chievo, diviso fra Sannino e Corini, il 2 marzo del 2014 perdendo a casa dell’Atalanta s’era ritrovato con gli stessi punti, 21, del Livorno di Mimmo Di Carlo. Due in più del Catania, quattro più del Sassuolo per la quinta e ultima volta nelle mani di Malesani, prima del ritorno di Di Francesco. Il Chievo ne uscì col mestiere di sempre, soffrendo il giusto e raccogliendo i frutti del solito meticoloso lavoro. DAL GIORNO ALLA NOTTE. Fuorviante la passata stagione, in cui il Chievo a fine febbraio di punti ne aveva 35, addirittura venti più del Palermo. Con una salvezza in tasca già a gennaio. Quel che resta del recente passato è che mai il Chievo con Maran aveva prodotto così poco fino a questo punto dell’annata, con il fardello pesante dei numeri della fase difensiva. L’ottava, ma alla fine la quarta, della A nel 2015, la dodicesima nel 2016, la nona nel 2017, la quindicesima oggi a questo punto del torneo. Un campanello d’allarme in più, che a Veronello sapranno captare con attenzione. VITA FACILE. Il passato del Chievo in Serie A non è mai stato quello della matricola costretta a sgomitare per il punticino o a far troppi calcoli. Sul velluto le prime due stagioni, con 109 punti totali destinati a restare record difficilmente intaccabile per un’ultima arrivata al tavolo più nobile del calcio. Le retrocessioni erano quattro nel 2004, quando il Chievo aveva nove punti più del Modena di Malesani dopo il pari col Siena firmato da un rigore di D’Anna e dal gol di Ventola nel finale. Alla trentaquattresima il margine si dilatò fino a dodici, quando la quart’ultima divenne il Perugia, poi in B assieme a Modena, Empoli e Ancona. Eccezionale il rendimento del 2006, quando il Chievo di Pillon alla fine settimo e poi quarto per le vicende di Calciopoli alla giornata numero ventisei era quinto dietro Juventus, Inter, Roma e Livorno, con 24 punti sopra il Lecce che alla fine scese in B col Treviso e la Juve. In doppia cifra pure il margine che seppe costruirsi il Chievo di Di Carlo, 12 punti più del Livorno diventati alla linea del traguardo 9 sull’Atalanta. ZONA ROSSA. Rischiò forte il Chievo di Beretta, che raccolse l’eredità di Delneri correndo spedito in avvio prima di crollare costringendo la dirigenza ad affidare l’incarico ad Icio D’Angelo. Alla ventiseiesima, perdendo con la Reggina di Mazzarri per il gol di Nakamura, Beretta si ritrovò appena tre punti sopra il Siena e due più del Parma, terzultima contro quartultima. E terzultimo divenne il Chievo, a tre turni dal termine, dopo aver perso con la Fiorentina. Ma D’Angelo raccolse 7 punti fra Siena, Bologna e Roma, tenendo a galla una barca agli occhi di molti già affondata. L’obiettivo lo mancò invece Delneri, successore di Pillon nel 2007, quando il Chievo perse la Serie A col Catania all’ultimo chilometro. Quattro punti più di Messina e Parma all’epoca, nove più dell’Ascoli ultimissimo. Alla pari della Reggina, uno in più del Cagliari. Quindici punti nelle ultime dodici, con quattro vittorie e tre pareggi, non furono sufficienti perché la Reggina ne fece 16, il Cagliari 17, il Parma addirittura ventidue. Spesso chi rovina ogni normale tabella sono quelle che partono da più lontano, apparentemente con l’acqua alla gola. Per questo gli ultimi tre mesi di A sono indecifrabili. Altro fattore di cui il Chievo dovrà tener conto. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
15
Napoli
12
Fiorentina
10
Sassuolo
10
Lazio
9
Spal
9
Udinese
8
Sampdoria
7
Inter
7
Parma
7
Genoa
6
Atalanta
5
Milan
5
Roma
5
Torino
5
Cagliari
5
Empoli
4
Bologna
4
Frosinone
1
Chievoverona
-1
Bologna - Roma
2-0
Chievoverona - Udinese
0-2
Fiorentina - Spal
3-0
Frosinone - Juventus
0-2
Lazio - Genoa
4-1
Milan - Atalanta
2-2
Parma - Cagliari
2-0
Sampdoria - Inter
0-1
Sassuolo - Empoli
3-1
Torino - Napoli
1-3