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23 aprile 2018

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02.01.2018

Chievo, 6 punti in dieci gare Un solo exploit dopo il derby

Radovanovic controlla l’ex Parigini durante Benevento-Chievo di sabato scorso
Radovanovic controlla l’ex Parigini durante Benevento-Chievo di sabato scorso

Alessandro De Pietro La spia s’è accesa al terzo scontro diretto perso di fila. Anche davanti all’umile Benevento. Una strada in discesa verso la solita agevole salvezza già a fine anno è diventata d’un colpo terreno parecchio accidentato dopo le tre severe batoste che adesso sembrano complicatissime da assorbire. Il Chievo delle ultime dieci partite, numeri alla mano, è la penultima squadra della Serie A. Con una sola gara vinta, in rimonta contro la Spal, per poi raccogliere appena un punto nelle successive cinque. Prevedibile perdere con l’Inter, rigenerante pareggiare con la Roma, terribile però restare a mani vuote nei match contro Crotone, Bologna e Benevento. In due mesi e mezzo, dal derby del 22 ottobre col Verona portato a casa con la zampata di Pellissier e fino alla fine dell’andata, il Chievo ha totalizzato appena sei punti. Tre meno del Crotone, quattro meno di Spal e Bologna, sei meno del Genoa, sette meno del Sassuolo, otto meno del Cagliari, addirittura quindici rispetto all’Udinese. Il Chievo a metà campionato ha quattro punti meno di quello della passata stagione, quando le lunghezze sul Palermo terzultimo erano quindici. Ventincinque contro ventuno. Adesso, rispetto a Crotone e Spal che precedono solo Verona e Benevento, sono appena sei. PANCHINE FORTI. La marcia lenta del Chievo è stata acuita dall’accelerata di tante altre concorrenti, tutte rinfrancate da prestazioni di più alto tenore rispetto all’avvio ma anche trasformate dal cambio di allenatore. Il Sassuolo è passato dai 0,7 punti a partita con Bucchi a due netti nelle cinque della gestione di Iachini, compresi i successi contro avversari di alto livello come Sampdoria e Inter. Il Genoa, appena mezzo punto a partita con Juric fino all’esonero dopo il derby con la Doria, s’è messo correre prendendone 1,7 fra Crotone, Roma, Verona, Atalanta, Fiorentina, Benevento e Torino. Fuori concorso l’Udinese, terza assoluta dopo Juve e Napoli dalla decima in avanti e per di più con la partita con la Lazio da recuperare, diventata quasi insuperabile con Oddo coi sui 2 punti e mezzo in sei gare dopo i dodici in altrettante giornate con Delneri. Diverso anche il Cagliari, capace di raccogliere in tutto 0,75 punti nelle otto di Rastelli diventati 1,27 con Diego Lopez. Tante pericolanti hanno cambiato passo. E qualcuna, vedi proprio l’Udinese prossimo avversario del Chievo venerdì al Bentegodi, sta giocando adesso un altro campionato INCIDENTI DI PERCORSO. Non cerca scusanti il Chievo, ma è indubbio come nel suo cammino ci siano stati troppi contrattempi. A partire dal centrocampo saltato in un colpo nella trasferta col Torino, quando Maran ha perso Radovanovic causa squalifica per due giornate e Castro per infortunio per tre mesi. Colpo tremendo. Meggiorini, uno degli intoccabili, s’è fermato di nuovo dopo aver saltato tre mesi di campionato e tutta la preparazione. Risorse preziose lasciate per strada, ma anche la dimostrazione di come il Chievo viva di equilibri piuttosto sottili. Perché Garritano non è Birsa, Bastien non è Castro, Bani non è Gamberini, Depaoli non è Hetemaj, Gaudino non è Radovanovic, Pucciarelli non è ancora Meggiorini e Stepinski non è ancora Inglese, a cui il Chievo deve il trentasette per cento dei suoi gol dell’andata. Il ricambio ha il giusto potenziale per garantire un buon futuro, ma dei nuovi ci sarebbe bisogno anche adesso. Senza per forza doverli attendere ancora. CONSUETA RICETTA. A scuotere tutti ci ha pensato, come spesso succede nei momenti bui, proprio Pellissier. A botta calda, dopo il tonfo di Benevento, ma anche a bocce ferme. A freddo, nel suo ultimo pensiero dell’anno. Un manifesto pubblico, consegnato al suo profilo di Instagram. «Forse è arrivato il momento di fare tutti un bagno di umiltà e ricominciare a lavorare da Chievo», ha scritto tra l’altro il capitano. Senza credere che tutto sia dovuto dopo sedici anni di Serie A. Dimenticando le ultime comode salvezze. La ricetta per risalire insomma è al solito posto. «Nascosta in qualche angolo di Veronello, dobbiamo solo ritrovarla», ha sempre detto il presidente Luca Campedelli nei periodi neri. Il primo passo per riacquisire serenità e certezze perdute. Anche se non sarà semplice. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
85
Napoli
81
Lazio
64
Roma
64
Inter
63
Milan
54
Atalanta
52
Fiorentina
51
Sampdoria
51
Torino
47
Bologna
38
Genoa
38
Sassuolo
34
Udinese
33
Cagliari
32
Chievoverona
31
Spal
29
Crotone
28
Hellas Verona
25
Benevento
14
Benevento - Atalanta
0-3
Crotone - Juventus
1-1
Fiorentina - Lazio
3-4
Hellas Verona - Sassuolo
0-1
Inter - Cagliari
4-0
Napoli - Udinese
4-2
Roma - Genoa
2-1
Sampdoria - Bologna
1-0
Spal - Chievoverona
0-0
Torino - Milan
1-1