21 gennaio 2019

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03.01.2019

Caldieromania, a Bassano per la storia

Il presidente Filippo Berti
Il presidente Filippo Berti

È tutto pronto. Dal pullman già prenotato con largo anticipo fino alla variazione di orario della partita della formazione Juniores. Il mondo Caldiero vuole arrivare compatto ed unito al punto più alto della sua storia, la finalissima di Coppa Italia di Eccellenza contro il Mestre, in programma dopodomani, sabato, alle 14.30, nella prestigiosa cornice dello stadio «Rino Mercante» di Bassano del Grappa. Da Caldiero sabato mattina partirà una folta delegazione fra dirigenti, tifosi, genitori dei giocatori della prima squadra e anche una larga rappresentanza di atleti del settore giovanile. Tutti uniti anche in attesa del gruppo della juniores, che giocherà sempre sabato in anticipo, alle 10.30, contro il Malo, e poi si dirigerà verso il «Mercante» per sostenere i colleghi più grandi. L’attesa comunque è anche piacevole, certamente elettrizzante. «Sì, sono molto emozionato», conferma il presidente termale Filippo Berti, vero artefice di questa scalata. «Come società siamo orgogliosi di questo traguardo e credo lo siano anche i nostri ragazzi», il suo punto di vista. «Vivremo insieme come una famiglia un pomeriggio speciale. Ci sono tutti gli elementi. Dallo stadio di Bassano, che solo qualche mese fa ospitava gare di Lega Pro, fino ovviamente all’avversario, una realtà nobile come il Mestre. Il Caldiero comunque vada sta per toccare l’apice dei suoi ottantaquattro anni di storia». Affascinante, come spiegato proprio lo scontro col Mestre, oggi in Eccellenza eppure club blasonato che per scelta l’estate scorsa ha deciso di rinunciare al titolo sportivo di Lega Pro. L’assetto societario peraltro è rimasto di primo livello. «Il loro è stato un autodeclassamento», ribadisce con eleganza il presidente Berti, «e per noi è motivo di grande soddisfazione poterli incontrare. Rappresentano una realtà di primo piano per l’intero calcio veneto. Un nome così altisonante gratifica anche il nostro percorso, che è partito un mattone alla volta da molto lontano. Da presidente sono molto felice solamente per esserci e sono davvero pronto a godermi questa partita. Il risultato», dice, «verrà accettato serenamente in ogni caso». Ancora bocche cucite ovviamente su logiche di formazione o tattiche di gara, appannaggio di mister Soave. A Caldiero però monta l’attesa anche nei più piccoli gesti. Ogni giocatore farebbe carte false per poter partire dall’avvio. Il culmine però si toccherà solo sabato, quando ogni momento finirà dritto nell’album dei ricordi di ognuno. La speranza? Che il titolo possa rimanere in terra veronese. Passando dal trionfo della Belfiorese di un anno fa fino al Caldiero versione 2019. Presto il campo decreterà tutta la verità. •

Alessio Faccincani
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