23 marzo 2019

Sport

Chiudi

12.03.2019

C’è il «salvagente» Pellissier L’ultima speranza salvezza

Sergio Pellissier, 39 anni, festeggiato dopo il gol  alla Fiorentina FOTOEXPRESS
Sergio Pellissier, 39 anni, festeggiato dopo il gol alla Fiorentina FOTOEXPRESS

Una garanzia. In passato, una sentenza. Quarant’anni tra un mese. Ma, alla fine, si passa sempre da Sergio Pellissier. Per i sogni, per le speranze, per i ricordi. E per rendere meno amaro un viaggio fatto di errori, certo. Ma anche di frustrazione e dubbio. Il Chievo va a Bergamo. Per un’altra prova difficilissima. Ci sono undici partite da giocare e 33 punti a disposizione. Mimmo Di Carlo ci crede. Parla con orgoglio. Ha ragione a farlo. Comunque vada a finire. Perché conta il viaggio, oggi più che mai. E con la dignità di finire una stagione maledetta, cattiva, ingombrante. AL RIENTRO. Passando da Sergio. Pronto al rientro. Dopo Empoli, maledetta Empoli. Là il capitano si è fermato. Quando il flessore della gamba destra ha deciso di consegnare Sergio all’infermeria. E il Chievo si è perso il suo faro nella tempesta. Cinque partite, quattro sconfitte contro Roma, Udinese, Torino e Milan ed un pari col Genoa. Soprattutto: una sola rete realizzata. Da un centrocampista, peraltro. Testa di Hetemaj con il Milan, una rarità. L’attacco di Mimmo soffre. Non ha mai trovato il suo vero centro di gravità. E senza Pellissier ha perso ancora di più pericolosità. DUECENTO. Numeri alla mano, Sergio ha raccolto fin qui 803 minuti in campo. Conditi da quattro reti. Una ogni duecento minuti. Due hanno portato punti contro Inter e Lazio (entrambe le gare pareggiate 1-1). Solo Stepinski, ma con minutaggio quasi raddoppiato, segna più di Sergio. Il polacco ha messo in fila sei reti. Ma rispetto a Pellissier è rimasto in campo 1.796 minuti. E segna di media un gol ogni 299 minuti. Sergio, dunque, resta l’attaccante che, numeri alla mano, dimostra ancora una volta di essere una garanzia. Inutile, magari, fare proiezioni per tutto il campionato. Ma il “nuovo” Pellissier. Quello, cioè, rigenerato da Mimmo Di Carlo è giocatore ancora in grado di sfiorare la doppia cifra di reti. LA STORIA. Pellissier, del resto, è uomo dei record. A oggi sono 512 le presenze con la maglia del Chievo, a fronte di 139 reti. Dato che il capitano intende assolutamente aggiornare. La salvezza, o meglio: la voglia di salvare la faccia cercando la via che porta alla salvezza, passa anche dalla rabbia agonistica di Pelobomber. Uno dei pochi che al Chievo deciderà lui quando smettere. Presumibilmente questa potrebbe essere la sua ultima stagione. Ma in caso di retrocessione tra i cadetti non è detto che qualcosa possa cambiare. Sergio ha dimostrato integrità. Forza e costanza. La sua anima gigantesca lo ha riportato al centro dell’attacco. Motivato più che mai. Sempre pronto a mettersi in discussione. Pellissier è quello dei 22 gol promozione, una vita fa, quando il Chievo, per la prima volta, sprofondò in B. A Mimmo, Sergio, ha consegnato i gol di una salvezza impossibile. Reti pesantissime regalate ad un Chievo che oggi vive solo nel ricordo di chi lo ha vissuto da vicino. VERSO BERGAMO. Con la salvezza lontana, il refrain è sempre lo stesso: il Chievo ha bisogno di un miracolo. Soprattutto di punti. E una squadra che vince una sola partita sulle ventisette disputate deve inventarsi qualche cosa di nuovo per provare a forzare una stagione che oggi la condanna inesorabilmente al ritorno tra i cadetti. Pellissier, da sempre, incarna l’anima Chievo. L’uomo che ha vissuto da dentro il lungo ciclo della Favola. Più volte sembrava che Sergio potesse chiudere la sua carriera. Non per scelta volontaria. Ma perché il bomber era stato messo in ghiacciaia. Relegato in panchina. In attesa di una possibilità di riscatto che poteva anche non arrivare mai. Ma il tempo è galantuomo. E Pellissier ha trovato riabilitazione. Pochi giorni fa ha dichiarato: «Ho vissuto in questa società 19 anni e probabilmente finirò qui la mia carriera. Dispiace tanto perché non avrei mai voluto concludere la mia avventura con una retrocessione o con un stagione in Serie B. Mi sarebbe piaciuto vedere il Chievo sempre ai massimi livelli». Non una resa. Ma la voglia di provare a fare qualcosa di grande. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Simone Antolini
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
75
Napoli
60
Inter
53
Milan
51
Roma
47
Atalanta
45
Lazio
45
Torino
44
Sampdoria
42
Fiorentina
37
Genoa
33
Parma
33
Sassuolo
32
Cagliari
30
Spal
26
Udinese
25
Empoli
25
Bologna
24
Frosinone
17
Chievoverona
11
Atalanta - Chievoverona
1-1
Cagliari - Fiorentina
2-1
Empoli - Frosinone
2-1
Genoa - Juventus
2-0
Lazio - Parma
4-1
Milan - Inter
2-3
Napoli - Udinese
4-2
Sassuolo - Sampdoria
3-5
Spal - Roma
2-1
Torino - Bologna
2-3