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24 giugno 2018

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21.02.2018

C’è Giak, il valore aggiunto Quante opzioni per Maran

Dilemma di Maran: dove sistemare ora Giaccherini? Col Chievo già scritto da un pezzo ed equilibri ormai cementati anche aggiungere un solo tassello diventa operazione delicata. Non facile, a meno che l’uomo in questione sia lui. Un inno alla versatilità, come racconta la sua carriera. Messo ovunque dal centrocampo in avanti. Preferibilmente a sinistra in una mediana a tre, ma anche a destra e nel cuore del gioco. Volendo anche da seconda punta, jolly certificato già dai tempi di Cesena. Giaccherini, oltre ad essere eclettico, è soprattutto un grande giocatore. Quindi facile da trattare. Disposto a tutto, umile e col fuoco dentro. Motivatissimo, con la smania di riaccendersi per dimenticare l’anno e mezzo di Napoli e tornare il più in fretta possibile quello devastante di Bologna, molto vicino al tuttofare diventato campione nella Juve di Conte. Ha fatto di tutto Giaccherini. Al Sunderland indirizzato a destra e a sinistra nel 4-2-3-1 di Di Canio, di fatto mai utilizzato ma preferibilmente dietro le punte agli occhi di Advocaat, spesso e volentieri trequartista con Poyet nella fase offensiva di cui faceva parte anche il milanista Borini. Soprattutto a sinistra, anche nel 4-4-2, nella Juve. Piazzato ovunque a Bologna, con Delio Rossi prima e Donadoni poi, ma anche al Cesena da Ficcadenti e prima ancora da Bisoli. Con uno così il compito di Maran diventa parecchio più agevole. TUTTO (QUASI) COME PRIMA. Il vissuto di Giaccherini lo porta, anche ad occhi chiusi, a dirigersi verso la posizione occupata per una vita da Hetemaj nel modulo classico. A formare un centrocampo d’altissima qualità che si sposa perfettamente col nuovo Chievo orientato a far la partita e a tenere la palla fra i piedi. Anche più simmetrico con Giaccherini, in grado col suo concentrato di imprevedibilità di rendere la squadra meno sbilanciata a destra fra la spinta di Cacciatore e gli inserimenti di Castro, più propensi alla fase d’offesa rispetto a Gobbi ed Hetemaj. Spinto più ad entrare dentro al campo Giaccherini. Per armare il suo destro, suggerire l’uno due con le punte, creare superiorità numerica, rompere ogni disegno difensivo col suo scatto breve e il dribbling ancora bello vivo nelle sue corde. Capace di stare negli schemi ma anche di uscirci appena il momento lo consente. Di autogestirsi quindi senza mai mettere a rischio la stabilità del Chievo. FANTASIA AL POTERE. Giaccherini nel motore leva anche qualche pensiero a Castro, per troppo tempo insieme a Birsa uno dei pochissimi aghi della bilancia della manovra. Uno di quelli che Maran avrebbe volentieri fotocopiato per crearne un altro e non sentirsi spesso con le spalle al muro. Uno per fare la mezzala, l’altro per alzarsi sulla verticale del centravanti perché in fondo a Catania lui era più un attaccante che un centrocampista. Adesso quei due giocatori ci sono, così come è perfettamente nelle corde del Chievo l’azzardo delle due mezzepunte alle spalle di Inglese in un sistema parecchio accattivante che darebbe all’avversario di turno pochi punti di riferimento e a Maran anche tanta densità in mezzo al momento di chiudersi e difendersi. L’albero di Natale con quantità e qualità, un 4-3-2-1 con tanti assi. Un Chievo nuovo fino a un certo punto, già sperimentato anche con la coperta più corta. Adesso però, con Giaccherini, è davvero tutto diverso. Incluso un diverso grado di pericolosità sui calci piazzati, da ogni posizione. La perla al Cagliari, quello che vale una bella fetta di salvezza, è solo il primo acuto. RITORNO ALL’ANTICO. Il suo bagaglio regala opzioni una dietro l’altra. Facile per lui allargarsi, preferibilmente a sinistra, a comporre volendo pure un 4-4-2 che a Veronello non si vede dal primo Chievo operaio di Maran, quello tutta corsa e sacrificio, coperta necessaria per far legna e quindi punti nella rincorsa alla salvezza perché tante alternative non ce n’erano. Con Birsa riportato alle vecchie origini, come quello di Auxerre in cui stava spesso e volentieri a destra, più Schelotto dall’altra parte. Dinamismo ma anche tecnica. Quel che il Chievo ha anche adesso, stuzzicante ai lati e perfetto in mezzo con Radovanovic e l’eventuale accentramento di Hetemaj o di altri interpreti. La variante è remota per chi come Maran s’è diviso soprattutto fra 4-3-1-2 e 3-5-2, ma sempre nel repertorio di un organico capace di far tutto anche grazie ad un’intesa ormai vecchia di anni e di un lavoro incancellabile. Se Maran un giorno neanche troppo lontano vorrà togliersi qualche sfizio sa già di aver tutto in casa per sbizzarrirsi in ogni maniera. Soprattutto adesso che ha Giak. •

Alessandro De Pietro
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CLASSIFICHE
RISULTATI
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91
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Lazio
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Inter
72
Milan
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60
Fiorentina
57
Torino
54
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54
Sassuolo
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Genoa
41
Udinese
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Chievoverona
40
Bologna
39
Cagliari
39
Spal
38
Crotone
35
Hellas Verona
25
Benevento
21
Cagliari - Atalanta
1-0
Chievoverona - Benevento
1-0
Genoa - Torino
1-2
Juventus - Hellas Verona
2-1
Lazio - Inter
2-3
Milan - Fiorentina
5-1
Napoli - Crotone
2-1
Sassuolo - Roma
0-1
Spal - Sampdoria
3-1
Udinese - Bologna
1-0