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26 settembre 2018

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20.08.2018

«La Superlega è super, sarà uno show»

Fefè De Giorgi da tre anni allena in Polonia dove è stato anche sulla panchina della  nazionale
Fefè De Giorgi da tre anni allena in Polonia dove è stato anche sulla panchina della nazionale

A venti giorni dal Mondiale, e a meno di due mesi dall’inizio della Superlega più bella di sempre, Fefè De Giorgi, uno dei grandi ex della pallavolo azzurra (da tre anni in Polonia dove ha anche allenato la nazionale), parla a tutto campo: dalle chance dell’Italia di arrivare in finale, alla prossima stagione; dai tanti campioni approdati nel nostro campionato, alle nuove promesse; dalle ambizioni di Calzedonia, alle big (Lube e Perugia) che ora proveranno a insidiare il regno di Kazan in Champions. Un giudizio sulla Superlega di quest’anno? Quello che verrà sarà un campionato incredibile sotto il profilo della qualità. Sono arrivati tanti campioni. E non accadeva da un po’ di tempo. Sono arrivati in Italia tre, quattro giocatori tra i migliori al mondo. Simon, Leon, Leal, Lisinac ... il campionato italiano sarà super e il migliore al mondo come livello tecnico medio. Ci sarà da divertirsi. La differenza più marcata tra il campionato polacco e quello italiano. Perugia e Civitanova sono tra le due migliori squadre al mondo per come sono state costruite. Ma la differenza non è nelle prime squadre perché generalmente al vertice tutti i team sono forti, semmai è il livello medio che fa la differenza a favore del campionato italiano. Tanti i giocatori e le squadre in grado di giocare una buona pallavolo. E il ritorno delle retrocessioni ha contribuito a rafforzare tutte le squadre. Perugia o la Lube riusciranno finalmente a insidiare il regno di Kazan? Sì, penso proprio di sì. Civitanova ha un roster incredibile. E così pure Perugia. Potrebbe essere la volta buona. E Calzedonia che squadra ha? Dietro a Perugia e alla Lube ci sono Trento e Modena, che hanno pure due ottimi team. E poi tante formazioni di buon livello costruite bene come appunto Verona. La Bluvolley sta facendo un gran percorso di stabilità di alto livello. Sta mantenendo una buona continuità alzando però di volta in volta l’asticella. Stephen Boyer che giocatore è? Un ragazzo molto interessante. Uno di quei giocatori ancora in fase di crescita. È giovane ma è uno di quegli opposti che può fare la differenza in ogni momento. Ha le qualità fisiche e tecniche per lasciare il segno. E così non ce ne sono tanti per cui è stato davvero un ottimo acquisto. Tra poco partirà il Mondiale, sensazioni? Speriamo che l’Italia arrivi fino alla fine. Ultimamente non ha fatto benissimo... Ci presentiamo con un sestetto molto competitivo, la squadra è di qualità è può arrivare fino in fondo. Il discorso è che nel mondo, come in Europa, il livello si è uniformato. Possiamo fare una considerazione sulla Russia, perché oggettivamente non è facile batterla. E ha inserito due giovani veramente forti: Dmitry Volkov e Egor Kliuka. Due giocatori che Verona ha conosciuto nella finale di Challenge cup contro il Novy Urengoy, dove lei ha pure allenato. Sì, sono proprio loro. Davvero forti. E comunque, tornando al Mondiale, vedo tanto equilibrio. Sono almeno sei le squadre che possono andare a medaglia. Purtroppo non ci sarà Luca Spirito, il palleggiatore di Calzedonia. Luca è un ragazzo molto interessante. L’esclusione dal mondiale, per uno come lui che è in fase di crescita, deve essere preso come uno stimolo. Il ct evidentemente ha fatto delle valutazioni non pensando in prospettiva ma solo all’immediato, anche perché si giocherà in Italia. A prescindere da questo, Spirito sta facendo un bel percorso e dovrà stare molto concentrato adesso. Fa già parte del giro azzurro e questo è molto importante. Tra i giovani promettenti c’è anche il veronese Andrea Argenta. L’ho visto durante i play off, ma devo dire che non lo conosco benissimo. Sembra promettere bene. Con i giovani bisogna avere una grande capacità di lavorarci. E farli crescere nei tempi giusti e con il percorso più adatto a loro. Perché ce ne sono stati tanti che poi si sono persi per strada. Per dire che questi ragazzi o sono dei talenti così evidenti come lo è stato Andrea Giani, o adesso Leon o Giannelli, oppure bisogna lavorare molto bene con loro e creare loro le giuste opportunità, farli giocare e seguirli nello sviluppo. In Italia sono arrivati tanti campioni, ma c’è stato il ritorno anche di grandi allenatori come Julio Velasco. Tornerà anche De Giorgi?. Se si dovessero creare le giuste condizioni di sicuro. Non ci sarebbero problemi, anzi. Io al momento in Polonia sto bene, c’è una pallavolo di alto livello. Per noi allenatori questo è importante e l’Italia è di sicuro un paese dove adesso la qualità nella pallavolo è davvero molto alta. •

Marzio Perbellini
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