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21 settembre 2018

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22.12.2017

«In caso di necessità, Jaeschke opposto»

Nikola Grbic parla alla squadra durante un time out FOTOEXPRESS
Nikola Grbic parla alla squadra durante un time out FOTOEXPRESS

Marzio Perbellini Il primo step è fatto. Calzedonia ha superato agilmente il Kraljevo e accede agli ottavi di coppa Cev dove a metà gennaio (presumibilmente 17 o il 18) affronterà i cechi del Liberec di Jan Stokr. Una squadra alla quale Nikola Grbic penserà più avanti perché ora, dice, c’è da concentrarsi sul match di campionato a Piacenza, l’ultimo del girone di andata. Una partita che si preannuncia difficile e nella quale Verona dovrà evitare i cali di tensione accusati con il Kraljevo nonostante il risultato non sia mai stato minimamente in pericolo nonostante i gialloblù abbiano giocato con una squadra inedita e con tanto turnover. «Sì, pure Thomas (Jaeschke) ha giocato fuori ruolo per lasciare a riposo Tona (Stern). E anche per provare soluzioni diverse in caso ce ne fosse bisogno. E con il Kraljevo era l’occasione ideale per provare. Un ruolo non del tutto nuovo per lui visto che ci ha giocato l’anno scorso nel suo club e qualche volta pure in nazionale». Esperimento riuscito anche se il coach, nonostante la vittoria, non è del tutto soddisfatto. Perché i suoi ragazzi, conquistati i due set necessari a passare il turno, si sono un po’ rilassati. «Bene il passaggio del turno, abbiamo tenuto mentalmente quanto bastava per conquistare gli ottavi, ma meno positivo che siamo un po’ calati e perso un set. Questo», prosegue, «che ci serva da lezione perché dimostra che si può andare in difficoltà anche contro una squadra molto al di sotto del nostro livello. E non è servito nemmeno ricordare continuamente nei time out che i nostri allenamenti hanno un’intensità maggiore di quella che c’era nel match. Ma importante», prosegue, «che i ragazzi alla fine si siano resi conto in campo di cosa si rischia a non giocare al massimo. Io posso metterli in guardia finché voglio, ma se non toccano con mano, se non succede, non ha lo stesso impatto. Spero che sia servito e che ne faremo tesoro. Se abbassi il livello, se fai troppi errori, se non approfitti delle occasioni che ti si presentano, poi alla fine paghi. Come ci è successo nel terzo set». Perché se da una parte è fisiologico, dice, dall’altra potrebbe nascondere una tendenza pericolosa e che potrebbe rivelarsi deleteria contro un avversario di rango. Come sarà, appunto, Piacenza il giorno di Santo Stefano al PalaBanca. Ma Djuric, che avrebbe dovuto giocare, come mai non è sceso in campo? «Ha avuto un risentimento muscolare nell’allenamento di rifinitura», spiega, «e non abbiamo voluto rischiarlo perché un conto è giocare in allenamento dove ti puoi controllare e un conto è in partita. Non è sufficiente stare bene, servono condizione atletica e ritmo gara e sei costretto ad andare sempre al massimo». •

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9
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Fiorentina
7
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7
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Lazio
6
Roma
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Cagliari
5
Atalanta
4
Inter
4
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Empoli
4
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4
Bologna
1
Frosinone
1
Chievoverona
-1
Cagliari - Milan
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Empoli - Lazio
0-1
Frosinone - Sampdoria
0-5
Genoa - Bologna
1-0
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0-1
Juventus - Sassuolo
2-1
Napoli - Fiorentina
1-0
Roma - Chievoverona
2-2
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2-0
Udinese - Torino
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