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23 maggio 2018

Sport

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02.02.2018

«Il nostro valore aggiunto? Una panchina competitiva»

La squadra scende in campo, Nikola Grbic batte il cinque a Nicola Pesaresi FOTOEXPRESS
La squadra scende in campo, Nikola Grbic batte il cinque a Nicola Pesaresi FOTOEXPRESS

Marzio Perbellini Volto disteso, sorridente, Nikola Grbic, alla fine del match con il Liberec per gli ottavi di finale di Cev, appare davvero rilassato. Non aveva dubbi che la sua squadra fosse superiore agli avversari ma, come dice sempre, un conto è la teoria, un altro è il campo. E il campo gli ha dato ragione da vendere. Cechi demoliti e Calzedonia ai quarti di finale dove adesso troverà il Montpellier. Squadra che Verona affronterà circa a metà febbraio (la data non è stata ancora ufficializzata) con la partita di andata in casa. Un passaggio del turno più facile del previsto. Abbiamo fatto un bel lavoro vincendo a casa loro da tre. E psicologicamente questo è stato un gran vantaggio. E qui siamo però stati bravi a metterci in tasca la classificazione vincendo i primi due set. Dopodiché spazio a tutti. Sì, ho voluto fare giocare chi, ultimamente, per infortuni o altro, ha avuto meno possibilità di scendere in campo. Poi, un po' questo, un po' che eravamo qualificati e un po' che abbiamo iniziato a giocare senza paura e siamo finiti ai vantaggi. Nonostante avessimo avuto durante il set la possibilità di chiudere prima. Comunque, in ogni caso, siamo stati bravi a vincere in tre set e a conservare le energie per domenica. Alla vigilia però non sembrava sarebbe stato così semplice. Lo dicevo anche ai ragazzi: non devo essere io a motivarli. L’appuntamento di per sé era importante con in palio il passaggio del turno. Dovevamo vincere per andare avanti. Siamo più forti del Liberec e lo abbiamo dimostrato, soprattutto nel primo match. Anche se, come ho detto mille volte, questo a volte non significa nulla. Essere più forti sulla carta non vuole dire nulla perché devi sempre dimostrarlo in campo. A volte succede che la teoria non coincida con la pratica, essere più forti non è sufficiente: se non giochi bene non vinci oppure fatichi molto. Per questo io do sempre molta importanza al nostro gioco e a quello che otteniamo. Non importa chi gioca, con quale sestetto, il nostro approccio deve essere sempre lo stesso fino all’ultimo pallone, questo serve per migliorare individualmente e come squadra. Buone risposte anche dalla panchina, in alcuni attacchi si è visto il vecchio Djuric. Sì, servirà tempo. Mitar è un giocatore molto importante per noi ed è ovvio che non avendolo avuto per sei mesi, servirà pazienza a lui ma anche alla squadra per trovare le giuste alchimie. E sono contento di averlo visto fare alcune cose, avere alcune fiammata da vecchio Djuric. Maar finalmente è recuperato? Sì, finalmente si sta allenando a pieno regime, sta bene, l’infortunio al piede è guarito anche se non è al cento per cento e gli servirà, pure a lui, un po’ di tempo per trovare ritmo partita. Anche se Manavi sta giocando molto bene. Ma non solo lui, anche Stern sta andando benissimo. Per fortuna abbiamo una panchina molto lunga, è un valore aggiunto per la squadra. E semmai una difficoltà in più per me per scegliere chi fare giocare. Ma questo per un allenatore è il male minore. L’unico che non è entrato in campo contro il Liberec (a parte Mengozzi infortunato) è stato Paolucci. Sì, da due giorni ha qualche problema con la schiena e allora non volevo mettere in difficoltà né lui né la squadra visto che nel terzo set giocavamo punto a punto ed era meglio non rischiare. •

Marzio Perbellini
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
95
Napoli
91
Roma
77
Lazio
72
Inter
72
Milan
64
Atalanta
60
Fiorentina
57
Torino
54
Sampdoria
54
Sassuolo
43
Genoa
41
Udinese
40
Chievoverona
40
Bologna
39
Cagliari
39
Spal
38
Crotone
35
Hellas Verona
25
Benevento
21
Cagliari - Atalanta
1-0
Chievoverona - Benevento
1-0
Genoa - Torino
1-2
Juventus - Hellas Verona
2-1
Lazio - Inter
2-3
Milan - Fiorentina
5-1
Napoli - Crotone
2-1
Sassuolo - Roma
0-1
Spal - Sampdoria
3-1
Udinese - Bologna
1-0