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18 ottobre 2018

Sport

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30.01.2018

Calzedonia cresce con un D’Amico in più

Giancarlo D’Amico, il vice allenatore di Calzedonia FOTOEXPRESS
Giancarlo D’Amico, il vice allenatore di Calzedonia FOTOEXPRESS

Marzio Perbellini Due facce della stessa medaglia, complementari e diversissimi. Se coach Nikola Grbic sembra un altero generale di ferro, che tempra e fa crescere la squadra, il vice Giancarlo D'Amico, invece, appare più come un uomo che vive con la truppa: espansivo, scherzoso e vicino ai ragazzi. Che incita senza sosta durante la partita e che accoglie e accompagna ad uno, uno quando entrano o escono dal campo. Per tutti una parola e una pacca sulla spalla. Arrivato alla Bluvolley quest'anno dopo le due stagioni alla Lube come vice di Blengini, ha trovato la sua casa a Verona: in perfetta sintonia con Grbic, con la società e con il gruppo, di cui lui è uno degli ingredienti fondamentali del collante. Siamo a metà del girone di ritorno, come sta andando questa esperienza a Verona? Molto bene, sia con la società sia con lo staff tecnico. Sono davvero felice di essere qui. Mancano sette partite alla fine della regular season, quali sono gli ostacoli maggiori che incontrerà Calzedonia? Intanto bisogna tenere presente la forza di Trento che oltre ad avere vinto con noi ha conquistato il quarto posto ed è in crescita. Noi dobbiamo tentare quanto più possibile di rifare i punti conquistati all'andata magari aggiungendone qualcuno in più. Dovremo tentare di fare risultati importanti contro Milano e contro Piacenza. Mancano ancora tante giornate e non tutto dipende da noi perché ci sono tante variabili e tanti incroci che possono aiutare oppure rallentare. Il quarto posto è un obiettivo alla nostra portata, non dobbiamo nasconderci e restando con i piedi per terra dobbiamo perseguire questa meta che sarebbe molto utile in ottica play off. Punti di forza di Calzedonia? E dove dovrebbe migliorare? In questo momento il pregio più grande è la forza del gruppo. È molto, molto unito. E si è visto da come ha affrontato i diversi infortuni: il sestetto praticamente non è mai stato lo stesso, ma indipendentemente da chi c’era in campo la squadra dava risultati. Tra le cose che migliorerei, invece, direi la pazienza. Spesso e volentieri il nostro contrattacco è poco incisivo perché c’è troppa fretta di chiudere il colpo e spesso commettiamo troppi errori. Con i giocatori hai instaurato un rapporto molto stretto: li inciti, li abbracci, fai sentire molto la tua presenza. Sì, è un po’ la mia caratteristica. A me piace fare da collante tra i vari livelli. Non ci deve essere una gran differenza tra staff tecnico e squadra. Parlo con i ragazzi stando al loro livello. E anche durante la partita, nei momenti più caldi o difficili, la mia presenza voglio sempre farla sentire. Forse apparentemente sembro diverso da Nikola, ma in realtà anche lui ha un rapporto molto stretto con i giocatori. Per me siamo una famiglia e il problema di uno è il problema di tutti. Ora c’è il Liberec, che partita ti aspetti? È una squadra che conosco bene, l’ ho affrontata due volte in Champions quando ero alla Lube. Gioca una buona pallavolo e si è rinforzata con Stokr. Non mi ha sorpreso che abbiano vinto il primo set con noi perché possono fare male. Sarà una gara dura, anche considerando la presenza di Spravka, ha carattere e bravo in tutti i fondamentali. Guai a prenderla sotto gamba. Sarebbe un errore tremendo. Occhi aperti e piedi ben saldi per terra. •

Marzio Perbellini
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14
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5
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1
Chievoverona
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2-0
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1-3
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Torino - Frosinone
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Udinese - Juventus
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