Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
11 dicembre 2018

Sport

Chiudi

24.04.2013

«Cacia è grande ma i miei 17 gol ne valgono 25»

Nicola Ciccolo in azione con la maglia dell'Hellas. L'attaccante segnò 17 gol nel '62-'63
Nicola Ciccolo in azione con la maglia dell'Hellas. L'attaccante segnò 17 gol nel '62-'63

Anche lui aveva il gol dentro. Come Cacia. Viveva un altro mondo Nicola Ciccolo, attore protagonista anche della grande Inter di Helenio Herrera. Stella del Verona dei primi Anni Sessanta.   Ne mandò in porta 17 mezzo secolo fa. Adesso c'è Cacia, nella storia per quei 20 che nessuno in 110 anni di Hellas ha mai segnato in un campionato. Chapeau, Daniele. I numeri sono numeri. Pure Ciccolo annuisce, pur difendendo il pallone di una volta. Quello a lui più caro. Quello ormai quasi preistorico.  «Bravo, anche se raffrontare due ere diverse non è mai giustissimo. Ogni calcio ha la sua epoca».

La coppia Ciccolo-Cacia la ispira?
«Oddio, io ero uno veloce e lui un uomo d'area. Staremmo bene sì insieme, anche se il grosso del lavoro dovrei farlo io».

Esattamente cinquant'anni fa ne segnò 17 col Verona...
«E senza battere un rigore. In serie B, come questo Hellas. Al Vecchio Bentegodi, in piazza Cittadella. Altri tempi. Allora giocavi perché lo meritavi, adesso il pallone è dei procuratori. Mica dei calciatori o degli allenatori. Sei alto uno e novanta e ti dicono che ci pensano loro a farti diventare bravo. Segni due o tre gol e tutti a dire che è nata una nuova stella. Non ci siamo».

Quanto valgono quei 17 gol nel calcio di oggi?
«Un amico giornalista mi ha suggerito dai 25 ai 30, con gente come Maioli e Cera, col gioco di oggi, il sottoscritto andrebbe a nozze».

L'attaccante di oggi è favorito rispetto ai suoi tempi?
«Ma scherza? Una volta il tuo marcatore ti seguiva ovunque. Una volta per liberarmi feci finta di andare a parlare con l'allenatore. Lui mi venne dietro comunque. Allora gli dissi: “Parlo col mio mister, mica scappo. Almeno questo si può?”. Sapete come mi rispose? “Parla pure, faccio finita di non sentire io”. I difensori ti rincorrevano anche in bagno, altro che spazi larghi e fuorigioco quasi a metà campo. E vogliamo parlare dei palloni? I nostri, quand'erano bagnati, pesavano cinque chili. Mica come quelli di oggi che vanno a destra e a sinistra».

E i 20 gol di Cacia quanti sono in serie A?
«Non più di sette-otto. La differenza è tanta. È un altro calcio, un'altra musica. Lo sarà per Cacia ma lo sarà anche per il Verona. Il primo anno puoi vivere d'entusiasmo, magari cambiare poco. Dal secondo invece devi cominciare a fare attenzione. La serie A è un altro pianeta».

È immarcabile Cacia in serie B?
«Vede, in B vedo giocatori molto ingenui. Il livello è quello che è. Cacia è comunque bravissimo, sa come trovare il gol».

Fosse l'allenatore suo avversario a chi lo affiderebbe per stare al sicuro?
«Certi discorsi adesso non li fai più, ormai ci si difende di squadra. Se potessi scegliere fra quelli del passato direi Tarcisio Burgnich, con lui Cacia la palla l'avrebbe rivista negli spogliatoi. È stato mio compagno all'Inter, quando giocavamo contro la Juve la prima mossa di Herrera era Burgnich su Sivori. Vi assicuro che con quello anche uno come Sivori di palloni ne vedeva pochi».

Come va servito Cacia?
«Lui predilige i cross, i tagli, sa attaccare l'area piccola molto bene. Non l'ho visto tantissime volte, ma capisci subito chi hai davanti. Sa muoversi, è furbo. Come un vero attaccante. Un opportunista, ma non basta. Certe qualità emergono quando attorno hai una grossa squadra. E il Verona lo è».

Quindi l'Hellas andrà in serie A?
«Il Sassuolo è già promosso, il secondo posto è Livorno contro Verona. Capire cosa succederà da qui alla fine è però davvero impossibile. Magari ci saranno i playoff. E sarà un'altra storia, a quel punto la differenza la farà il modo in cui ci arrivi. Perché a questo punto della stagione le energie sono agli sgoccioli».

A chi assomiglia Cacia fra i top della serie A?
«A Matri, hanno caratteristiche simili. Ho visto il secondo gol che ha segnato col Brescia. Ci ha creduto, ha capito che qualcosa poteva succedere. Per me le punte devono fare le punte. Tutto diverso invece ora, gli attaccanti devono tornare e mi tocca vedere Eto'o fare nell'Inter di Mourinho. Tempi che cambiano».

Avesse davanti Cacia che gli direbbe?
«Che a trent'anni magari non sei più al massimo, per questo è importante giocare di più la palla, aiutare di più i compagni, partecipare di più alla manovra. Soprattutto in serie A sarà una condizione essenziale».

Alessandro De Pietro
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
43
Napoli
35
Inter
29
Milan
26
Lazio
25
Torino
22
Atalanta
21
Roma
21
Sassuolo
21
Parma
21
Sampdoria
20
Fiorentina
19
Cagliari
17
Empoli
16
Genoa
16
Spal
15
Udinese
13
Bologna
11
Frosinone
8
Chievoverona
3
Cagliari - Roma
2-2
Empoli - Bologna
2-1
Genoa - Spal
1-1
Juventus - Inter
1-0
Lazio - Sampdoria
2-2
Milan - Torino
0-0
Napoli - Frosinone
4-0
Parma - Chievoverona
1-1
Sassuolo - Fiorentina
3-3
Udinese - Atalanta
1-3