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15 dicembre 2018

Sport

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13.06.2009

«C'è un patto per rilanciare il Verona»


 Antonio Terracciano sarà il supervisore del settore giovanile dell'Hellas e coordinatore dell'area tecnica FOTOSERVIZIO EXPRESS
Antonio Terracciano sarà il supervisore del settore giovanile dell'Hellas e coordinatore dell'area tecnica FOTOSERVIZIO EXPRESS

Terraciano o Terracciano? «Terracciano, Terracciano, con due C, ma ormai è una battaglia persa...». Sorride l'ex centrocampista del Verona ora supervisore del settore giovanile gialloblù. Da anni Antonio Terracciano è il braccio destro di Giovanni Martinelli, prima al Castelnuovosandrà ora all'Hellas. «L'investitura ufficiale è arrivata pochi giorni, quando hanno presentato Nereo Bonato - spiega - ma ormai lavoro in sede da qualche mese e un'idea della situazione me la sono fatta...»
Continua il feeling con Martinelli...
«Ci siamo incontrati per caso. Quando ho smesso di giocare ho avviato un'attività industriale, vendo macchine per pulizie industriali. Al presidente serviva una macchina in un'azienda, così ci siamo incontrati... Poi ha voluto rivedermi, abbiamo preso un caffè insieme, è iniziata la nostra collaborazione quando il Sandrà di Martinelli si è fuso con il Castelnuovo. Ho fatto il direttore sportivo, l'allenatore, il responsabile del settore giovanile. Un'esperienza incredibile».
Chi è Martinelli?
«Un grande appassionato di calcio. Un imprenditore capace ma sensibile che sa commuoversi per la vittoria del Castelnuovo sul Cavazzale. Lui vive per il calcio. Anche adesso, anche se è diventato il presidente del Verona. Domenica scorsa è stato a Legnago al mattino per seguire i pulcini dell'Hellas, nel pomeriggio a Sommacampagna a vedere lo spareggio di serie D... ».
Come sarà il Verona di Martinelli?
«Questo dovete chiederlo al presidente e a Nereo Bonato ma io li conosco bene e posso dire che questa squadra non resterà in Lega Pro per vivacchiare. C'è un patto tra di noi, sappiamo che dobbiamo lavorare per riportare l'Hellas in alto, per rilanciare la società e la squadra, per riportare entusiasmo tra i tifosi. Siamo di Verona e viviamo a Verona, sappiamo anche che i proclami non servono più è il momento dei fatti».
Ma il calcio è fatto di risultati...
«Per questo le parole non servono. Una palla dentro o fuori, un palo, un errore a due passi dalla porta possono cambiare una stagione. Bonato è stato chiaro alla presentazione. Qui c'è un budget stabilito e un progetto chiaro per riportare l'Hellas in alto in tre anni, se centriamo l'obiettivo prima... meglio per tutti».
Cosa farà Terracciano?
«Bonato mi ha definito supervisore del settore giovanile e coordinatore dell'area tecnica. Vuol dire tutto o niente, vuol dire che devo lavorare per il Verona anche se la mia attenzione, in questo momento, è rivolta soprattutto al vivaio. Tra l'altro sono state interpretate male alcune mie dichiarazioni proprio sul settore giovanile».
Cos'è successo?
«Non ho mai bocciato il lavoro fatto dai dirigenti che hanno lavorato al Verona prima di noi. Anzi. Hanno fatto grandi cose in condizioni disagiate, hanno messo le basi. Adesso noi dobbiamo andare avanti, rafforzare le squadre, allargare il raggio d'azione. Ho già impostato il lavoro per una scuola calcio con 80 bambini iscritti, per le selezioni dei ragazzini del 2000 o del 2001, ho dato disposizioni per l'acquisto di pulmini che potranno caricare i nostri atleti in giro per la provincia. Anche così si può creare un circolo virtuoso».
E Terracciano che calcio vorrebbe?
«Premetto che mi adeguo a quello che vedo, all'ambiente che frequento ma vorrei che nel mondo del pallone ci fosse ancora un po' di poesia, quella che respiravo nell'anno dello scudetto dell'Hellas. Ho fatto nove panchine, non sono mai entrato in campo ma ricordo la vittoria di Roma con la Lazio, il pari di Torino con la Juve... Bagnoli, al martedì, non diceva praticamente nulla per commentare la partita, la squadra era stata perfetta, in linea con le idee dell'allenatore».
E la famiglia come ha preso il ritorno di Terracciano all'Hellas?
«Ho una famiglia sportiva. Mia moglie Alessandra ha fatto atletica, i miei bimbi Niccolò e Filippo giocano a calcio con passione, mia figlia Beatrice mi ha sempre seguito fin da piccola sui campi. Sono contenti anche se mi vedranno un po' meno».
Luca Mantovani

Luca Mantovani
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