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24 gennaio 2018

Spettacoli

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20.12.2017

Masterchef si veste di rosa Chef Antonia tra i giurati

La chef Antonia Klugmann è una dei quattro giurati della settima edizione di Masterchef
La chef Antonia Klugmann è una dei quattro giurati della settima edizione di Masterchef

MILANO La novità della settima edizione italiana di Marterchef si chiama Antonia Klugmann, la chef nuova entrata in giuria che sostituisce Carlo Cracco. Al via giovedì su Sky Uno HD, con i confermati Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Antonino Cannavacciuolo, il format tv dedicato a fornelli e dintorni. «Antonia ha portato aria nuova al programma», ha detto Barbieri, «e noi tre ci siamo divertiti. Abbiamo anche voluto testarla trattandola non proprio bene, ma sempre in maniera giocosa». Triestina di nascita e friulana d’adozione, la Klugmann aveva già partecipato come ospite nella finale della quinta edizione del programma televisivo. «Sono abituata ad essere in minoranza», ha raccontato la chef, «perchè le cucine dei ristoranti, in particolare in Italia, sono sempre a maggioranza maschile. C’è una questione femminile anche nelle grandi cucine, ma il bello di questo lavoro è che non ci sono differenze di genere quando presenti il tuo piatto in tavola. La cucina per me è un luogo di grande libertà e Masterchef è un grande gioco». Legata alla cucina della sua terra, un ristorante aperto a soli 26 anni e poi tre anni fa un altro inaugurato a Vencò, provincia di Gorizia, la Klugmann ha le idee chiare su quello che le porterà l’avventura di Masterchef. «Mi reputo una persona coerente, la mia intenzione è quella di rimanere nel Collio, con il mio ristorante da quindici, massimo venti, coperti. Masterchef sarà l’occasione per crescere professionalmente». Il posto da giudice lo ha ereditato da Carlo Cracco, alle prese con un programma tutto suo e che di recente ha dovuto fare i conti con la revoca alla sua cucina di una stella Michelin. «Le guide sono molto importanti per il nostro lavoro», ha detto a proposito Cannavacciuolo, «e le stelle si prendono e si perdono. È capitato anche ad altri che non facevano televisione, quindi le due cose non sono collegate». Simile, a tal proposito anche il parere anche di Bruno Barbieri, lo chef bolognese: «Carlo ha il merito di aver raccontato una fetta importante della cucina italiana e il momento in cui ti danno o ti tolgono una stella è quello in cui un cuoco si trova a farsi delle domande. Può anche uno stimolo per darci dentro e fare ancora meglio». •

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