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22 luglio 2018

Spettacoli

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08.12.2017

Dopo 30 anni
Arbore rilancia
«Indietro tutta»

Renzo Arbore sarà affiancato da Andrea Delogu  e Nino Frassica
Renzo Arbore sarà affiancato da Andrea Delogu e Nino Frassica

ROMA Trent’anni fa «Indietro tutta» smontava con l’umorismo e l’improvvisazione, «per dirla tecnicamente, con il cazzeggio», stereotipi e falsi miti della tv commerciale. Oggi Renzo Arbore riprende quel modello di «tv che resta, l’opposto della fast tv, della tv usa e getta» e la racconta ai millennials, insieme con il sodale Nino Frassica, in due serate evento, «Indietro tutta 30 e l’ode», il 13 e il 20 dicembre in prime time su Rai 2. Ma nonostante il clima di festa, in conferenza stampa Arbore sfoga la sua amarezza verso la Rai e non risparmia una frecciata al direttore generale Mario Orfeo. «Uno dei motivi per cui non ho fatto tanta Rai in questi anni è perchè la Rai non mi ha chiamato, non mi ha corteggiato abbastanza. Avranno pensato che ormai mi ero dedicato alla musica o che ero rimbambito. A dire la verità uno dei vecchi direttori, Campo Dall’Orto, mi ha chiamato andando via e mi ha detto mi dispiace che non siamo incontrati.

 

Quello nuovo, lo sto ancora aspettando. Spero che venga a trovarci. Sarebbe giusto onorare la tv d’autore, che era la più bella del mondo». Una doccia fredda per l’azienda, che si affretta a precisare che Orfeo ha firmato il contratto per Arbore e lo ha incontrato due volte. «Il dg ha avuto un imprevisto, ma ci saluta», spiega il direttore di Rai2 Andrea Fabiano. Ma intanto, incalzato dai cronisti, Arbore sottolinea che l’oblio della Rai dura «da tempo immemorabile, da quando - spiega - sono in giro con l’Orchestra italiana. Qualche volta ho chiesto io appuntamento, ma non me l’hanno dato. Ora mi hanno chiamato e sono tornato». E rivendica di essere «l’unico a non aver mai tradito la Rai, andando altrove, anche se a suo tempo ebbi offerte molto sostanziose. Sono affezionato a questa azienda, per la quale ho creato tre format per la radio e 15 per la tv». Un nuovo format è anche «Indietro tutta trenta e l’ode».

 

«Non abbiamo voluto fare un programma nostalgia, ne una reunion di combattenti e reduci invecchiati di trent’anni. La formula è quella già sperimentata nelle università, dove studiano i miei programmi, da «Bandiera gialla» a «Indietro tutta». Abbiamo messo su una sorta di Dams in cui spieghiamo ai millennials perchè quel tipo di umorismo può funzionare ancora». A tenere le fila del racconto sarà Andrea Delogu: «È una bravissima professoressa, che ha studiato molto più di noi. Si rivedranno spezzoni di quelle 65 puntate che dopo le 45 di «Quelli della notte» furono un triplo salto mortale: inventammo uno show tutto diverso, senza ospiti, fatta eccezione per il grande amico Massimo Troisi, basato sull’improvvisazione, sul jazz della parola». «Oggi - gli fa eco Frassica - ti danno solo pochi minuti per improvvisare, allora si andava avanti per un’ora». Andrea Delogu, che ha 35 anni, «Indietro tutta» l’ha visto «da bambina ma in videocassetta. Ai miei genitori dicevo: voglio lavorare in tv, diventare così. E mia madre rispondeva: quando ti chiamerà Arbore lo farai. Come a dire, non accadrà mai, e invece è successo». Il 14 dicembre 1987 «Indietro tutta» debuttò in seconda serata con una media di 4,9 milioni di spettatori e del 29,4 per cento di share. Tre mesi dopo, l’11 marzo 1988, l’ultima puntata ottenne 9,5 milioni e il 50,4 per cento. Numeri forse irripetibili, «ma più dell’Auditel - ribadisce Arbore - contano il gradimento, la stima, l’ammirazione. Il punto è arricchire il pubblico». •

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