21 febbraio 2019

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31.12.2019

Das Boot, il viaggio inaugurale del sommergibile di Hitler

I protagonisti della serie Das Boot, dal 4 gennaio su Sky Atlantic
I protagonisti della serie Das Boot, dal 4 gennaio su Sky Atlantic

La brutale realtà della vita durante la seconda guerra mondiale, tra scelte, sopravvivenza, tormenti emotivi: dopo il successo di Babylon Berlin, Sky Atlantic inaugura il 2019 con Das Boot, otto episodi in onda dal 4 gennaio in prima serata. Siamo nell’autunno del 1942 nella Francia occupata: il sommergibile U-612 è pronto per il suo viaggio inaugurale e si prepara ad affrontare il conflitto con i giovani membri dell’equipaggio, incluso il nuovo comandante, Klaus Hoffmann (Rick Okon). I 40 uomini intraprendono così la loro prima missione, lottando con le condizioni anguste e claustrofobiche della vita sott’acqua. Le loro personalità sono spinte al limite, mentre le tensioni aumentano e i legami di lealtà iniziano a frantumarsi. Nel frattempo, al porto di La Rochelle, il mondo di Simone Strasser (Vicky Krieps) sfugge al suo controllo: travolta da una pericolosa liaison, un amore proibito, è combattuta tra la sua lealtà per la Germania e la Resistenza e si trova a mettere in discussione tutto. «È finito il tempo in cui erano solo gli Stati Uniti a sfornare serie tv di successo», ha sottolineato il regista, Andreas Prochaska, «ormai in Europa si producono serie molto amate dal pubblico e questa è già stata venduta in 100 Paesi tra cui la stessa America. Si è formato uno stile, un genere molto richiesto sul mercato che sta interessando tutti i Paesi». In Germania la serie è stata un grande successo: «Forse perchè il tema dell’occupazione nazista in Europa è ancora forte, non solo per i tedeschi, ma per tutti. O anche per le atmosfere del film ad episodi, quasi tutti ambientati nell’angusto e claustrofobico sommergibile U-612, vissuto dalla Germania di allora, nel 1942, come un perfetto prodotto dell’alta ingegneria tedesca». Prochaska ha spiegato di essersi ispirato all’omonimo romanzo di Lothar-Gunther Buchleim, nonchè al celebre film del 1981 U-Boot 96 di Wolfgang Petersen, che ottenne sei nomination all’Oscar nel 1983. Il film è in fase di traduzione in diverse lingue, «cosa non facile - ha detto ancora il regista - perchè i protagonisti parlano tedesco, francese e inglese. Un elemento, il multilinguismo, importante anche sotto un profilo contenutistico». •

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