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20 aprile 2018

Spettacoli

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28.12.2017

Carlo Conti riassapora il vintage «Ieri e oggi»? Che nostalgia la tv

Carlo Conti con Rita Pavone ed Enrico Montesano, protagonisti della prima puntata di «Ieri e oggi»
Carlo Conti con Rita Pavone ed Enrico Montesano, protagonisti della prima puntata di «Ieri e oggi»

ROMA «Una meravigliosa libertà per far ritrovare la tv del passato a chi l’ha vissuta e farne scoprire il valore al pubblico più giovane»: è il senso che Carlo Conti dà al ritorno in tv con «Ieri e oggi», dal 5 gennaio su Rai3 per cinque puntate in seconda serata. Una spolverata a un classico Rai nato 50 anni fa e andato in onda per 9 edizioni e 120 puntate dal 1967 al 1980, presentato, fra gli altri, da Lelio Luttazzi, Mike Bongiorno e Luciano Salce con ospiti, negli anni, come come Mina, Peppino De Filippo, Monica Vitti, Nino Manfredi, Francesca Bertini, Giorgio Albertazzi, Virna Lisi, Adriano Celentano, Johnny Dorelli e Paola Borboni. La formula unisce una coppia di ospiti (nella nuova edizione si comincia con Enrico Montesano e Rita Pavone, poi Carlo Verdone/Iva Zanicchi), filmati d’archivio e chiacchiere sul passato e presente pensando anche al futuro. Un nuovo impegno «vintage» per Conti, bandiera del servizio pubblico, che orchestrerà in primavera anche il ritorno a casa di un altro classico come La corrida, con un’anteprima su Radio2 e poi su Rai1. Senza dimenticare la trasferta il 13 aprile al Beacon Theatre di New York per una data dello spettacolo con Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello («avevamo pensato di fare il manifesto con un ciuffo alla Trump ma ci sembrava troppo»), la staffetta che continua con Frizzi a L’eredità, un cameo in Don Matteo e la conduzione dei David di Donatello, di nuovo in Rai dopo due anni su Sky. «Noi conduttori cinquantenni di oggi abbiamo nel dna, anche inconsciamente, qualcosa dei grandi che ci hanno insegnato a fare tv come Corrado, Tortora, Baudo, Mike Bongiorno, Arbore», dice Conti. «Tutte sfaccettature che ognuno trasforma nella propria storia». E il successo della tv vintage? «È basata su idee forti. Fa più effetto se lo vediamo in televisione e magari pensiamo meno che al cinema fanno l’ennesima versione de l’Assassinio sull’Orient Express o di Star Wars. Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma». Poi «alcune di quelle idee le attualizzi, altre sono forti lasciandole come sono. È il caso di Ieri e oggi: raccontare con una chiacchierata cosa ha fatto un artista è un’idea che non ha tempo», spiega Conti, contento anche di «tornare a lavorare con Paolo Beldì, un mostro sacro della regia televisiva». Nella prima puntata risulta riuscito il mix di racconto e immagini con Rita Pavone e Enrico Montesano, in un fiume di aneddoti e filmati, come il debutto televisivo della cantante 17enne, nel 1962, cantando La partita di pallone in braccio a un giovanissimo Gianni Morandi o le performance di Montesano con maestri come Alighiero Noschese e Gabriella Ferri. Nelle coppie che per le prossime settimane «mi piacerebbe anche coinvolgere Fabrizio (Frizzi), Antonella (Clerici), Fazio», aggiunge il conduttore. «Colleghi che hanno fatto la tv negli ultimi 30 anni». La gioia di questo programma «è anche quella di andare senza copione, guidati solo dal racconto». Pensando alla Corrida invece «sarà in primo piano anche il rispetto di chi viene a proporsi. La grandezza di Corrado era proprio saper ironizzare ma con grande eleganza». Non manca una domanda sui suoi tre anni a Sanremo: «Ho sempre cercato di fare la messa, di rispettare l’anima del Festival, una gara di canzoni, con un po’ di spettacolo intorno. Fra le medagliette di merito, c’è quella d’aver riportato i giovani in prima serata. Da lì sono partite meravigliose realtà come Caccamo, Ermal Meta e Gabbani. E anche l’operazione de Il volo è stata forte perché ha contribuito a riportare il marchio Sanremo in tutto il mondo». E com’è andato invece il cameo in Don Matteo? «Faccio me stesso e recito male anche quello», dice sorridendo. «Ho capito che la parte d’attore non fa per me». •

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