19 febbraio 2019

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06.01.2019

Alessio Boni “prof. bastardo” «Ai giovani bisogna dire no»

Alessio Boni interpreta un severo professore del Conservatorio
Alessio Boni interpreta un severo professore del Conservatorio

Di pacche sulle spalle non se ne può più: i ragazzi per diventare grandi hanno bisogno di ’no’ e non di ’poverino’. È il credo di Luca Marioni, alias ’Il bastardo’, il temuto e venerato professore del conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, interpretato da Alessio Boni, attorno al quale ruotano i sette giovanissimi musicisti protagonisti della nuova serie di Rai 1 ’La compagnia del cigno’, in onda dal 7 gennaio per sei serate. «Luca Marioni è serio, severo, non concede sconti, è uno che crede molto nella materia che insegna», racconta Alessio Boni,«la musica per lui è un’opera d’arte e l’arte non ammette mediocrità: non puoi arrivare svogliato e suonare il violino con il braccio sinistro perchè hai le paturnie o ti sei lasciata con il fidanzato, non puoi dare la metà della metà. Marioni esige tutto e lo esige sempre perchè quello che insegna ai ragazzi è che solo così potranno riuscire nella vita reale: questo è Marioni ed è bellissimo - sottolinea l’attore - dice i suoi concetti in modo severo e austero, ma sono giustissimi e meravigliosi». Per Boni, infatti, insegnamenti come quello del professore, «possono dare solo aiuto a ragazzi di 16-17 anni che hanno bisogno dei no, non hanno solo bisogno delle pacche sulle spalle e dei poverino: chi ti dà una pacca sulla spalla se ne lava le mani, non ti aiuta, non ti dice la verità, non fa il tuo bene, perchè fuori la vita è mille volte più spietata». Quello in ’La compagnia del cigno’ è stato un lavoro molto intenso per Boni: «raramente mi sento così contagiato in progetti e personaggi: la musica, la dedizione e il talento sono una cosa rara e non è vero che i giovani non hanno voglia, se tenuti nelle mani di un grande maestro tengono duro, non mollano, ti contagiano con la loro energia». Ai più giovani, Boni dà un consiglio: «Amate l’arte perchè è tra le menzogne quella che mente di meno». Lui della sua professione, ha fatto una missione, costellata anche di tanti no: «adoro tutti i personaggi che ho scelto e interpretato, perchè in una carriera sono più i no che i sì e se li ho scelti è perchè li ho adorati». Tra i tanti ruoli interpretati, ce n’è uno che gli sta a cuore: «ricordo Matteo Carati di ’La meglio gioventù’ come un fratello minore che se ne è andato». •

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