21 febbraio 2019

Spettacoli

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11.03.2016

«Souffle de danse»
La danza si fa in tre

«Souffle de danse»
«Souffle de danse»

Tre coreografie in un unico spettacolo. Questa sera alle 20,45 ritorna la danza al Camploy e di scena alla rassegna L’Altro Teatro c'è il Teatro di Brest con Souffle de Danse, una trilogia di balletti a firma di altrettante coreografe, la svizzera Lucie Eidenbenz, la francese Marie Coquil e l’italiana Monica Secco. Apre la serata Wilder Tanze di Lucie Eidenbenz. La danzatrice, autrice del recente Flaaaash, si è formata vive e lavora a Ginevra. Ha studiato a Losanna, poi a Montpellier con Mathilde Monnier. Sua specificità creativa sono le contaminazioni tra danza, musica e cinema. Tra le collaborazioni più importanti ci sono quelle con Laura Kalauz, Sonja Augart o Maya Boesch. Wilder Tanze è una reinterpretazione di danze folcloriche di vari luoghi ed etnie partendo dalle tradizioni del Sudafrica (dove è nata e cresciuta la coreografa) e arrivando alla Svizzera dove vive la nonna di Lucie.

Segue Le baiser di Marie Coquil (creato nel 1996 dalla stessa Coquil) che mette al centro della creazione il bacio, come punto di incontro e di inizio per uno spettacolo. La coreografia del corpo, la gestione del tempo e dello spazio sono per Marie Coquil terreno di ricerca da più di trenta anni. Ne Le basier parole e testo raccontano diversi baci attraverso una successione di momenti, domande «per sfidare lo spettatore nella propria esperienza del bacio». Il bacio è un gesto universale che ha «intimità e coinvolgimento emotivo», la coreografia ne evoca la creazione sottolineandone le componenti: amore carnale, passione l'amore, la reciprocità, di incontro.

Chiude la serata Il senso delle cose sta dietro la polvere di Monica Secco. La danzatrice e coreografa torinese è nota al pubblico della danza per Sotto il sole un percorso a metà strada fra corpo fisico e corpo etereo. Questo suo nuovo lavoro è uno studio sul nonsense quotidiano dei gesti, dei sentimenti e delle ordinarie follie che a volte sono dietro il velo delle convenzioni. «Tutto esiste e si rivela, ogni esperienza, ogni incontro ha un significato preciso nella vita. Nulla è casuale e, se togli la polvere dagli occhi puoi cominciare a vedere», scrive Monica Secco.

Il lavoro è anche una personalissima e sottile riflessione sulla donna attuale, contemporanea. Una specie di Nikita, che cede alle nevrosi femminili e alle paure. La donna umana, mortale, alla ricerca della cedevolezza della femminilità. «Come un grande cerchio, contenitore in cui sono fusi elementi positivi e negativi dell’inconscio che include in sé ogni mutamento dell’animo umano».

Biglietti a 14 euro (12 euro ridotto over 65 e 10 euro ridotto under 30).

Simone Azzoni
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