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12 novembre 2018

Spettacoli

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12.08.2018

Paul Taylor Company la danza «born in the Usa»

Paul Taylor Dance Company in «Promethean Fire»
Paul Taylor Dance Company in «Promethean Fire»

La danza born in the Usa continua a dominare la scena nell’ambito della settantesima Estate Teatrale Veronese. E dopo la maratona Momix il Teatro Romano si prepara a ospitare, per la prima volta a Verona il 17 e 18 agosto, la Paul Taylor Dance Company. La compagnia, ora fondazione, è stato creato nel 1954 da Pau Taylor, considerato da larga parte della critica il più grande coreografo americano vivente. “Paul Taylor fa penetrare il sole all’interno della danza”, aveva scritto la giornalista e critica Laura Shapiro a proposito del suo lavoro, descrivendo bene la fluidità e la densità di energia che si sprigionano come un flusso continuo durante ogni performance da lui ideata. E nelle coreografie, oltre 140 ormai in più di sessant’anni di attività, si riconoscono le suggestioni che derivano dal mondo della danza ma non solo. Taylor, classe 1930, ha alle spalle infatti una gioventù che lo ha visto campione di nuoto, studioso di pittura e frequentatore di gallerie d’arte, allievo della Julliard School e della Metropolitan Opera, e partner di mostri sacri della danza, come Martha Graham di cui fu allievo e Merce Cunningham. Delle esperienze sportive e artistiche a tutto tondo Taylor ha portato nel mondo della danza il gusto per l’atletismo e i movimenti puliti e forti, ma anche la volontà di valorizzare l’individualità dei danzatori e insieme l’energia che deriva dalla coralità. A Verona sono in programma tre capolavori del suo repertorio: Cloven Kingdom del 1976, con uno spaccato sulla doppia natura dei danzatori in eleganti abiti jersey e frac e un finale a sorpresa; Piazzolla Caldera del 1997, che rivisita il tango ricercandone i più reconditi istinti e assimila le donne e gli uomini che lo danzano a predatori sessuali che difendono il proprio territorio. E per finire, Promethean Fire, toccante coreografia commissionata a Taylor all’indomani dell’11 settembre, che evoca speciali dimensioni spirituali. •

Silvia Allegri
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