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11 dicembre 2017

Spettacoli

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20.07.2017

Le «Baruffe Chiozzotte»
fra divertimento e fantasia

Debutto ieri sera al Teatro Romano per «Le baruffe chiozzotte», con la regia di Paolo Valerio
Debutto ieri sera al Teatro Romano per «Le baruffe chiozzotte», con la regia di Paolo Valerio

Aria e luce. Immaginazione e divertimento: elegante, leggero. Le «Baruffe Chiozzotte» al Romano firmate da Paolo Valerio sono un lavoro sognante, diverso dalla versione neorealista e un po' malinconica di Strehler. Forse c'è un inevitabile rimando per i teli con cui Antonio Panzuto ha avvolto e protetto come vecchi mobili le parole dei chioggiotti.

Qui sono un riverbero bianco che diffonde luminosità e si tinge irrimediabilmente di rosa, il colore di quelle donne che “se no parla le crepa”.

E poi ci sono quelle sedie su cui accasciarsi ai lati della scena finché altri portano avanti la tartana dello spettacolo.

Sedie, tende, panni e tra loro un gran venticello, ora di calunnia, ora di quel capriccioso libeccio pronto “a far precipitar” gli animi più rissosi, a sollevar le gonne disegnate da Stefano Nicolao, a far litigare donne e uomini come bambini.

C'è tanta aria sul palco su cui Monica Codena anima queste Bambocciate da Ricci. Le assi inclinate dicono il disequilibrio, le altezze difformi le diversità di censo. Lo spazio è aperto, permeabile, per far circolare parole e immaginazione. Spazio da mangiare con le battute che divorano i dialoghi. Spazio da battere a suon di zoccoli. Ritmo e rumore della terra che dialoga con il mare sul retro.

Nella semplicità basta un niente: una gelosia, un corteggiamento e subito la tragedia lambisce questi quadretti usciti dal pennello di Roberto Longhi. Ecco l'eleganza di cui dicevamo prima. Queste Baruffe ci invitano a ballare con la musicalità del linguaggio sullo spartito di Antonio Di Pofi. Piermario Vescovo ha mantenuto “difficile” il testo, ma il pubblico ride ininterrottamente per due ore. Merito di un cast che sembra che abbia nel corpo la musica da mercato del pesce chioggiotto: Giancarlo Previati, Michela Martini, Marta Richeldi, Francesco Wolf, Riccardo Gamba, Valerio Mazzucato, Stefania Felicioli, Francesca Botti, Margherita Mannino, Leonardo De Colle, Piergiorgio Fasolo, Vincenzo Tosetto.

Lavoro corale ma personaggi a tutto tondo, solidi. Gli innamorati hanno un peso specifico, energia e potenza (si pensi alle trovate arlecchinesche di Luca Altavilla). Le donne vitalità “alla De Bosio” e tutti una straordinaria umanità. C'è sì il tono pastello, l'atmosfera leggera, ma è il lavoro sull'umanità dei personaggi (perennemente in scena), che dà familiarità a queste relazioni, così contemporanee. Emozioni forti, prive di filtri, e una eccellente coralità che sa passarsi tanto la palla della dolcezza, quanto quella delle durezza. Si replica fino al 22 luglio.

Oggi alle ore 17 e 30 la compagnia incontra il pubblico alla Biblioteca Civica.

Simone Azzoni
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