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13 novembre 2018

Spettacoli

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08.02.2017

Sarenco e l’arte
di assemblare
e parlare di poesia

Isaia Mabellini, in arte Sarenco, morto lunedì
Isaia Mabellini, in arte Sarenco, morto lunedì

Basterebbero cinque film lungometraggi, Collage, 1984; In attesa della terza guerra mondiale, 1985; Benvenuto grande cinema, 1987; Pagana, 1988; Safari, 1990; Performance, 1993, presentati alla Mostra del Cinema di Venezia, al Trento film Festival, e in altri festival nazionali e internazionali per rendere omaggio a un artista-autore unico qual è Isaia Mabellini in arte Sarenco, nato il 16 aprile 1945 a Vobarno in provincia di Brescia, vissuto tra Illasi, Veronetta e Malindi, capace di raccontarsi con queste parole: “Ho copiato dai situazionisti che hanno copiato dalle avanguardie storiche (futurismo, dadaismo, surrealismo) che hanno copiato da Mallarmé che ha copiato da Rimbaud che ha copiato da Rabelais che ha copiato dagli alessandrini che hanno copiato da Dio. Sono poeta sono figlio di Dio. Amen” come si spiegava in “Collage”, di sicuro uomo capace di leggere il cammino dell’arte cinematografica con scene esemplari come quelle con il pianoforte trascinato in luoghi impervi che anticipano “The piano” di Jane Campion, ma la sua è solo video art. Sarenco è morto il 6 febbraio lottando sempre con le immagini stereotipate della cultura che governa la massa. Servendosi delle tecniche del collage, dell’assemblage o della tela emulsionata ottiene opere di forte impatto, che utilizza come strumento di lotta politica e culturale”.

Lo rivediamo nella villa a Illasi a creare la prima farm artistica italiana, dove cesella le sue idee e le afferma nel gioco del vino, del sesso, della libertà assoluta dell’arte. Lo rivediamo in via Scrimiari dove il suo spirito, segnato dall’avventura africana, ritrova pace in una continuità artistica di notevole spessore. Sono gli anni della riflessione sull’arte di Joseph Beuys, che segna profondamente il suo cammino rendendolo originale con il contemporaneo aprirsi all’arte africana di cui diventerà presto prezioso mentore. Straordinario il suo lavoro sulla Poesia Visiva a fianco di Ugo Carrega, Stelio Maria Martini, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, nomi fondamentali dell’arte italiana.U.B.

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