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16 dicembre 2017

Spettacoli

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15.08.2017

Vail, una donna alla Guggenheim
«Un valore aggiunto per il museo»

Karole Vail, 58 anni, è da due mesi alla guida del «Guggenheim»
Karole Vail, 58 anni, è da due mesi alla guida del «Guggenheim»

Sono trascorsi meno di due mesi dalla sua nomina a direttrice della sede veneziana della Collezione Peggy Guggenheim e della sezione italiana della Fondazione.

Karole P.B. Vail, 58 anni, già membro dello staff curatoriale e nipote di Peggy, è il secondo direttore dopo Philip Rylands, che ha guidato il museo per trentasette anni.

E in un’estate ricca di appuntamenti con l’arte e la cultura Karole Vail, festeggiata ufficialmente all’inizio di luglio con un indimenticabile cocktail sotto una torrenziale pioggia estiva, muove ora i primi passi alla guida di uno dei più importanti musei in Italia per l'arte europea e americana del XX secolo.

Karole Vail è di casa al Guggenheim, per la sua importante collaborazione di questi anni ma anche in quanto nipote della donna che ha dato vita a questo splendido luogo di arte nel cuore di una delle città più belle del mondo.

Sono passate già alcune settimane dalla sua nomina. Come sta procedendo questa nuova importante avventura lavorativa?

È ancora un po’ presto per dirlo, ma direi decisamente bene e soprattutto molto intensamente. Questa sarà senz’altro un’avventura profondamente stimolante e che mi arricchirà moltissimo.

Quale aspetto del suo nuovo incarico la attrae e la stimola maggiormente?

Tutti gli aspetti della vita museale. Sono interessata ai programmi espositivi così come a quelli educativi, nonché ai rapporti con i soci, gli sponsor, i sostenitori e collaboratori della Collezione, e tutte le istituzioni cittadine.

Il suo mondo, quello dell’arte contemporanea, è un mondo ricco di donne di talento. La sensibilità femminile secondo lei può essere un aiuto e un valore aggiunto?

Non tanto un aiuto quanto un valore aggiunto, direi. Credo che oggi sia significativo il fatto che ci siano sempre più donne alla dirigenza di musei, collezioni e istituzioni culturali.

Proprio in questi giorni è ritornata sotto i riflettori la situazione critica di Venezia, invasa da un turismo mordi e fuggi, più attento a scattare selfie che a scoprire arte e cultura, e si torna a parlare di un biglietto di accesso alla città. Cosa ne pensa?

La proposta culturale della città è qualitativamente molto alta e non saprei, in questo momento, se un biglietto d’accesso a Venezia possa selezionare e comunque essere d’aiuto nel limitare la presenza di un certo tipo di turisti.

E lei cosa ama fare, quando è a Venezia e può dedicarsi del tempo libero? Quali sono i suoi luoghi dell’anima?

Senz’altro il museo con la sua collezione! E poi mi piace passeggiare e perdermi per le calli di Venezia, amo le sue innumerevoli chiese così come le diverse bancarelle di frutta e verdura fresche che si incontrano nei campi cittadini. Venezia è un museo a cielo aperto. E una continua scoperta per gli occhi.

Silvia Allegri
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