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18 ottobre 2017

Spettacoli

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20.08.2017

Un anno senza la voce magica della Dessì

Daniela Dessì ad un convegno su Maria Callas
Daniela Dessì ad un convegno su Maria Callas

È andata via un anno fa dopo una brevissima e inesorabile malattia che l’ha colpita a marzo e il 20 agosto l’ha strappata in sei mesi alla via e all’arte. Daniela Dessì, grande soprano internazionale di origine genovese, finalista al concorso Rai Voci nuove Maria Callas, stella anche sul palco dell'Arena, bellissima donna e compagna per 16 anni dell’eccellente tenore Fabio Armiliato, avrebbe compiuto 60 anni il 14 maggio scorso. A lei il Festival internazionale scaligero Maria Callas, di cui è stata ospite nel 2014 e ideato e presieduto dal direttore d’orchestra Nicola Guerini, amico fraterno della Dessì) dedica un ricordo proprio oggi, anniversario della scomparsa avvenuta il 20 agosto 2016.

Non solo all’artista ma anche alla donna che ha saputo fare della sua dote qualcosa di ineguagliabile che critici importanti hanno messo alla pari con l’operato della Divina, avendo attraversato ambedue le stelle della lirica un panorama musicale complesso e variegato, da Mozart a Rossini, Verdi e Puccini, compreso il Verismo.

Basti ascoltarla nell’esecuzione di Vissi d’arte da Tosca di Giacomo Puccini, e Casta Diva da Norma di Vincenzo Bellini, per rimanere affascinati dal colore vocale e dalla personalità della Dessì, capace di fondere carnalità e spiritualità come poche altre cantanti hanno saputo fare (celebri i suoi baci appassionati in scena), lasciando indiscutibilmente in eredità quella certa soavità d’animo che ammalia e al momento propizio in un battibaleno «si toglie i guanti» sfilandoli a rovescio e li getta a terra per affrontare la realtà a mani nude, vis a vis, quando la vita diventa sfida.

«Daniela non ha mai sbagliato un titolo», ha spiegato in una recente conferenza alla libreria La Feltrinelli Enrico Reggioli, vocal coach di importanti voci liriche sia maschili che femminili e accompagnatore fisso al pianoforte della Dessì, «non ha mai dato di più di ciò che poteva, il che significa misura e consapevolezza delle proprie capacità affinate al meglio». Nel commento di Nicola Gierini, inoltre, la Dessì «entra nell’equilibrio della musica che accompagna l’ascoltatore in un viaggio. E come la Callas la Dessì restituisce il mistero dei grandi personaggi del melodramma che sfoderano la loro anima proprio attraverso il talento interpretativo e vocale di chi dà loro voce e corpo».

Un altro enorme merito va alla Dessì per quanto ha fatto insieme al compagno Armiliato alla comunità bresciana per tossicodipendenti e disturbati sociali Shalom nei pressi di Palazzolo, paese di residenza della coppia che ha insegnato canto lirico aiutando ragazzi ospiti del centro, i quali si sono appassionati al bel canto e scoperto della vita ciò che prima gli era stato negato, la bellezza.

Michela Pezzani
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